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XXI edizione del Festival Del Cinema Europeo: omaggio ad Aldo Fabrizi

Il Festival del Cinema Europeo, diretto da Alberto La Monica, non si arrende e si fa il portatore di cinema e cultura, seppur in streaming. Si è aperto con una conferenza stampa di apertura e con la presentazione dell'Omaggio e Mostra "Il Maestro Aldo Fabrizi". La 21esima edizione del Festival rende pertanto omaggio a questo personaggio fortemente poliedrico: attore, regista, sceneggiatore, produttore, comico e poeta italiano.

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Il Festival del Cinema Europeo, diretto da Alberto La Monica, non si arrende e si fa il portatore di cinema e cultura, seppur in streaming. Si è aperto con una conferenza stampa di apertura e con la presentazione dell’Omaggio e Mostra “Il Maestro Aldo Fabrizi
La 21esima edizione del Festival rende pertanto omaggio a questo personaggio fortemente poliedrico: attore, regista, sceneggiatore, produttore, comico e poeta italiano Delle vesti di attori, a dir il vero, aveva poco. Non si compiaceva degli sguardi circostanti, non peccava di vanagloria. Prima ancora di essere un attore, era un poeta: scriveva fin da ragazzino poesie, poi cominciò a scrivere canzoni e i primi monologhi, finché nel 1948 non si mise in testa che desiderava essere un regista. Nel corso di 9 anni, si occupò della regia, sceneggiatura, spesso anche soggetto e produzione di ben 9 film di cui fece anche l’interprete. Un’esperienza, quella registica, che gli lasciò non poche delusioni, come ricorda anche la nipote Cielo Pessione Fabrizi. Fu proprio Renato Nicolini a riscoprirlo come regista, quando lo chiamò per prender parte alla Rassegna di Massenzio con il suo primo film come regista: Emigrantes.

Aldo Fabrizi nasce l’1 novembre 1905 a Roma, a Campo de’ Fiori, da una famiglia di fruttivendoli. Una volta abbandonata quinta elementare, Fabrizi ha avuto il merito di fare i lavori più svariati: lucidatore di mobile, tipografo, vetturino di carrozza a cavallo, fruttivendolo. Queste esperienze sono state importanti per affinare la sua visione del mondo. Si è sempre sporcato le mani nella realtà. Fabrizi esordisce nel ’42 con Bonnard, interpretando Avanti c’è posto, in cui interpreta un tranviere che si innamora di una cameriera povera. Saranno Campo de’ Fiori  di Bonnard e L’Ultima carrozzella di Mattoli a consacralo alla carriera cinematografica che culminerà proprio in Roma città aperta di Rossellini. Il suo primo film girato in Argentina, Emigrantes, non convince la critica, nonostante ciò Aldo non si lascia assolutamente demoralizzare. Nel ’50 produce la sua seconda opera: Benvenuto reverendo!

Nel 1951, Fabrizi è al fianco di Totò in Guardie e ladri di Steno e Monicelli. Con La famiglia Passaguai, ottiene un gran esito. Gira pertanto il seguito La famiglia Passaguai fa fortuna nel ’52. La terza commedia, Papà diventa mamma, è più orientata verso la commedia grottesca. Il successo di Guardie e ladri fa affidare a Totò il ruolo da protagonista nel ’53 in Una di quelle. Continua a interpretare innumerevoli commedie accanto a Totò, De Filippo, Ninchi e Sordi. Risale al ’57 il suo ultimo film: Il Maestro.

 

La mostra è visitabile presso il Castello Carlo V di Lecce (ingresso libero, dal 31 ottobre al 7 novembre, ore 9.30 – 13.00 | ore 16.00 – 20.00). Alle 18 del 31 si è tenuto in diretta streaming l’incontro, moderato da Enrico Magrelli e con gli interventi di Cielo Pessione, Antonello Fassari, Gian Luca Farinelli, Luca Verdone e Aida Mele. Son trasmessi on demand alcuni dei film diretti da Aldo Fabrizi. A 30 anni dalla scomparsa, La Mostra sulla sua arte è a cura della nipote Cielo Pessione, con fotografie, manifesti, locandine, abiti di scena, sceneggiature, ricette gastronomiche tratte dall’Archivio Fabrizi. Tanti son gli oggetti curiosi presenti, tra cui costumi da bagno, barba e baffi, cappelli. Sarà proiettato anche il film “Fellini & Fabrizi: lo strano incontro” di Luca Verdone.

 

 

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