Lecce celebra un’edizione memorabile: il Festival del Cinema Europeo chiude tra emozioni, sorprese e con un cartellone che ha superato i 200 titoli. La kermesse diretta da Alberto La Monica ha confermato, con forza e vitalità, quanto questa manifestazione sia diventata un punto di riferimento imprescindibile per il panorama cinematografico nazionale ed europeo.
A rendere speciale questa edizione sono state le sorprese e le emozioni: dal ringraziamento di Lars von Trier, omaggiato con una retrospettiva dedicata, al focus della sezione “protagonisti del cinema italiano” dedicato a Saverio Costanzo, che a Lecce ha dialogato con studenti e cinefili in sale sempre molto gremite.
Festival del Cinema Europeo: arte, identità e sostenibilità, il segno distintivo dei premi
Come da tradizione, i premi del Festival del Cinema Europeo, dall’Ulivo d’Oro ai riconoscimenti alle carriere, sono stati realizzati a mano dall’artigiano molfettese Michele Amato. Novità di quest’anno, l’attenzione alla sostenibilità: il festival ha scelto di sostenere la denuncia degli artisti salentini della Rete CLETUS contro la dispersione del legno d’ulivo, affidando a maestri come Fabrizio Mastrogiovanni la creazione di premi dal forte valore identitario. La targa del Premio Mario Verdone porta invece la firma di FuturoRemoto Gioielli di Gianni De Benedittis.
I vincitori del Festival, tutti i premi
La cerimonia di premiazione del Festival del Cinema Europeo si è trasformata in un vero viaggio attraverso storie, emozioni e sguardi cinematografici diversissimi tra loro.
A dominare la serata è stato White Snails di Elsa Kremser e Levin Peter, che si è aggiudicato l’Ulivo d’Oro – Premio Cristina Soldano al Miglior Film. Un’opera che ha conquistato la giuria con la delicatezza del suo racconto: due anime ai margini, quasi invisibili, che trovano riparo l’una nell’altra in un mondo soffocante. Un film fatto di silenzi, domande esistenziali e una sensibilità rara.
Accanto a lui, The Pupil di Karin Junger ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria. Un film che scava nelle dinamiche della manipolazione emotiva con una precisione quasi chirurgica, sostenuto dalla sorprendente interpretazione del giovanissimo Bart de Wilde.
La fotografia di The Love That Remains e la sceneggiatura de Lo schiaffo
Un altro titolo che ha fatto parlare molto di sé è The Love That Remains dell’islandese Hlynur Pálmason. L’opera, segnata da un’estetica potente e antiretorica, si è portata a casa non uno ma ben tre riconoscimenti: Migliore Fotografia, Premio Fipresci e Premio Cineuropa. Il motivo è chiaro: Pálmason riesce a tenere insieme la maestosità della natura islandese e l’intimità di un rapporto di coppia in crisi, restituendo allo spettatore un’esperienza visiva fuori dal tempo.
A brillare nella categoria della sceneggiatura è stato invece What Marielle Knows (Lo schiaffo) di Frédéric Hambalek, premiato per una scrittura che affronta i rapporti familiari in modo insolito, attraverso un dispositivo fantastico che non si preoccupa di spiegare ma di evocare. Un approccio che ha convinto anche la critica italiana del SNCCI, che ha assegnato al film il proprio premio, sottolineandone la capacità di mettere a nudo ipocrisie e fragilità della coppia contemporanea.
Sul fronte interpretativo, il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani ha scelto di premiare Claud Hernandez per When a River Becomes the Sea. Il suo ruolo, intenso e mai sopra le righe, affronta la ricostruzione dell’identità dopo una violenza con una profondità emotiva rara. Un viaggio interiore che si fa cinema puro.
E poi c’è stato lo sguardo del pubblico, sempre atteso e spesso sorprendente: gli spettatori del festival hanno scelto The son and the sea di Stroma Cairms come loro film preferito, decretando il Premio del Pubblico.
Puglia Show, l’autorialità sorprendente dei cortometraggi
Sul fronte dei corti, la sezione Puglia Show ha confermato l’energia creativa dei giovani autori del territorio. Il Premio CNC e il Premio Augustus Color sono andati a Eggplant di Luigi Imola, una storia raccontata con un linguaggio visivo maturo e una scrittura calibrata. La giuria ha voluto segnalare anche Felicidad di Francesco Mastroleo, che si distingue per un uso del linguaggio cinematografico audace e personale.
L’Università del Salento, invece, col suo Cineclub formato da giovani studenti dei primi anni, ha scelto Quand tu dors di Pierluigi e Salvator Rosa: un’opera in bianco e nero che trasforma lo spazio domestico in un luogo quasi metafisico, sospeso tra horror psicologico e allegoria delle relazioni tossiche.
Il Premio Rai Cinema Channel, infine, è andato a Sette settimane di Enrico Acciani, che affronta il tema dell’interruzione di gravidanza con un pudore e una verità emotiva che hanno colpito la giuria.
Vincono Greta Scarano e il documentario di Oliver Ressler
Il Premio Mario Verdone, appuntamento consueto del festival che premia le opere prime dei nuovi autori italiani, ha incoronato Greta Scarano per La vita da grandi, una commedia delicata e autentica sull’autismo e sulle relazioni che aiutano a crescere e a trovare il proprio spazio nel mondo.
Il Premio Emidio Greco è andato a Pizza Flash di Luca Guanci, capace di immaginare un futuro non troppo lontano e di raccontarlo con una regia solida e una visione estetica molto nitida. Cinecittà News ha invece deciso di assegnare la sua menzione speciale a We Are the Forest Enclosed By The Wall di Oliver Ressler, un documentario che intreccia impegno politico, poesia visiva e un profondo atto d’amore verso la natura e le comunità in lotta. A chiudere, il Premio Rotary Club Lecce a Come fosse luce di Corrado Punzi.
La serata di premiazione si è conclusa con la proiezione in anteprima esclusiva di Under the stars di Michelle Danner con Alex Pettyfer, Eva De Dominici, Andy García, Toni Collette e Chiara Iezzi. Interamente girato in Puglia, il film è prodotto da Brandos film in associazione con Apulia Film Commission.
Qui le nostre recensioni dei film e corti vincitori:
Lo Schiaffo: Frédéric Hambalek smaschera le bugie domestiche di Enrico Ziliani
When a River Becomes the Sea: io mi credo di Antonio Quaranta
The son and the sea: il coming of age inglese di Antonio Quaranta
Quand tu dors: visioni e simbolismi di Antonio Quaranta