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IN SALA

Taxisti di notte di Jim Jarmusch: l’esplorazione umana a bordo del taxi (torna al cinema)

In Taxisti di notte, di Jim Jarmusch, cinque taxi sfrecciano nella notte comparendo quasi magicamente, guidati da personaggi che sembrano appartenere ad un'altra realtà. Attraversano lo spazio e il tempo sia fisicamente che in modo astratto, offrendo uno sguardo sulla società ma soprattutto sugli individui che la compongono. La notte, il viaggio e il taxi si presentano come gli elementi ideali per dar forma all'interiorità, agli incontri anche più bizzarri. Il film è tornato nelle sale cinematografiche, in versione restaurata, il 30 luglio 2020, distribuito da Movies Inspired.

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Taxisti di notte di Jim Jarmusch

Taxisti di notte (Night on Earth) è il quinto lungometraggio di Jim Jarmusch (Dead Man, I morti non muoiono, Solo gli amanti sopravvivono) realizzato nel 1991. In questo film a episodi vengono mostrate cinque corse notturne in taxi in cinque città distanti. I viaggi sono l’occasione per incontri tra persone molto diverse tra loro e per un’esplorazione umana cosparsa di ironia. Il cast, tutto di ottimo livello, vede la presenza di Winona Ryder, Gena Rowlands, Giancarlo Esposito e Roberto Benigni, qui alla sua seconda collaborazione con Jarmusch dopo Daunbailò. Il film è tornato nelle sale cinematografiche, in versione restaurata, il 30 luglio 2020, distribuito da Movies Inspired.

Trama di Taxisti di notte

Los Angeles: un’agente cinematografica sale sul taxi di una giovane ragazza, proponendole di diventare un’attrice. New York: un anziano, immigrato dalla Germania Orientale, si è reinventato come tassista pur non sapendo guidare e fa salire a bordo il suo primo cliente. Parigi: a salire sul taxi è una donna cieca, che si infastidisce per le domande del guidatore. Roma: un autista spericolato confessa le sue azioni giovanili e perverse ad un prete. Helsinki: tre passeggeri confrontano le loro disgrazie con quelle del tassista.

Recensione

Los Angeles, New York, Parigi, Roma, Helsinki. Cinque taxi sfrecciano nella notte comparendo quasi magicamente, guidati da personaggi che sembrano appartenere ad un’altra realtà. Attraversano lo spazio e il tempo sia fisicamente che in modo astratto, offrendo uno sguardo sulla società ma soprattutto sugli individui che la compongono. La notte, il viaggio e il taxi si presentano come gli elementi ideali per dar forma all’interiorità, agli incontri anche più bizzarri. Il microcosmo rappresentato dalla vettura svolge il ruolo di una lente di ingrandimento, di un incrocio fatto di culture, esperienze, destini, anime profondamente differenti. Ed è tramite l’esaltazione del ruolo della parola che ciò avviene.

Taxisti di notte di Jim Jarmusch

I cinque episodi si svolgono nello stesso lasso temporale, dalle 7.07 alle 7.43 P.M., ora di Los Angeles, con relative variazioni di fuso orario per le altre città. Fino ad arrivare alle 5.43 di mattina ad Helsinki. Un viaggio dal tramonto all’alba, quindi, oltre che da Ovest ad Est. Ogni episodio è introdotto da un’immagine con cinque orologi che scorrono insieme e che di volta in volta ritornano all’orario di partenza, prima di passare alla nuova città. Un luogo al di fuori del racconto, collegato all’istanza creatrice delle immagini. Un demiurgo che ogni volta riporta il tempo indietro e ci trasporta in un nuovo angolo del mondo, facendo ruotare il mappamondo. In tal senso il titolo originale, Night on Earth, è sicuramente più appropriato.

Taxisti di notte dunque è estremamente legato al Tempo e alla sua articolazione. Un orologio compare ogni volta anche nelle immagini introduttive delle varie metropoli, richiamo immancabile. La stessa colonna sonora, realizzata da Tom Waits, presenta un brano musicale ricorrente che ricorda proprio il ticchettio e la scansione del tempo. Un tempo che varia rimanendo immobile così come i personaggi, che quando finiscono la corsa tornano nella loro oscura solitudine dalla quale erano giunti.

L’elemento spaziale connesso a quello umano

L’altro elemento fondamentale è lo Spazio, attraversato sia per spostarsi di città in città che dai taxi, come creature nella notte. Ogni segmento si apre con immagini introduttive e indicative delle metropoli, che ritornano poi nel corso dell’episodio. L’elemento spaziale viene dunque connesso a quello umano, in una esplorazione congiunta. Sono città quasi sempre deserte, formate esclusivamente dal proprio scheletro. Fa eccezione New York, che rimane frenetica anche di notte, ma il taxi sembra attraversarla ugualmente in uno spazio parallelo, distaccato. Come il personaggio di quell’episodio, che tenta di richiamare l’attenzione dei molti taxi presenti nel vialone, risultando completamente invisibile ad essi.

Taxisti di notte di Jim Jarmusch

In Taxisti di notte i personaggi sono sempre diversi tra loro, spesso opposti, bizzarri e dalla personalità marcata. Persone che nel tragitto e nella notte sono spinte a raccontare a sconosciuti le proprie vicende, a confessarsi, a mettere a nudo la propria anima. A Los Angeles non può mancare il personaggio che rappresenta il mondo dello spettacolo, che tenta la giovane tassista con una proposta allettante. Ma lei non è minimamente interessata al sogno hollywoodiano e rifiuta senza nemmeno pensarci.

Sogno americano che invece è ciò che ha spinto il tassista di New York ad emigrare. Un bizzarro tedesco con un passato da clown che ha scelto quel mestiere pur non sapendo guidare, nella Grande Mela che riunisce diversità ed eccentricità. A Parigi l’autista si sorprende nel veder entrare una ragazza cieca, che si rivela comunque il personaggio dalla visione più chiara, nel buio della notte che rende tutti più ciechi e soli. Nell’amaro finale ad Helsinki il tassista e i passeggeri si raccontano le proprie dolorose esperienze, con quel sottile umorismo surreale scandinavo.

L’episodio di Roma

L’episodio italiano esalta l’esuberanza nostrana, incarnata da Roberto Benigni. In una Roma notturna e deserta un tassista si fa largo in modo imprudente e ignorando i sensi unici, riportando alla mente Vittorio Gassman ne Il sorpasso. È una città che unisce il sacro al profano, un sottosuolo notturno che tra chiese e monumenti vede comparire netturbini, travestiti, preti, amanti. Ed è proprio un prete a salire sul taxi e a farsi carico della confessione scabrosa del tassista, compreso un racconto di alleniana memoria che ha come protagonista una pecora. Benigni, come suo solito, sovrasta la scena improvvisando moltissimo, rendendo l’episodio uno tra i più divertenti.

L’altro attore che compare, nei panni del prete, è Paolo Bonacelli, celebre per i suoi ruoli in Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pasolini, Fuga di mezzanotte di Alan Parker (scomparso proprio pochi giorni fa) e in film di molti tra i più grandi registi italiani. È noto anche per Johnny Stecchino, in coppia con lo stesso Benigni, film che fu girato proprio in quell’anno con i due attori che passarono da un set all’altro.

Trailer di Taxisti di notte

  • Durata: 129'
  • Distribuzione: Movies Inspired
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: USA, Giappone, Francia, Regno Unito, Germania
  • Regia: Jim Jarmusch
  • Data di uscita: 30-July-2020