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Generazione 56k, la recensione della serie dei The Jackal su Netflix

i the Jackal sbarcano sul piccolo schermo con una serie tutta loro dedicata al ricordo degli anni '90

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Generazione 56k è un serial prodotto da Cattleya e distribuito da Netflix,  ideato dai The Jackal e disponibile dal 1 luglio sulla piattaforma con tutti gli 8 episodi.

L’incontro casuale tra due ex compagni di scuola, Daniel e Matilda, porta a ricordare il 1998, anno della loro prima tempesta ormonale e dell’arrivo di Internet nelle loro vite.

Generazione 56K è un triste rigurgito anni ’90.

E non solo nella trama, nella concezione, nella confezione, ma addirittura nella recitazione e nel suo posizionarsi, all’interno del mercato, come il tentativo coatto di trasportare il successo di un brand da un media all’altro.

Se a cavallo tra gli anni Zero e i ’90, lo strapotere dei format da cabaret in tv portò ad un’espansione spropositata di comici sul grande schermo, alla ricerca di un successo e di un consenso che invece non tutti, anzi quasi nessuno, ha poi trovato; oggi la frontiera da valicare sembra essere quella del web, lo spazio franco dove tutti possono essere qualcuno… o almeno avere l’impressione di poterlo fare.

I The Jackal vengono dallo strapotere di internet, e già nel 2017 avevano tentato il grande salto con Addio Fottuti Musi Verdi, opera per il cinema dall’esito disastroso.

Sbertucciato un po’ da tutti, il film metteva in chiaro una volta per tutte, se ce ne fosse bisogno, che clip e cinema non sono assimilabili e anzi sono l’esatto contrario.

La velocità di utilizzo di youtube è agli antipodi della riflessione necessaria su una storia di lungo respiro: che gli youtuber al cinema fossero ormai accanimento terapeutico era quindi assodato (un accanimento che purtroppo dura tutt’oggi, vedi i Me Contro Te), ma la rinascita del mezzo televisivo come media espressivo ha creato nuove opportunità e nuove finestre.

Generazione 56K si pone proprio in questo campo: ma se la lunga serialità è sicuramente più abbordabile dai ragazzi dei The Jackal rispetto al cinema, di certo i risultati non sono brillanti, ma neanche lontanamente confortanti.

Prima di tutto, il senso.

Che non c’è.

Se il cinema generazionale (da Salvatores a Muccino in giù) aveva e ha senso perché recupera un passato totalmente dimenticato o quantomeno costruito su fondamenta totalmente differenti dal presente, l’operazione nostalgica dei The Jackal sbaglia fin dall’inizio proponendo un recupero di qualcosa che non solo non è minimamente lontana, ma è anche ancora presente.

Il gruppo ha fatto fortuna sul web nel momento in cui si facevano portavoce di una generazione nata quando internet non era ancora così invadente e ora si ritrova in un contesto sociale stravolto: identica operazione che vorrebbero fare in tv con Generazione 56K, se non che il gap generazionale raccontato è troppo esile per farsi struttura, e tutto il racconto assume contorni pretestuosi, arrivando al nonsense di citare fuori contesto (o forse no) gli eccessi di romanticismo di Muccino e le location da favola buona di Baglioni.

Senza raggiungere le vette emotive di nessuno dei due, ma dovendosi accontentare dei baci a stampo degli 883.

Cosa ancora più evidente quando dal senso dell’operazione si passa alla messa in scena: che dovrebbe essere sorretta da attori totalmente inadatti al compito. Vengono dal web Fabio Balsamo e Gianluca Fru, così come il co-sceneggiatore e ideatore Francesco Ebbasta, anche co-autore del gruppo: peccato che però la reiterazione di tormentoni e giochi linguistici basati su dialetti ed espressioni gergali non basti assolutamente, e la struttura narrativa crolla definitivamente sotto la spinta di una trama sottile e totalmente innocua, così intrisa di deja-vù e derivativa da risultare a lungo andare fastidiosa.

Insomma, Generazione 56K è un’opera senza autore ma soprattutto senza pubblico, nel momento in cui dimentica o finge di non sapere che non è possibile riconoscersi nelle dinamiche personali dei protagonisti della serie quando, alla fine, si scrolla di dosso la risata istantanea con tutto quello che sta in superficie.

 

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Generazione 56K

  • Anno: 2021
  • Durata: 1 stagione, 8 episodi
  • Distribuzione: netflix
  • Genere: commedia romantica
  • Nazionalita: italia
  • Regia: Francesco Ebbasta
  • Data di uscita: 01-July-2021