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Il cattivo tenente

La prima domanda che ci si pone dopo aver visto Il cattivo tenente è che cosa ci sia di veramente herzoghiano nel film. Sicuramente il personaggio principale,

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La prima domanda che ci si pone dopo aver visto Il cattivo tenente è che cosa ci sia di veramente herzoghiano nel film. Sicuramente il personaggio principale, interpretato da Nicolas Cage, qui davvero nel suo stato di grazia, estremo, a tratti sgradevole eppure promosso a tenente per essersi fregiato di una buona azione, è perfettamente in linea con gli altri personaggi che hanno popolato i film di Herzog: una di quelle tante esistenze ciniche e borderline magistralmente interpretate in passato da Klaus Kinski.

Spregiudicato, immorale, cocainomane, il Tenente Terence “non conosce il senso di colpa cattolico, la cattiveria fa parte del suo essere e fa parte dei casi della vita il fatto che le sue azioni cattive siano premiate perché portano alla soluzione di casi criminali” dirà Cage stesso, e infatti farsi di cocaina fino allo stremo con un boss della mala sarà solo un pretesto per sgominare la sua banda così come puntare una pistola alla testa di un anziana signora, in una delle sequenze più esilaranti e riuscite del film. Per il resto, il film ricorre non di rado a soluzioni semplicistiche, riproponendo il binomio poliziotto cocainomane -puttana di alto borgo tanto abusato nei film americani o situazioni che vorrebbero forse omaggiare i migliori film di De Palma o di Scorsese e che purtroppo non raggiungono la stessa intensità. Herzog, infatti, fa molta fatica all’interno dei generi, arranca e il suo tentativo di fare film ad Hollywood volendo far credere o, chissà, forse anche addirittura tentando, di non piegarsi al sistema, risulta essere piuttosto fallimentare.

Edvige Liotta

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