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Mubi Film

‘Foxfire-ragazze cattive’ il bel film di Laurent Cantet su MUBI

Foxfire-ragazze cattive di Laurent Cantet arriva su MUBI, in un dittico insieme a L'atelier. Ritroviamo la stessa attenzione verso i giovani e la loro complessa psicologia

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Foxfire- ragazze cattive di Laurent Cantet è un film del 2012, uscito su MUBI il 28 gennaio 2022. Una produzione franco-canadese, distribuita in Italia da Teodora Film. Tratto dal romanzo di Joyce Carol Oates, scrittrice americana estremamente prolifica.

Tra i suoi cinquantasette romanzi e le quarantadue raccolte di racconti, Cantet sceglie proprio il soggetto delle cattive ragazze, un sunto dei temi frequenti nelle narrazioni della Oates. La società americana degli anni Cinquanta, una violenza che la famiglia oppressiva (qui invece del tutto assente) non sa arginare, la condizione femminile succube di una virilità intesa come sopraffazione.

Queste ragazze cattive (quanto davvero cattive?) sono poi tre volte svantaggiate: perché donne, perché adolescenti, e perché vivono una realtà deprivata economicamente.

Foxfire-ragazze cattive: la trama

Nella New York del 1955, con una violenta cultura postbellica maschilista, un gruppo di tenaci ragazze fonda una società segreta femminile, “Foxfire”. La banda si prefigge la missione impossibile di cambiare le carte in tavola per poter vivere secondo le proprie regole, accada quel che accada. (Tratto da MUBI)

Foxfire-ragazze cattive: la fondazione del gruppo

Maddy, la voce narrante del film (Katie Coseni) e Legs (Raven Adamson) occupano le prime scene e possono considerarsi le vere fondatrici della banda. Tra le due, la più disinvolta, Legs (Come al solito Legs parlava e io ascoltavo) è già ripresa nel passaggio verso una vita più vagabonda e fuori dalle regole. In comune hanno la mancanza della figura paterna: assente a casa di Maddy, completamente disimpegnata in quella di Legs.

Niente di strano che abbiano maturato un tale rifiuto per il maschio e nel contempo una grande fragilità.

Foxfire

Maddy e Legs, le fondatrici del gruppo delle “ragazze cattive”

Le prime azioni della banda

È un grande sogno quello coltivato dalle ragazze del film, che reclutano con naturalezza nuove amiche e compagne di scuola nella magia della loro piccola società segreta. È il sogno del riscatto definitivo dalla loro invisibilità. Vogliono esserci, vogliono contare, ingoiare il cielo e spalancare l’orizzonte, ma prima devono emanciparsi dall’inettitudine genitoriale e vendicarsi nei confronti dei maschi: laidi gli adulti, prepotenti i coetanei.

Persino la scuola è presentata come luogo di pregiudizio e non quella palestra di democrazia che dovrebbe essere, che sarà, ma bisogna aspettare almeno un ventennio. Il  primo uomo da umiliare è proprio l’insolente professore di matematica, che le Foxfire oltraggiano, disonorano, forti della voglia di rivalsa e della rabbia accumulata.

La loro prima azione è incredibilmente liberatoria. Ne seguono altre, della stessa intensità e con esiti positivi. La gang furoreggia impunita, anche perché, vessate dai maschi oltre misura, quasi fosse normale, le ragazze passano inosservate: sono femmine, quindi per statuto, vittime!

Foxfire-ragazze cattive e la collina delle leonesse che ruggiscono

Negli stessi giorni un’identica sicurezza viene rappresentata, al 33 Trieste Film Festival,  nel film Luaneshat e Kodrës (La collina dove ruggiscono le leonesse) della regista franco-kosovara Luàna Barjami.

Jeta, Qe e Li sono tre giovani che vivono in un paese senza svaghi nel presente, né prospettive per il futuro. Decidono così di fondare una gang, forti dell’insospettabilità in quanto donne. Si firmano anche come Leonesse della collina, così come le adolescenti di Cantet siglano le loro prodezze come Foxfire. Maddy, Legs e le altre hanno persino un tatuaggio, tutte sulla spalla destra, che raffigura una fiamma. Cos’altro dovrebbero fare, di più, per farsi vedere?

Diceva lo psicanalista Winnicot che l’adolescenza è il periodo in cui è un piacere nascondersi ma è un disastro non essere trovati. Le nostre ragazze allora alzano sempre di più il livello delle loro prodezze, vanno addirittura via di casa per vivere insieme, pur così giovani. Non cambia nulla; nessuno le reclama, e le loro ferite restano aperte. Dopo l’iniziale ubriacatura, il rimedio della sorellanza non ce la fa a contenerle tutte, ad attenuarle, e nemmeno a rendere le ragazze più visibili.  Piuttosto è il regista stesso che si sa nascondere, come aveva fatto quattro anni prima in Entre les mures.

L’adolescenza deve essere un periodo a lui molto caro: “In me deve esserci ancorata da qualche parte una nostalgia, che mi spiega perché nei miei primi cortometraggi mi piaceva tanto filmare l’adolescenza. Forse perché in quel momento abbiamo la sensazione di non essere abbastanza padroni della nostra vita, perché è un’età che si suppone dolce e non è del tutto così, perché ogni preoccupazione diventa un tormento interiore… L’adolescenza che filmo è tutt’altro che innocente. Ma è anche la fase in cui si crede di poter sfuggire a ciò che ci determina socialmente.”

Laurent Cantet il Ken Loach francese

Maddy e Legs nella seconda parte del film

Una definizione che è arrivata da più parti per il regista francese e che noi facciamo nostra. Non a caso i suoi primi lungometraggi al cinema sono Risorse umane (1999) e A tempo pieno (2001). Il primo sulle difficili dinamiche nei posti di lavoro, il secondo sulla sua mancanza: la perdita di un’occupazione come perdita d’identità, simile a molti personaggi di Ken Loach. Il titolo A tempo pieno però non si riferisce al lavoro, bensì al tempo della menzogna, quella che il protagonista mette in scena per non confessare di essere stato licenziato. Il regista prende liberamente spunto dalla storia di Jean-Claude Romand, ma non la sviluppa fino alle sue tragiche conseguenze, permettendo alla realtà di superare la fantasia del cinema.

Cantet parla della società come Loach, i Dardenne, Brizè, Robert Guédiguian, ma non vuole fermarsi ad un cinema militante. Sceglie la via più umanista, più allusiva che dimostrativa. Sono sue affermazioni di vent’anni fa, ma ci sembrano ancora attuali..

Laurent Cantet si sofferma di più sulle psicologie. È chiaro che i comportamenti delle ragazze cattive sono dettati da un sistema sbagliato, sbagliatissimo, ma Cantet non lo mette al centro della storia. I comportamenti sono la risposta scorretta a una società ancora più scorretta, ma le psicologie  lo interessano di più. Come ne L’atelier (su MUBI a formare un dittico, insieme a Foxfire-ragazze cattive) che noi abbiamo definito Un thriller dell’anima.

L’ordine cronologico di Foxfire

Per lo stesso motivo Cantet predilige l’ordine sequenziale degli eventi, anziché l’intreccio del romanzo della Oates. La nascita del gruppo, l’intensificarsi delle intese al suo interno, fino ai dubbi, le crisi individuali e collettive, lo scioglimento.

Il sottotitolo originale del film, Confessions d’un gang de filles, riflette la fabula della narrazione. Maddy, cronista puntigliosa del gruppo, recupera una macchina da scrivere e meticolosamente registra la quotidianità delle sorelle di sangue.

Foxfire

Maddy è la voce narrante del gruppo delle “ragazze cattive”

E il legame, forte di una segretezza possibile perché il mondo maschile, non solo le sottovaluta, ma non ammetterebbe mai di esserne stato vittima. Che strano: ne La collina delle leonesse che ruggiscono, invece, le ragazze possono spadroneggiare perché i maschi, addirittura, si assumerebbero loro la responsabilità dei reati commessi, pur di non attribuire alle femmine questa libertà.

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Foxfire-ragazze cattive

  • Anno: 2012
  • Durata: 143 minuti
  • Distribuzione: Teodora Film
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia Canada
  • Regia: Laurent Cantet
  • Data di uscita: 29-August-2013