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IN SALA

Dune: i temi del nuovo film di Denis Villeneuve

Torniamo su Dune con alcune considerazioni su temi e forma del film di Denis Villeneuve

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In occasione dell’uscita nelle sale, dopo l’anteprima mondiale al festival di Venezia, torniamo a parlare di Dune con alcune considerazioni su temi e forma del nuovo film di Denis Villeneuve.

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Dune: un film fuori dal normale

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Parlare di Dune di Denis Villeneuve significa farlo anche sulla base delle aspettative che lo avevano preceduto. Che per Hollywood erano quelle di un film fuori dal normale, non solo per la quantità di soldi investiti (165 MD, ndr), fattore comunque destinato a condizionarne gli esiti e, dunque, da  tenere in conto.

Il libro di Frank Herbert da cui Villeneuve ha tratto il suo lungometraggio appartiene, infatti, alla categoria della letteratura di fantascienza, impossibile da portare sullo schermo per vari motivi.

E se il primo fra tutti, cioè il costo della sua realizzazione, oggi è stato superato dagli sviluppi della tecnologia digitale e, di conseguenza, dalle opportunità della computer graphic, la sfida data dalla complessità dell’argomento in questione rimaneva aperta.

Come molta letteratura di fantascienza degli anni Settanta, anche Dune non sfuggiva alle caratteristiche tipiche del periodo, avendo in sé, non solo una matrice epico avventurosa e ancora ludica e spettacolare, ma anche, e soprattutto, la tendenza a riflettere in termini critici con la società del proprio tempo, attraverso una dialettica in grado di far convivere all’interno della stessa narrazione elementi antitetici come il messianismo legato all’accezione salvifica insita nel personaggio di Paul Atreides e la cultura psichedelica, relativa alla spezia, sostanza lisergica destinata a diventare il pomo della discordia nella lotta per il controllo del pianeta Arrakis.

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Un romanzo fuori dagli schemi 

Parliamo di un romanzo fuori dagli schemi che, proprio per tali motivi, era entrato nelle grazie di molti registi e in particolare di due anticonformisti come Alejandro Jodorowski, costretto ad abbandonare il progetto dopo aver accarezzato l’idea di poterlo realizzare (per saperne di più è in questi giorni nelle sale, Jodorowsky’s Dune, il documentario di Frank Pavich, focalizzato sugli eventi che portarono a quella conclusione – qui per l’intervista al regista), e David Lynch, in grado di portarne al termine le riprese, salvo prendere le distanze dal film a seguito di non meglio precisate controversie produttive.

Regista cresciuto nel cinema d’essai e, solo nell’ultima parte di carriera, passato con successo alle grandi produzioni mainstream (Arrival e Blade Runner 2049), Denis Villeneuve era sembrato fin da subito il nome più adatto per riuscire a conciliare le diverse anime del film, rassicurando sia l’arte che il capitale. 

Plasticità geometrica degli elementi

Nei fatti il regista di Sicario e Blade Runner 2049 riesce a rispettare il potenziale della storia attraverso una messinscena capace di confrontarsi, senza timidezze, con la fondazione della nuova cosmogonia, riflettendo l’infinito dell’universo herbertiano nella plasticità geometrica degli elementi che vi partecipano: dagli interni delle dimore regali alle dune del deserto alieno, dalle intelaiature di astronavi e navicelle alla linearità primordiale dei terribili vermi delle sabbie. Come pure di mantenere le fila del discorso, anche quando si tratta di dare fuoco alle polveri, dando sfogo all’arsenale bellico senza farsi prendere la mano, continuando a ragionare anche all’interno della tenzone, come si vede dall’utilizzo degli effetti speciali, improntati a un’estetica volta a favorire realismo e verosimiglianza.

La paura come filo conduttore

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Una pulizia visiva e stilistica, quella di Villeneuve, che senza essere mai compiaciuta pare smussare le asperità e la carica eversiva legata all’ambiguità di alcuni dei temi trattati: primo tra tutti il rapporto tra bene e male connesso alle valenze assunte dalla coltura della sostanza lisergica, ma anche le implicazioni legate all’identità di Paul, vero o falso messia. E lasciando alla paura e al suo superamento (tema ricorrente nella filmografia del regista) il compito di fare da filo rosso esistenziale tra i vari personaggi.

Alla possibilità di essere artefice di un film apripista, come a suo tempo lo erano stati Blade Runner e Matrix, Villeneuve sceglie di lavorare nell’alveo di un cinema già collaudato, sul tipo di quello messo a punto dalla Disney con la saga di Star Wars, accettando il rischio di essere più scontato e di incidere meno come autore sulla confezione finale.

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Dune

  • Anno: 2021
  • Durata: 155
  • Distribuzione: Warners Bros
  • Genere: avventura, fantascienza, drammatico
  • Nazionalita: Usa, Ungheria, Canada
  • Regia: Denis Villeneuve
  • Data di uscita: 16-September-2021