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5 Film Western contemporanei che vi faranno tornare negli anni d’oro

5 western moderni che vi faranno riassaporare il cinema degli anni 50 e 60

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5 film western

Quando si pensa al cinema Western, tornano subito alla mente i favolosi paesaggi del cinema di John Ford e i meravigliosi anni 60 di Sergio Leone e del Western all’italiana. Un genere che sembra lontano, ma che spesso e volentieri riemerge in tutta la sua maestosità e propone nuovi stili e rivisitazioni, come successo all’inizio degli anni 90 con pellicole quali Balla coi lupi (Kevin Costner, 1990) e Gli spietati (Clint Eastwood, 1992).

Un genere che nella storia del cinema ha trovato i suoi alti e bassi ma che è sempre rimasto impresso nella memoria popolare come perfetta rappresentazione di forza ed affermazione di valori universali, nonché di un mondo di frontiera dove ogni avventura (per quanto bizzarra e spettacolare) è possibile. Nonostante il periodo d’oro favorito dal cinema americano degli anni 50 e da quello italiano degli anni 60, il Western non è mai riuscito ad affermarsi come genere stabile nel corso della storia, trovando tuttavia delle ottime risposte negli ultimi 10 anni.

In questa guida andremo dunque a proporvi  5  film western significativi per il genere nell’era moderna e che vi faranno riassaporare il far west di una volta.

5 Film Western

Notizie dal mondo (Paul Greengrass, 2020)

5 film western

“Tutti viaggiamo attraverso la prateria, in linea dritta, cercando un posto in cui vivere. E una volta trovato, ci fermiamo, l’occupiamo e piantiamo tutto in linea retta.”

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Paulette JilsNotizie dal mondo propone per la prima volta un racconto fuori dall’ordinario, a dimostrazione del fatto che persino nelle terre più remote e selvagge la parola è fondamentale in ogni tipo di rapporto sociale. è la storia del capitano Jefferson Kyle Kidd (Tom Hanks), un giornalaio che attraversa le lande dell’Ovest per tramandare oralmente di cittadina in cittadina quello che accade nel resto del pianeta. Sarà proprio durante uno di questi viaggi che si imbatterà in Johanna (Helena Zengel), una ragazzina la cui famiglia è stata massacrata e che è stata cresciuta dagli indiani per tutta la sua infanzia. L’iniziale difficoltà a comunicare decreterà l’inizio di un rapporto tra i due, che diventerà sempre più profondo grazie alle continue letture e ai costanti insegnamenti del capitano Kidd, un uomo dal passato turbolento che troverà nell’insegnare alla giovane Johanna come vivere nel nuovo mondo che sta per nascere la sua unica fonte di motivazione. Un film coraggioso proprio per la tematica che affronta, è una vera chicca per chi ama godersi lande maestose e paesaggi mozzafiato in un road movie di formazione che vi farà tornare al tempo delle carovane.

Potrete trovare una recensione di Notizie dal mondo qui.

La ballata di Buster Scruggs (Joel ed Ethan Coen, 2018)

la ballata di buster scruggs

“Una canzone non manca mai di risollevarmi il morale, quaggiù nel vecchio West, dove le distanze sono grandi e il paesaggio è immutabile. Inoltre, il mio piacevole timbro di voce anima anche il vecchio Dan, qui, e lo mantiene di buon umore mentre batte il tempo con gli zoccoli al galoppo! Non ho ragione, Dan?”

Se Notizie dal mondo metteva l’accento sull’importanza della lettura, è proprio tramite un libro che i fratelli Coen decidono di rappresentare tutte le sfaccettature del vecchio west, dai duelli a colpi di pistola alle lunghe carovane, dai cercatori d’oro ai fuorilegge alla forca, il tutto in un mix di generi che riassume tutte le sfumature del più classico dei western. Diviso in 6 ipotetici capitoli di un libro di racconti, il film si articola in 6 storie ben narrate ed estremamente rappresentative di quello che era e rimane un mondo estremo ma estremamente affascinante: si parte seguendo le gesta del canterino ma altrettanto pericoloso Buster Scruggs (Tim Blake Nelson); si prosegue poi con la singolare avventura di un rapinatore di banche (James Franco); si seguono dunque le peripezie di un saltimbanco (Liam Neeson) e il suo freak (Harry Melling); si vedono poi in ordine le storie di un cercatore d’oro, di una ragazza borghese in mezzo ai mandriani e di una corsa in diligenza durante la notte. Ogni storia è condita da un tocco personale che la rende unica e caratteristica, pur mantenendo quelli che sono i luoghi e le situazioni tipiche del western di altri tempi: lo stile registico dei Coen dona un’impronta fortemente personale ad ogni capitolo, spaziando dalle situazioni più comiche a quelle più grottesche e surreali con una naturalezza incredibile. Per gli appassionati dei Coen e non, una vera perla del cinema western contemporaneo.

5 Film Western

Bone Tomahawk (Steven Craig Zahler, 2015)

5 film western

Esordio alla regia di Steven Craig Zahler, autore oltretutto della colonna sonora del film, Bone Tomahawk si identifica fin da subito come un western dalle tinte scure, che sfocia piano piano nell’horror corporeo con il trascorrere della pellicola. La storia si concentra attorno alla sfortunata vicenda di Arthur O’Dwyer (Patrick Wilson), la cui moglie viene rapita da un gruppo di trogloditi che vive oltre le montagne, rinnegato dalle altre tribù indiane poiché abituato a pratiche disumane come il cannibalismo e l’incesto. Venuto a sapere dell’accaduto, Arthur decide di mettersi in viaggio alla ricerca della moglie, aiutato dallo sceriffo Hunt (Kurt Russell), dal dandy John Brooder (Matthew Fox) e dall’anziano Cicoria (Richard Jenkins). Insieme, i quattro si addentreranno all’interno di una valle oscura e desolata, ancora ignari dell’enorme pericolo a cui vanno incontro. Presentando un contesto cupo ed estremamente crudo, il film è un ottimo rimando all’estrema violenza mostrata nei vecchi western all’italiana: caratterizzando la storia con elementi horror, Zahler dipinge un western ancora più violento del solito, mostrando fin dove è capace di spingersi la follia dell’essere umano. Assolutamente consigliato per gli stomaci forti e per chiunque ami l’horror: lo shock è assicurato.

5 Film Western

Django Unchained (Quentin Tarantino, 2012)

5 film western

“Sai come ti chiameranno? “La pistola più veloce del Sud.”

Sarebbe insensato non mettere uno dei film migliori di Quentin Tarantino all’interno di questa guida: sia perché già dal titolo Django Unchained rappresenta un continuo rimando agli spaghetti western (in particolare all’omonimo film di Sergio Corbucci con Franco Nero, che non a caso recita anche nel film di Tarantino), sia perché riassume in un’unica pellicola tutte le caratteristiche per cui il western è diventato uno dei generi portanti della storia del cinema.

Ciononostante, la trama del capolavoro di Tarantino non ha nulla a che vedere con quella del film del 1966: è la storia di Django (Jamie Foxx), uno schiavo di colore che viene liberato dal cacciatore di taglie tedesco King Schultz (Christoph Waltz). Dopo averlo aiutato a riconoscere e ad uccidere una banda di criminali, il dottore istruirà Django a diventare un cacciatore di taglie, nonché uno dei pistoleri più talentuosi di tutto il far west: cercheranno poi insieme di liberare Broomhilda, la moglie di Django, dalle grinfie dello spietato Calvin Candie (Leonardo Di Caprio), uno dei latifondisti più ricchi del Mississippi. Il punto di forza che rende Django Unchained un ottimo western sta proprio nella sua forte autoreferenzialità: ogni dettaglio è studiato per rimandare ad un tipo di cinema che Tarantino conosce a memoria e ha studiato approfonditamente; nel suo film convivono la brutalità e la violenza di Sergio Corbucci e i tempi dilatati ma allo stesso tempo epici di Sergio Leone; la colonna sonora contraddistingue i personaggi e si fonde con il ritmo della narrazione (e sempre non a caso sono presenti numerose tracce di Ennio Morricone). L’unico punto che si differenzia dai classici spaghetti western è proprio il ribaltamento dell’archetipo dell’antieroe: uno schiavo di colore disposto a qualsiasi cosa per salvare l’amore della sua vita. Grazie a questi presupposti e ad un cast immensamente talentuoso, Django Unchained si piazza di diritto tra i migliori western degli ultimi 20 anni.

Potrete trovare una recensione a Django Unchained qui.

Il grinta (Joel ed Ethan Coen, 2010)

 

“Il più cattivo è Rooster Cogburn. È spietato, un duro, lo chiamano “il Grinta”. Non sa cosa sia la paura.”

Senza togliere nulla agli altri registi, è evidente l’innata abilità dei fratelli Coen a raccontare un genere così delicato e a renderlo una perfetta lezione di cinema ad ogni visione. Con queste premesse il duo di registi ha affrontato la sfida più ardua: raccontare nel 2010 la storia di un personaggio che già nel 1969 era stato messo in scena da John Wayne, uno dei mostri sacri del cinema western statunitense. Con estrema saggezza, i Coen rielaborano il personaggio di John Wayne e lo trasformano, grazie anche ad un Jeff Bridges straordinario. Il film ricalca a grandi linee la pellicola originale del 1969: la giovane Mattie (Hailee Steinfeld), desiderosa di vendetta nei confronti dell’uomo che ha ucciso suo padre, ingaggia il Grinta (Jeff Bridges) per aiutarla a trovare il fuorilegge. Sebbene riluttante all’inizio, l’uomo accetta progressivamente la ragazzina, aiutandola nel suo intento accompagnato anche dal ranger texano La Boeuf (Matt Damon): insieme i tre si avventureranno alla ricerca di Chaney (Josh Brolin) per consacrare la vendetta di Mattie e raccogliere i soldi della taglia. Il Grinta è un film spietato, duro, ma allo stesso tempo dimostra un’eleganza formale e una rappresentazione realistica del vecchio West che in pochi sono riusciti a dipingere in maniera così dettagliata. C’è un enorme contrasto morale tra i tre protagonisti, tutti mossi da ideali diversi per cui catturare il bandito: il tutto converge in un racconto emozionante, che si sviluppa in un crescendo di situazioni che onorano il genere western e ne accentuano i tratti. Non poteva che essere degli autori di Non è un paese per vecchi il merito di aver reso onore nella maniera più familiare possibile ad uno dei generi più importanti di una cinematografia invecchiata benissimo.

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