La duchessa

duchessa

Un’antenata settecentesca di Lady D, la ricca e ambiziosa Lady Spencer (Charlotte Rampling) combina l’unione fra il potente Duca del Devonshire e sua figlia Georgiana (Keira Knightley), che con l’ingenuità di una diciassettenne si illude in un matrimonio romantico. La attende, invece, il solito destino delle mogli aristocratiche, cui si richiedeva l’unica abilità di partorire un erede maschio, e naturalmente, un po’ per sfortuna, un po’ per colpa della terribile pressione psicologica, inizialmente sembra riuscire solo ad abortire o a mettere al mondo figlie femmine.

Intelligente e piena di fascino, la giovane sfugge all’infelicità, indossando splendidi abiti da lei stessa disegnati, e sostenendo l’attività politica dei Whig, anche se all’epoca il voto era un privilegio riservato solo ad alcuni uomini. Curato nei particolari, con ottimi costumi e scenografie, Il film di Saul Dibb immerge in un tardo Settecento inglese, misuratamente fastoso e poco turbato dalla Rivoluzione francese.La sceneggiatura esplora i particolari della vita sentimentale di Georgiana Spencer, ma tralascia di mettere in luce la sua sensibilità culturale (scrisse romanzi e protesse le arti), il suo carattere cosmopolita (viaggiò molto) e la sua influenza (era amica del Principe di Galles e della Regina Maria Antonietta di Francia). Alla fine, l’erede maschio arrivò, ma il film non dice che, per ironia della sorte, morì scapolo a sessantotto anni, e quindi senza eredi.

Lucilla Colonna



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