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IN SALA

Pirati! Briganti da strapazzo

Molte sono le citazioni letterarie, cinematografiche e storiche, piazzate qui e lì; il lavoro di grafica, realizzato con un mix di computer grafica, che è una novità per la Aardman, è impressionante. Divertente e brillante, è il tipico prodotto talmente denso di trovate e ritmo che merita anche più di una visione

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Anno: 2012

Distribuzione: Warner Bros

Durata: 88′

Genere: Animazione

Nazionalità: UK/USA

Regia: Peter Lord/Jeff Newitt

Come essere indifferenti al lavoro pazzesco dei progetti della Aardman Animations, i numeri uno nella animazione in stop motion? Si tratta dei realizzatori di Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro e del fantastico Galline in Fuga, e questa volta c’è anche Peter Lord alla “regia”, anche se stiamo parlando di 12 set che lavorano contemporaneamente per produrre 10 secondi di film al giorno. Ciò perché la stop motion della Aardman ha del sacrale per la precisione, cura e talento con cui viene fatta. L’effetto è tale che si sente la magia di questi pupazzetti. Basti pensare alla storia, che è un delirio assurdo.

Capitan Pirata non è esattamente una cima, ma vuole comunque vincere il premio come “Pirata dell’anno”, insieme alla sua scalcinata ciurma. Viene, molto poco disinteressatamente, in suo aiuto Charles Darwin che riconosce nel pappagallo del Capitano un dodo, l’animale estinto da millenni. Ansioso di far bella figura con la viziatissima regina Vittoria, Darwin manda il suo scimmiotto a rubare l’uccello; fallisce, ma riesce a portare il Capitano a un concorso di scienziati per poi essere ricompensato dalla regina per il dodo. Quest’ultima, però, il pappagallo se lo vuole mangiare, allora la ciurma dovrà riprenderselo.

Le storie della Aardman sono particolari, si sente quella comicità intellettuale e smart dei migliori fumettisti. Anche Pirati! Briganti da Strapazzo ha questo sapore e le innumerevoli gag surreali sono sofisticate ma adatte a un pubblico di giovanissimi e di adulti. Molte sono  le citazioni letterarie, cinematografiche e storiche, piazzate qui e lì; il lavoro di grafica, realizzato con un mix di computer grafica, che è una novità per la Aardman, è impressionante, tanto che ci si dimentica quasi che i personaggi sono finti. Divertente e brillante, è il tipico prodotto talmente denso di trovate e ritmo che merita anche più di una visione.

Gianluigi Perrone

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