Il delitto Mattarella di Aurelio Grimaldi racconta con lucidità e chiarezza un pezzo di storia del nostro paese

Il delitto Mattarella

In quest’epoca in cui la pochezza politica può indurre a santificazioni inopportune, amnesie storiche e superficialità di analisi, ben venga un film che ancora crede nell'esistenza del vero e del falso, del giusto e dello sbagliato

  • Anno: 2020
  • Durata: 97ì
  • Distribuzione: Cine1 Italia
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Aurelio Grimaldi
  • Data di uscita: 19-March-2020

Il 6 Gennaio 1980 il presidente della regione Sicilia, Piersanti Mattarella, viene ucciso in un agguato. In un primo tempo alcune false rivendicazioni cercano di orientare le indagini verso la pista politica. Ma la matrice mafiosa diventa ben presto evidente, almeno per quanto concerne la sfera dei mandanti. In merito agli esecutori materiali non si è mai raggiunta una certezza giudiziaria.

Anche se vi sono indizi che lasciano ipotizzare che possano essere riconducibili all’area neofascista dei NAR. È la stessa moglie di Mattarella, presente sulla scena del delitto, a riconoscere quale autore materiale dell’omicidio il terrorista nero Giusva Fioravanti.

A raccogliere il corpo della vittima è suo fratello, Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica italiana.

Questa la scarna cronaca dei fatti, che sembrano essere stati sepolti dalle nebbie della prima repubblica. Una stagione in cui la magistratura e le forze dell’ordine operavano con armi spuntate e la corrente politica del più volte primo ministro Giulio Andreotti intratteneva alla luce del sole rapporti con personaggi legati alla mafia.

Il primo merito de Il delitto Mattarella di Aurelio Grimaldi è quello di mettersi al servizio della memoria

Il primo merito de Il delitto Mattarella di Aurelio Grimaldi è quello di mettersi al servizio della memoria, che è anche un modo per chiedere giustizia per una ferita alla democrazia di questo paese. E sceglie di farlo attraverso strumenti stilistici che richiamano sia alcuni lavori politici di registi come Giuseppe Ferrara e Francesco Rosi, sia la fiction di denuncia come La Piovra.

L’altro merito, notevole, è la chiarezza e completezza nell’esposizione che, anche a costo di rischiare il didascalismo, non esita a citare nomi, circostanze storico-politiche e sentenze della magistratura. L’ansia di denuncia e di affermazione della verità da parte dell’autore è così forte da indurlo a far ampio ricorso alla voce over e a numerosi cartelli che svolgono un ruolo di supporto oggettivante e storicizzante alla vicenda narrata e che probabilmente stanno anche a indicare tutta la rabbia e lo sconforto di chi ha vissuto e subito quegli anni di incredibile degrado politico.

La vicenda di Piersanti Mattarella viene correttamente connessa alla questione del rapporto tra DC e PCI che in quegli anni, sulla spinta delle elaborazioni di Moro e Berlinguer, portò a un avvicinamento tra le due grandi forze popolari. Infatti. Mattarella fu il principale artefice del tentativo di portare anche in Sicilia la politica del compromesso storico.

Una politica fortemente avversata dalla Mafia che in questa collaborazione vedeva la saldatura delle migliori energie popolari che avrebbero potuto minare i suoi interessi criminali. Il tentativo di rinnovamento politico di Mattarella faceva sponda sul dialogo con il Partito Comunista, allora guidato da Pio La Torre, anch’egli ucciso dalla Mafia nel 1982.

L’altro merito, notevole, è la chiarezza e completezza nell’esposizione che, anche a costo di rischiare il didascalismo, non esita a citare nomi, circostanze storico-politiche e sentenze della magistratura

In quest’epoca in cui la pochezza politica può indurre a santificazioni inopportune, amnesie storiche e superficialità di analisi, ben venga un film che ancora crede nell’esistenza del vero e del falso, del giusto e dello sbagliato.

Forse si può incorrere nel rischio di essere giudicati poco sofisticati, ma certamente si ottiene il merito di dire cose sensate e comprovate, che di questi tempi non è neppure pochissimo. Nella speranza che anche i più giovani trovino motivi per guardare un film che racconta la storia di anni passati, ma i cui effetti sono ancora vivi e la cui lezione è ancora utile.

Utlima modifica: 7 Febbraio, 2020



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