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Mubi Film

‘The Legend of the Stardust Brothers’ di Macoto Tezuka su MUBI: polvere da sparo e di stelle

Su MUBI, un cult divertito e divertente che, tra melodie al bacio e pistole a salve, spara una raffica di citazioni musicali e cinematografici

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Il prologo di The Legend of the Stardust Brothers di Macoto Tezuka, ora disponibile su MUBI, lascia lo spettatore interdetto sull’oggetto misterioso che ha di fronte: atmosfera fumosa di un club, bianco e nero con effetto pellicola rovinata, colonna sonora da neo-noir, con tanto di glitch. Il vero glitch è poi quando sulla scena compaiono loro, gli Stardust Brothers, e il film prende colore: esibizione new punk tra gli astanti sbigottiti, seguita dal racconto retrospettivo, in prima persona, sulla nascita della loro leggenda musicale. Ne ha di verve, questo musicarello giapponese del 1985.

Trama

Il punk rocker Kan (Kan Takagi) e lo smielato cantautore Shingo (Shingo Kubota) sono convocati da un misterioso magnate dell’industria musicale per costituire un duo. Due problemi: il primo è che, rivali da sempre, continuano a guardarsi in cagnesco anche ora, che hanno un contratto sul tavolo; il secondo è cosa fare di Marimo (Kyôko Togawa), loro fan numero 1 e aspirante cantante (nonostante l’ugola mal dotata), che Kan e Shingo hanno salvato per caso nel palazzo del mega-direttore dal pestaggio dell’aggressiva security. Scaleranno la vetta del successo come duo pop, gli Stardust Brothers, ma quanto più in alto si sale, tanto più rovinosa la caduta – specie se qualche spietato rivale è pronto a sgambettarti.

La leggenda che torna come un fantasma rock

Cos’è, dunque, l’oggetto misterioso The Legend of the Stardust Brothers, che non a caso MUBI ripropone nella sezione Rediscovered? La storia è da bizzarria cinematografica: nasce prima la musica e poi il film. A 22 anni, Macoto Tezuka, figlio del leggendario artista di manga e anime Osamu Tezuka (Cleopatra, Metropolis), si lancia nell’impresa di realizzare il suo primo lungo, suggestionato dal soundtrack del musicista Haruo Chicada. Ne vien fuori un musical ricco di trovate mirabolanti, ispirato tra gli altri a Phantom of the Paradise (1974, Brian De Palma) e The Rocky Horror Picture Show (1975, Jim Sherman), ma destinato per oltre trent’anni all’oblio completo. Dal 2018 il film si riaffaccia nel circuito dei festival, per poi essere distribuito in home video dalla Third Window Films. E s’indovina che, suonando proprio come un cult, nell’epoca del passaparola social, The Legend of the Stardust Brothers sia questa volta destinato ad essere ricordato.

Il trailer di The Legend of the Stardust Brothers

Il crazy game dei generi

Per farsi ricordare, nel bene o nel male a seconda dei gusti, il film di Macoto Tezuka fa davvero di tutto. La base è quella di un musical sfrenato, che oscilla tra rock ‘n’ roll, garage e surf, ma anche new wave, pop ultramelodico ed elettronica, con la costante di ritornelli accattivanti e orecchiabili, come nel pezzo Crazy Game, probabilmente destinato a restare impresso allo spettatore\ascoltatore.

C’è soprattutto, poi, il ritmo dell’azione, che si sdipana in un complesso dispositivo di generi: la commedia fracassona, incarnata ad esempio dai due vigilantes dalla testa rasata, spassosa parodia dei più servili scagnozzi lecchini, pronti a riverire l’ultima star di grido e bullizzare tutti gli altri; ma c’è anche il melodrammone disperato, delle star che nascono e muoiono, delle parentele misteriose da rivelare, del triangolo tra Kan, Shingo e Marimo; c’è persino l’allucinazione horror, con sinistri zombie molto in stile Thriller del duo Michael Jackson\John Landis, proprio di quegli anni. C’è infine, per l’appunto, un po’ di thriller, quando, sulla critica corrosiva all’industria musicale che fa e disfa popstar di cartone, s’innesta la svolta violenta di Kaworu (Issay), l’aspirante David Bowie disposto a tutto pur di restare sulla cresta dell’onda.

Polvere di stelle, polvere da sparo

Senza mai rinunciare alle proprie tambureggianti gag – tra cui, con effetto da cartoon, quella di personaggi che scivolano su piani inclinati e diventano sfere che travolgono tutto a valanga – The Legend of the Stardust Brothers sfrutta a dovere il proprio villain Kaworu nella seconda parte, portando l’adrenalina – è il caso di dire – alle stelle. Compaiono le pistole, il gioco si fa duro, quasi da Yakuza Movie in versione lobby dell’industria discografica, così che la gamma dei toni cinematografici si completi col gangster movie andante.

Che sia un giocattolone cinematografico lo sa bene lo stesso Macoto Tezuka, che oltre al citazionismo spinto – in grado di evocare anche il beatleasiano A Hard Day’s Night (1964, Richard Lester) – accenna scherzosamente alla propria natura filmica, con spunti metacinematografici sia all’inizio che alla fine. Cult divertito e divertente, tra melodie al bacio e pistole a salve, The Legend of the Stardust Brothers è davvero un folle gioco di cinema e musica: da amare, odiare o canticchiare.

The Legend of the Stardust Brothers di Macoto Tezuka è visibile in streaming on demand su MUBI.

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The Legend of the Stardust Brothers

  • Anno: 1985
  • Durata: 101
  • Genere: Musical
  • Nazionalita: Giappone
  • Regia: Macoto Tezuka