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FOCUS ITALIA

Gian Maria Volonté alla Casa del Cinema di Roma

In occasione dell'evento conclusivo per festeggiare i dieci anni della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté è stata ideata una giornata in ricordo del grande attore con due appuntamenti importanti

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Per i dieci anni della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, un grande appuntamento per ricordare l’attore italiano che ha dato il nome alla scuola.

L’omaggio a Gian Maria Volonté sarà il 6 dicembre 2021 alle ore 16 alla Casa del Cinema di Roma in Largo M. Mastroianni 1.

La giornata è pensata per ricordare l’attore scomparso nel 1994 sul set del film Lo sguardo di Ulisse di Theo Angelopoulos.

L’idea di creare una scuola pubblica rivolta ai giovani interessati al cinema per accompagnarli in un percorso democratico, verso l’intrapresa delle carriere cinematografiche, pose subito ilaquestione dell’intitolazione: i cineasti coinvolti nel progetto unanimemente hanno accettatato la proposta di intitolare la scuola a Gian Maria Volonté.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il festival “la Valigia dell’Attore”, la Casa del Cinema di Roma, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale.

Il programma dell’omaggio a Gian Maria Volonté

L’evento conclusivo dei festeggiamenti per il decennale della scuola con il ricordo di Gian Maria Volonté prevede due appuntamenti nella giornata del 6 dicembre: la proiezione del film Un Uomo da Bruciare di Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani, alle 16; la proiezione del mediometraggio Il Campo Magnetico dell’Attore dal ValigiaLab 2015 di Fabrizio Gifuni.

Un Uomo da Bruciare

Il primo è alle ore 16 con la proiezione del film Un Uomo da Bruciare di Valentino Orsini, Paolo e Vittorio Taviani. La presentazione sarà curata da Antonio Medici e Boris Sollazzo. La copia del film proiettata è proveniente dalla Cineteca Nazionale.

In questo film Gian Maria Volonté ricopre per la prima volta un ruolo da protagonista nei panni di un sindacalista, Salvatore Carnevale, che cerca di spronare alcuni lavoratori agricoli a ribellarsi alla mafia. Il giovane attivista torna in Sicilia e guida l’occupazione di un fondo contro la mafia locale. I suoi compagni, timorosi, rinunciano alla lotta e Salvatore per convincerli arriva persino a prestarsi a un doppio gioco con i mafiosi.

La foto simbolo della Scuola d’Arte Cinematografica è stata scattata proprio sul set di questo film e accompagna da allora le attività degli studenti nella scuola.

“Salvatore è un uomo che ‘cerca di capire’, nei modi naturalmente concessi a un contadino siciliano che vive tra mafiosi e “zappatura” e nei limiti primitivi della lotta per la terra. Ma per Salvatore l’azione sindacale ha lo stesso valore che per l’artista ha la propria opera, per lo scienziato la propria ipotesi. Il valore, cioè, della scoperta: un compito faticoso, contraddittorio, pericoloso anche. Ma che costringe a mischiarsi con le cose, con gli uomini: l’unico modo, quindi, per divenire nei confronti della storia, non spettatore o vittima, ma protagonista.”

Paolo e Vittorio Taviani

Il Campo Magnetico dell’Attore

Il secondo appuntamento è per lo stesso giorno alle ore 18 con gli interventi di alcune personalità importanti del mondo del cinema e la proiezione del mediometraggio Il Campo Magnetico dell’Attore, una testimonianza video del ValigiaLab 2015 condotto da Fabrizio Gifuni, laboratorio di tecniche di recitazione storicamente tenuto in Sardegna, sull’Isola della Maddalena, ma eccezionalmente a Roma nel 2015. Il Festival La Valigia dell’Attore è diretto dal 2003 da Giovanna Gravina Volonté e Fabio Canu.

Questa seconda parte sarà introdotta dai saluti istituzionali di Giovanna Pugliese Responsabile dell’Ufficio Cinema ABC della Regione Lazio e gli interventi dell’attore Fabrizio Gifuni, di Giovanna Gravina Volonté Direttrice Artistica del Festival La Valigia dell’Attore, del professor Fabrizio Deriu docente presso l’Università di Teramo e Antonio Medici Coordinatore Generale della Scuola Volontè, moderati dal critico cinematografico Boris Sollazzo.

“[Il campo magnetico dell’attore] racchiude sinteticamente una serie di riflessioni pratiche e teoriche sul gioco attoriale che ho messo insieme in questi primi venti e più anni di lavoro, illuminati qua e là da alcuni incontri fondamentali. Le parole di Amleto e quelle di Pasolini hanno accompagnato me e gli studenti in questi cinque giorni”

Fabrizio Gifuni

QUI LA FILMOGRAFIA DI GIAN MARIA VOLONTÉ

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