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Dead Man di Jim Jarmusch: il rovesciamento del Mito

In Dead Man di Jim Jarmusch il ribaltamento del Mito della fondazione americana è totale, viene descritto come un percorso funebre basato sulla trasfigurazione dell'Uomo. E di conseguenza sono rovesciati anche i canoni su cui poggia il genere western, sin dalla prima scena. Il film è tornato nelle sale cinematografiche, in versione restaurata, distribuito da Movies Inspired.

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Dead Man di Jim Jarmusch

Dead Man di Jim Jarmusch (Taxisti di notte, Ghost Dog), è la storia di un viaggio non solo fisico ma anche onirico e interiore di un uomo dal destino già segnato. Ma è anche un ribaltamento completo del Mito americano, nonché dei canoni del genere western. Il viaggio verso Ovest, tramite cui si sono costruiti gli Stati Uniti, diventa un viaggio verso l’inferno e verso la morte. Il film, realizzato nel 1995, vede come protagonista Johnny Depp, in uno dei ruoli più maturi della sua carriera. Dead Man è tornato nelle sale cinematografiche, in versione restaurata, distribuito da Movies Inspired.

Trama di Dead Man

A fine Ottocento un giovane di nome William Blake, di Cleveland, trova lavoro nel West, nella città di Machine. Ma arrivato lì scopre che il posto di lavoro nella fabbrica non è più disponibile. Rimasto in città, la sera uccide accidentalmente un uomo, rimanendo ferito nello scontro a fuoco e dandosi alla fuga. L’uomo ucciso era il figlio del presidente della fabbrica, che assolda tre cacciatori di taglie per dare la caccia a William. Nel frattempo il giovane, fuori città, si imbatte in un indiano che si fa chiamare Nessuno e che diventa la sua guida.

Dead Man di Jim Jarmusch

Recensione

Dead Man inizia con un viaggio in treno, elemento caratterizzante di molti western. Nella tradizione del genere il treno verso Ovest rappresenta il viaggio verso il progresso, verso la civiltà e la costruzione degli Stati Uniti. Nel film di Jarmusch conduce invece all’Inferno e William viene proprio avvertito da uno strano individuo che si trova seduto davanti. La città di Machine è “L’ultima stazione”, prima dell’oblio e della fine. Un luogo caratterizzato da uomini dal volto sporco che osservano in modo torvo William al suo arrivo. Richiami alla Morte, ossa di animali, un suolo costantemente fangoso, il tutto dominato dalla enorme fabbrica che domina la città. Uno scenario lynchiano che demolisce in pochi minuti il Mito del West. La Macchina industriale plasma il nuovo mondo, basata sui soldi e sul tempo. William infatti ha impiegato troppe settimane a giungere da Cleveland e il posto non è più suo.

Il sogno americano svanisce prima ancora di iniziare. Si trova dunque sperduto, lontano da casa, fuori luogo in un ambiente che lo ha immediatamente rigettato. Un giovane distinto e dalle buone maniere, in mezzo a personaggi terrificanti, rudi e pronti a puntargli un’arma in faccia al minimo fastidio. Poco dopo si trova a uccidere accidentalmente un uomo, sparandogli in modo goffo dopo esser stato ferito vicino al cuore. Una ferita che lo condanna ad un destino certo, nonostante cerchi la fuga e viaggi a lungo in quelle terre. William è un uomo morto, lo è da quando viene ferito ma lo è ancor prima, sin da quando è salito su quel treno. Le prime linee narrative del film vengono interrotte bruscamente dopo pochi minuti. Sia il lavoro in fabbrica che l’incontro con la donna sono falsi specchi di stabilità e speranza che si infrangono immediatamente.

Dead Man di Jim Jarmusch

La Morte

Fuori città incontra un indiano che si fa chiamare Nobody, Nessuno, chiaro riferimento all’Odissea. Una figura bizzarra, un Virgilio che lo guida in quelle terre che conosce benissimo, lo aiuta a sfuggire ai cacciatori di taglie e ad abituarsi a quella vita. Quando viene a conoscenza del nome del ragazzo, Nessuno si ricorda subito del “vero” William Blake, il celebre pittore e poeta inglese. È convinto che il giovane sia un’emanazione del poeta, che sia lui stesso e che debba tornare nel mondo degli spiriti dal quale è giunto. Tutto in Dead Man ci parla della morte, quindi. Il titolo stesso, la ferita che il protagonista si trascina per tutto il film, la città di Machine, il riferimento al celebre poeta e il destino che lega William ad esso.

Un lungo viaggio fisico ma ancor più un viaggio ermetico verso la morte. Un cammino che porta William alla trasformazione. Arriva a Machine senza saper sparare, indossando abiti eleganti, spaurito e via via si adatta a quel mondo giungendo alla fine completamente trasfigurato. Fugge da una società violenta, che lo ha rigettato e minacciato ma nel viaggio finisce con l’avvicinarsi proprio a quel modo di vita. Impara ad usare le armi e ad uccidere consapevolmente prima per autodifesa, poi anche senza motivo. Così come, simbolicamente, arriva a fare a meno degli occhiali, dotato di una nuova vista. Un percorso che non può che condurlo verso la morte e che ha intrapreso sin dall’inizio del film. Una morte che è già avvenuta. Le strane parole dell’uomo che William incontra sul treno, dopo l’epilogo tornano alla mente con più forza. Fa riferimento al destino finale di William come se fosse già trascorso.

Dead Man di Jim Jarmusch

Il ribaltamento del Mito

Una morte ciclica che segna il protagonista ma che segna anche la società che si sta costruendo in quel momento. Il ribaltamento del Mito della fondazione americana è totale, viene descritto come un percorso funebre basato sulla trasfigurazione dell’Uomo. E di conseguenza sono rovesciati anche i canoni su cui poggia il genere western, sin dalla prima scena. Il protagonista non è un eroe dalla provenienza sconosciuta, William è un antieroe con un passato e un luogo di origine ben precisi ed è chiara anche la sua destinazione. Un personaggio che arriva senza armi e senza saper sparare ed è solo in seguito a vicessitudini che lo travolgono che avviene il cambiamento. Così come differisce nella rappresentazione dei nativi, che risultano gli esseri più puri in quel mondo che tende alla distruzione.

Dead Man è un film di rappresentazione onirica che raffigura, rende visibile l’interiorità di William collegandolo allo spettatore con frequenti soggettive. Un western, girato in un bianco e nero funereo, dai tempi molto dilatati, dalla cadenza ciclica e scandito da momenti dissacranti e grotteschi. La colonna sonora è realizzata da Neil Young, che con la sua struggente chitarra accompagna l’intero film. Oltre all’ottimo Johnny Depp, in una delle sue interpretazioni migliori, il cast è arricchito da grandi nomi che compaiono anche solo con camei, come John Hurt, Robert Mitchum, Billy Bob Thornton, Iggy Pop.

Ce l’hai il tabacco?

Trailer di Dead Man

  • Anno: 1995
  • Durata: 121'
  • Distribuzione: Movies Inspired
  • Genere: Western
  • Nazionalita: USA, Germania, Giappone
  • Regia: Jim Jarmusch

IL CAST

  • Johnny Depp

    Johnny Depp

    William Blake
  • Gary Farmer

    Gary Farmer

    Nessuno
  • Lance Henriksen

    Lance Henriksen

    Cole Wilson
  • Robert Mitchum

    Robert Mitchum

    John Dickinson
  • John Hurt

    John Hurt

    John Scholfield