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‘Burning’ di Lee Chang-dong: l’alienazione umana

Burning di Lee Chang-dong è un film che unisce melodramma, thriller, dramma sociale. Un'opera dai tempi dilatati che lascia inizialmente spaesati dopo la visione. Ma anche un film sull'alienazione e l'incomunicabilità

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burning

Dopo ben otto anni dal suo ultimo film, l’apprezzato Poetry del 2010, il sudcoreano Lee Chang-dong torna nel 2018  con Burning, presentato al Festival di Cannes e uscito nel  2019 nelle sale italiane, distribuito dalla Tucker Film.

È un film senza certezze e con pochi punti di riferimento, che rischia di risultare eccessivamente sfuggente e indecifrabile. Eppure è proprio questo il tema dell’opera di Lee Chang-dong; l’alienazione, lo spaesamento del protagonista, un giovane scrittore che non comprende il mondo attorno a sé al punto da non riuscire a trovare un soggetto da scrivere.

Burning Trama

Jong-su è un neolaureato che vive di piccoli lavori con il sogno di diventare scrittore. Casualmente un giorno rincontra una vecchia conoscenza, una ragazza coetanea che abitava vicino a lui quando erano piccoli, Hae-mi. I due iniziano a frequentarsi ma dopo poco lei parte per l’Africa; al suo ritorno conosce Ben, un uomo ricco e misterioso che si inserisce nella vita del protagonista e della ragazza.

Recensione

Un film sul non visibile e sull’estraneazione

Può sembrare un film sul classico triangolo amoroso, ma è solo una delle sfumature e questo tema rimane sempre poco definito. Quello che si sviluppa è un film sul non visibile, su ciò che travalica la ragione, la comprensione, la vista e in tal senso i particolari anche piccoli sono molti; come un gatto che forse esiste o forse è solo frutto dell’immaginazione o il ricorrere dei gesti della pantomima o un telefono che squilla di notte senza che una voce in risposta si palesi o il misterioso Ben, di cui il protagonista non riesce a capire il passato e il tipo di rapporto che instaura con la giovane Hae-mi.

Il fulcro di Burning rimane costantemente Jong-su, il suo spaesamento, il suo essere continuamente fuori posto; sia quando dopo tanti anni ritrova la ragazza, sia quando fa l’amore con lei e con lo sguardo finisce ad osservare il riflesso del sole sul muro ma ancor più quando si ritrova con Ben e Hae-mi o con Ben e i suoi amici. Sembra sempre estraneo alle situazioni, distaccato e lontano dalle persone che lo circondano. Lui ama Hae-mi ma non riesce a comunicarglielo. É distante anche dalla famiglia; la sorella si è sposata, la madre li ha abbandonati anni addietro e il padre è in prigione. Vive in un presente in cui non è presente, un presente che non riesce a comprendere e in cui sembra essere costantemente spettatore. Il film sempre più vira verso sfumature da giallo/thriller e aumenta il disorientamento del protagonista. Quanto c’è di reale e quanto invece appartiene all’illusione e scaturisce dall’ossessione di Jong-su?

La grande forza visiva di Burning

La regia di Lee Chang-dong è capace di grandi momenti visivi, come la scena al tramonto; un piano sequenza in cui Hae-mi danza sulle note del brano “Générique” di Miles Davis (realizzato per la colonna sonora del film del 1958 Ascensore per il patibolo di Louis Malle) con la camera che segue i movimenti delle sue braccia muovendosi sinuosamente, sempre mantenendo i colori del tramonto come sfondo. Proprio in quella scena lei mima, intrecciando le mani, il volo di un uccello alla maniera delle ombre cinesi; essendo Hae-mi in controluce, una figura scura che si staglia al tramonto, è lei stessa a divenire una sorta di ombra, continuando sul gioco tra corporeo e incorporeo, realtà e illusione. Scena che assume un valore molto importante nella narrazione, in vista di quello che succede di lì a poco.

Burning è un film che unisce melodramma, thriller, dramma sociale. Un’opera dai tempi dilatati che lascia inizialmente spaesati dopo la visione, proprio come si sente lo stesso protagonista, in una sorta di collegamento tra spettatore e universo cinematografico. Ma anche un film sull’alienazione e l’incomunicabilità, temi che riconducono al cinema di Michelangelo Antonioni; un risvolto della storia non può non far pensare, in particolare, a L’avventura.

Poetry di Lee Chang-dong

Il trailer di Burning

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  • Anno: 2018
  • Durata: 148'
  • Distribuzione: Tucker Film
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Corea del Sud
  • Regia: Lee Chang-dong