Un tempo ridotto, un budget spesso altrettanto, ma molte cose da dire. Attraverso linguaggi differenti e messe in scena eclettiche, i corti italiani del 2024 hanno saputo raccontare realtà effettive e immaginate. Riflessioni sulla società contemporanea, sulle relazioni interpersonali e sul rapporto con la tecnologia sono solo alcune delle tematiche affrontate in meno di mezz’ora. Qui sotto vi proponiamo sinossi e cast di alcuni dei cortometraggi italiani più premiati del 2024. Tra Venezia, Los Angeles, l’Albania e Roma, queste opere brevi hanno fatto il giro del mondo.
Fiabexit (2024), di Lorenzo Giovenga, Giuliano Giacomelli
Il corto più premiato in assoluto, Fiabexit si pone una domanda. Cosa succederebbe se i personaggi delle fiabe vivessero al nostro fianco? Tra realtà e immaginazione perduta, il film di Giovenga e Giacomelli ci mette in guardia dal nostro stesso cinismo. Con Nicola Trambusti nel ruolo di un commovente Cappellaio matto, Alessandra Masi in quello di Cenerentola e Marco Marchese come Geppetto.
Nei toni della commedia romantica, L’acquario ci mette in guardia dalle derive dell’intelligenza artificiale. Non sapendo più come comunicare, due coppie al primo appuntamento si affidano a una app, CHAT-AIT. Le conseguenze porteranno i protagonisti a interrogarsi su quanto abbiano perso in sostanza nel tentativo di guadagnare qualcosa in sicurezza.
Con Giovanni Anzaldo, Barbara Venturato, Anna Pancaldi e Janaima Costantini. L’acquario è scritto da Zonta insieme ad Alessandro Salentino, e si pregia della voce del grande Luca Ward.
Gli elefanti, di Antonio Maria Castaldo
Scritto e diretto da Antonio Maria Castaldo, Gli elefantiè un corto che ci presenta l’azione dei vigili del fuoco da un nuovo punto di vista. Non più quello degli energici soccorritori, mostratoci da serie di successo come Chicago Fire, ma quello della vittima di un incidente. Un modo per mostrare il legame che si crea con i propri salvatori nel momento critico di una vita.
Il salto di qualità, diretto da Lorenzo Freglio
Nel suo corto, Freglio ambienta una vincita multimilionaria all’interno di una piccola comunità. Teresa, la vincitrice, muore poco dopo aver acquistato il biglietto, lasciando la figlia Linda all’oscuro di dove possa essere nascosto il coupon. Mostrando avidità e piccolezze a cui tutti siamo portati, il regista sfrutta l’ambiente familiare per lavorare con ironia su personaggi che sono maschere sociali.
Majoneze, diretto da Giulia Grandinetti
In Albania, Elyria vive con la sua famiglia seguendo le rigide regole imposte dal padre. Un forte desiderio diribellione però cresce in lei e la porterà a compiere un difficile e necessario atto di rivoluzione. Con un bianco e nero drammatico e splendidi abiti tradizionali, la regista Giulia Grandinetti mette al centro una storia d’amore contrastata. Il corto, presentato a Los Angeles, è arrivato dopo una crescita che ha portato Grandinetti a realizzare anche un lungometraggio, Alice e il paese che si meraviglia.
Realizzato utilizzando diverse tecniche, dal “passo uno”, alla puppet animation e pixilation, Playing God, nasce dalle difficoltà dell’autore Matteo Burani, dopo anni di lavoro come puppet maker nel campo dell’animazione in stop motion. Questo ha portato il regista a confrontarsi con la sensazione di insufficienza e di rifiuto. Il cortometraggio, infatti, esplora il tema dell’esclusione sociale, dando vita a pupazzi angoscianti. Premiato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2024, ha ottenuto oltre cinquanta riconoscimenti.
Il muro, di Linda Fratini
Attraverso una semplicità propria dei bambini a cui si rivolge, Il muro ha saputo passare il suo messaggio. Quando una dispotica preside si rende conto che la sua scuola non è più frequentata solo da bambini blu le cose devono per forza cambiare. Un film sui pregiudizi e la coscienza morale, è stato girato nella Scuola dell’infanzia di Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa.
Ninò, diretto da Michele Li Volsi
Scritto da Claudia Gallo con Letizia Ruffo, Ninò racconta la storia di un ragazzino di dodici anni che, in assenza del padre e con una madre spesso lontana per lavoro, si prende cura del fratello minore Marco, un bambino autistico. Nino è vittima di bullismo a scuola, ma un evento particolare attirerà l’attenzione dell’insegnante. Concentrandosi sull’importanza del rispetto reciproco, il film di mira a evidenziare quanto sia fondamentale combattere questo fenomeno attraverso l’educazione e la sensibilizzazione. Con Alessandro Renda nel ruolo del protagonista, il corto è disponibile sul sito della Rai.
Cortometraggi italiani: un presente promettente
Come dimostrato da questi esempi, il cinema italiano è più che vivo nella sua forma più breve. Film realizzati spesso grazie al sostegno delle regioni, i corti hanno saputo rappresentare l’Italia all’estero ancor più dei lungometraggi. Non è un caso che Alice Rohrwacher, con Le pupille, abbia adottato questo linguaggio riuscendo a rientrare, nel 2023, tra le candidate al premio Oscar. Chissà che, sulla sua scia, l’Italia non possa tornare a far apprezzare anche a una audience più mainstream. La qualità c’è, il pubblico deve solo fare il passo decisivo per considerare finalmente pari questa forma che, dopotutto, ha fatto nascere il cinema.