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‎29. Torino Film Festival: “A Good Old Fashioned Orgy” di Alex Gregory e Peter Huyck (Festa mobile)

Il film di Alex Gregory e Peter Huyck è un egregio lavoro di sceneggiatura, non per lo spessore dei personaggi né per le implicazioni filosofiche che vi sottendono, ma per l’evidente mestiere che emerge dal ritmo della narrazione e dalla perfezione con cui sono stati scanditi i tempi della vicenda

Pubblicato

il

Anno: 2011

Durata: 91′

Genere: Commedia

Nazionalità: USA

Regia: Alex Gregory/Peter Huyck

A Good Old Fashioned Orgy è una commedia di fine scrittura. Sembra un ossimoro per un film che già dal titolo promette una lunga serie di nudità e volgarità. Invece il film di Alex Gregory e Peter Huyck è un egregio lavoro di sceneggiatura. Non per lo spessore dei personaggi né per le implicazioni filosofiche che vi sottendono, chiaro, ma per l’evidente mestiere che emerge dal ritmo della narrazione e dalla perfezione con cui sono stati scanditi i tempi della vicenda.

A metà tra i primi American Pie e gli ultimi successi della commedia americana targati Judd Apatow e Frat Pack, il film, come si è letto in più recensioni d’oltreoceano, “non è neanche così volgare come promette il titolo”. C’è una buona dose di nudo, una grandissima quantità di belle ragazze, ma soprattutto un gusto per la risata difficilmente raggiungibile senza l’alchimia perfetta che emana il cast: qualsiasi appassionato del genere potrebbe stare ore ed ore a fare il gioco “who is who”, individuando attori e attrici e ricollegandoli a film e serie tv.

Lo facciamo, in parte, noi per voi: partiamo, esclusivamente per affezione, dall’immenso Martin Starr, cresciuto alla corte di Apatow con Freaks and Geeks e poi sbocciato definitivamente con Suxbad, Molto incinta e Walk hard. E poi  Jason Sudeikis, protagonista, nato artisticamente in televisione (lo ricordiamo in 30 Rocks, tra gli altri) e ora sulla cresta dell’onda per film come Come ammazzare il capo e vivere felici e Libera uscita dei fratelli Farrelly.

Tra le donne impossibile non citare la (qui) dolcissima Leslie, provocante pietra dello scandalo in Ricky Bobby (e presente anche in Iron Man) e la procace Lake Bell, vista per esempio in Pride and Glory, film di tutt’altra pasta.

A Good Old Fashioned Orgy riprende il discorso già caro a tanta commedia americana, ma riportato sotto i riflettori negli ultimi anni con Fratellastri a 40 anni, Un weekend da bamboccioni e dal bellissimo I love you man, della sindrome di Peter Pan. Gli ultra trentenni che non vogliono crescere non riflettono la tendenza dei giovani, ma sono lo specchio della frustrazione, depressione e insoddisfazione come nuovi mali degli anni zero. E noi, davanti alle loro feste senza fine possiamo solo rimanere a bocca aperta: non additandoli, ma sognando per una volta di non essere (ancora) cresciuti.

Michelangelo Pasini