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PETER CHAN riceverà il PREMIO ALLA CARRIERA al ASIAN FILM FESTIVAL di REGGIO EMILIA dall’ 11 al 18 GIUGNO.

L’Asian Film Festival, giunto quest’anno alla nona edizione, si rinnova e si sposta da Roma a Reggio Emilia. Tra l’11 e il 18 giugno, negli splendidi ambienti di Palazzo Magnani e in varie sale cinematografiche della città, verranno presentati in concorso 16 film: una selezione di quanto di meglio è stato prodotto nell’ultimo anno in Estremo Oriente. La retrospettiva di quest’anno sarà dedicata ad un regista e produttore di Hong Kong, Peter Chan, che riceverà il premio alla carriera da parte dell’Asian Film Festival

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L’Asian Film Festival, giunto quest’anno alla nona edizione, si rinnova e si sposta da Roma a Reggio Emilia. Tra l’11 e il 18 giugno, negli splendidi ambienti di Palazzo Magnani e in varie sale cinematografiche della città, verranno presentati in concorso 16 film: una selezione di quanto di meglio è stato prodotto nell’ultimo anno in Estremo Oriente.

La retrospettiva di quest’anno sarà dedicata ad un regista e produttore di Hong Kong, Peter Chan, che riceverà il premio alla carriera da parte dell’Asian Film Festival. Peter Chan  debutta come regista nei primi anni ’90, girando prevalentemente commedie. Nel 1997 si cimenta con un melodramma, COMRADES, ALMOST A LOVE STORY e vince ben 9 Hong Kong Film Awards, oltre a sbancare il botteghino. Dopo una breve parentesi hollywoodiana, dove dirige per la Dreamworks di Spielberg LA LETTERA D’AMORE, Chan torna a Hong Kong e fonda la Applause Pictures. Con questa etichetta dirige PERHAPS LOVE (2005) e THE WARLORDS (2007) e produce il film di Teddy Chen, BODYGUARDS AND ASSASSINS (2009), tutti grandi successi di botteghino e di critica.

Oltre ai titoli in concorso, che verranno valutati da una giuria composta da registi e attori/attrici italiani, il Festival prevede anche una sezione fuori concorso, in cui saranno proiettati gli ultimi film di maestri riconosciuti del cinema asiatico, come Takashi Miike, Takeshi Kitano, Chen Kaige, Tran Anh Hung, Hong Sang-soo.
“L’esperienza romana ha consentito al Cineforum Robert Bresson di far nascere e crescere come realtà a livello internazionale l’Asian Film Festival,” ricorda Antonio Termenini, direttore del Festival. “Per diversi motivi, complessi e che non si possono esaurire in poche parole, quell’esperienza è giunta al termine.”

“Il rilancio del festival passa ora per una città, Reggio Emilia, e una Fondazione, quella di Palazzo Magnani, che, proprio in un momento in cui la cultura appare in Italia come qualcosa di superfluo e non necessario, vogliono invece dare un segnale forte, investendo proprio in questo settore. Agli appassionati che ci hanno seguito in questi anni romani,” prosegue il direttore, “la nona edizione dell’Asian Film Festival riserverà molte sorprese, che non si esauriranno nella settimana emiliana.”

Una panoramica che, con circa quaranta film, offrirà tanti spunti di riflessione sul cinema orientale: un’industria audiovisiva che, oltre a imporsi nei più importanti festival mondiali, ha saputo conquistare una crescente fetta di pubblico giovanile. Non mancheranno incontri con gli autori, seminari e workshop.

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