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Buttiamo giù l’uomo di Bridget Savage Cole e Danielle Krudy su Amazon Prime

Buttiamo giù l’uomo di Bridget Savage Cole e Danielle Krudy è un giallo che omaggia la determinazione delle donne su un mondo di uomini di mare.

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Buttiamo giù l’uomo di Bridget Savage Cole e Danielle Krudy con Annette O Toole, Morgan Seylor, Margon Martindale su Amazon Prime

Priscilla e Mary Beth stanno superando la morte della madre Mary Margaret che, oltre ai debiti, ha lasciato loro una forte rettitudine. Il piccolo villaggio di pesatori si raduna a ricordare la donna scomparsa, una persona speciale.

Nella notte del funerale, Mary Beth si lascia andare e si imbatte in uno straniero che la coinvolge in una corsa in auto, con alcool e droga a condire. Finisce in rottami e la ragazza sospetta della integrità del tizio. Quale migliore strategia di difesa, se non l’attacco: Mary Beth infilza lo sconosciuto con un arpione e lo finisce con un mattone.

Presa dallo spavento poi, torna a casa e si confida con la sorella che, forte del rispetto dei legami famigliari che le è stato trasmesso dalla madre, si adopera per coprire le tracce dell’omicidio. Ecco perché Buttiamo giù l’uomo.

Tuttavia le due ingenue lasciano una nutrita serie di indizi del loro passaggio, nei quali si imbatte per prima una grande amica della defunta madre: Enid, la maitresse di paese. Come sia possibile che un paesino di pescatori avesse pure un bordello di paese, è la chiave di tutto il film.

Dietro “l’attività commerciale” di Enid, si nascondono le vite strappate di un gruppo di amiche che si sono adoperate per salvarsi la pellaccia dalla furia di uomini imbestialiti dal mare. Dando a loro in pasto…altre donne. Tornado all’omicidio, ovviamente piano piano il cappio si chiude attorno al collo delle due giovani. Saranno ancora le donne che tutto sanno e muovono, a pulire il macello (letteralmente) lasciato da Priscilla e Mary Beth. E salvar loro… il bel visino.

“If you ain’t into fishing, hey you’re in the wrong place. Give me some time to blow the man down”(Se non ti piace la pesca, sei nel posto sbagliato; dammi un po’ di tempo per buttare giù l’uomo)

Buttiamo giù l’uomo di Bridget Savage Cole e Danielle Krudy esordisce come fosse un racconto di Agatha Christie, con una sequenza musicale vagamente inquietante. Però siamo a Easter Cove, che ricorda piuttosto il Cabot Cove di Jessica Fletcher. Poi, quando si tende a virare sull’horror, allora acquista senso il fatto che la storia si svolga nel Maine, che è poi la casa di Stephen King, e quindi non poteva che scapparci il morto. Anzi più di uno. La geografia e i riferimenti alle illustri donne del mistero non sono per nulla casuali.

buttiamo giu uomo

In comune con l’universo di King infatti, è la presenza femminile, e in particolare quella di donne che per riscattarsi devono calpestare uomini irrispettosi, ad ogni costo.

E scavando nel passato si scopre che non è solo una questione di riscatto, ma di sopravvivenza: dare in pasto l’altro per salvare se stesse.

Un cannibalismo i cui segni le vecchie matriarche, li portano ancora addosso, condividendo colpe che finiscono nella fossa insieme a chi non può più testimoniare.

Il film sposta il confine del male lecito, tollerabile, affinché si possa ripristinare il bene

Come dire che dietro l’abbruttimento di questa micro società di pescatori, c’è l’abbruttimento del maschio, e che la donna spinta alla criminalità, lo fa per mantenersi più giusta possibile.

Tuttavia, i toni, c’è da dirlo, sono più scanzonati, e non per niente tutta la storia è punteggiata da questi canti tradizionali di pescatori, da cui anche il titolo.

Sarebbe il vento che “blow the man down”, butta giù l’uomo appunto, ma in realtà qui sono le donne che lo scaraventano dal dirupo, letteralmente. Quelle stesse donne che diventano “blood red roses”, rose rosso sangue, chissà perché. Poco importa.

A Easter Cove funziona che se il male non è visibile, allora è come se non fosse esistito: Pris e Mary Beth pensano al futuro, e i morti finiscono sotto terra in Buttiamo giù l’uomo di Bridget Savage Cole e Danielle Krudy.

Insomma, quale miglior soluzione se alla fine i buoni rimangono buoni? Purtroppo non è che veramente si parteggi per un personaggio o per un altro: le due sorelle non sono mai “poverine”, sono piuttosto babbee.

E l’unica per cui si provi un po’ di rispetto narrativo, è l’incarnato dell’egoismo provinciale, Enid.

Di certo non si mancherà di canticchiare questi simil-gospel da peschereccio, una volta messa (finalmente) a tacere la curiosità di paese.

  • Anno: 2019
  • Durata: 91 minuti
  • Distribuzione: Amazon Prime
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Bridget Savage Cole e Danielle Krudy