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FILM DA VEDERE

Fuga per la vittoria di John Huston, con Michael Caine, Max Von Sydow e Sylvester Stallone

John Houston ci regala momenti emozionanti di grandissimo cinema epico, che consentono di sorvolare su alcune leggerezze di sceneggiatura. Accompagnato dalle trionfanti musiche di Bill Conti, Fuga per la vittoria è un film trascinante, anche grazie alle solide interpretazioni di Michael Caine, Max Von Sydow e Sylvester Stallone

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Fuga per la vittoria (Victory), un film del 1981 diretto da John Huston.

Il film, liberamente ispirato alla partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto 1942 tra una mista di calciatori di Dynamo e Lokomotiv e una squadra composta da ufficiali dell’aviazione tedesca Luftwaffe, mantiene ancora oggi una notevole popolarità, soprattutto per la presenza di grandi calciatori dell’epoca a fianco degli attori principali, tra cui il celeberrimo Pelé. Nell’agosto del 2015, Rolling Stone lo ha messo al ventunesimo posto della classifica dei migliori film sportivi della storia del cinema.

Fuga per la vittoria: il cast di un film di culto da vedere

La particolarità di questo film è che, accanto ad attori di primo piano come Sylvester Stallone, Michael Caine e Max von Sydow come protagonisti, sono stati chiamati a far parte del cast numerosi calciatori professionisti di fama internazionale: Pelé, fuoriclasse brasiliano tre volte campione del mondo (1958, 1962 e 1970); Bobby Moore, capitano della nazionale inglese campione del mondo nel 1966; il belga Van Himst, il polacco Deyna, l’argentino Ardiles, campione del mondo nel 1978, tutti leader delle rispettive nazionali, e altri ancora. Sylvester Stallone interpreta un soldato canadese catturato durante il raid su Dieppe più avvezzo al football canadese che al calcio, portiere dallo stile molto grezzo, che a più riprese chiede a Colby quale sia il giusto piazzamento sul corner, ma che all’ultimo minuto parerà il decisivo rigore che avrebbe permesso ai tedeschi di vincere la partita.

Sinossi

Al campo di concentramento di Gensdorff arriva il maggiore Von Steiner, grande appassionato di calcio. La presenza tra i reclusi di alcuni celebri calciatori lo spinge a organizzare una sfida tra questi e la nazionale tedesca. La partita, giocata a Parigi, è per i nazisti una buona occasione di propaganda, per i nostri una chance d’evasione. Ma alla fine del primo tempo i nostri sono sotto di tre gol.

Lo stacco imperioso di Pelè, che si eleva da un campo polveroso per segnare in ralenti con una splendida rovesciata, è l’immagine che da sempre rappresenta Fuga per la vittoria, un film preceduto dal suo stesso mito.
Chiunque non abbia mai visto prima questo manifesto carcerario-sportivo, firmato dal maestro John Houston nel 1981, ha in ogni caso già in mente la citata acrobazia dell’asso brasiliano, la prodigiosa parata di Stallone e l’esplosione di gioia che consegue agli insperati gesti tecnici della truppa di Gensdorff. Eppure la partita finisce 4 a 4. Ciò significa che quei gesti, indubbiamente prodigiosi sul piano sportivo, non sono che un imbelletto, uno specchietto per quelle allodole fanatiche di pallone. Già, perché il film vuol raccontare altro. Ecco perché, nonostante ci si ostini a spacciarlo come film del genere “sportivo”, Fuga per la vittoria è molto altro, un film sulla redenzione e sulla forza stentorea della fierezza (e per tale motivo è stato spesso, e frettolosamente, bollato come “retorico”). Stallone, nel ruolo del Capitano Hatch, becca molti più pugni qui che nei suo precedenti Rocky. Questo perché l’intento degli sceneggiatori è quello, riuscitissimo, di sottolineare, da un punto di vista originale e mai visto in precedenza, l’assurdità di alcuni meccanismi sociali, quando alla sete di potere si mischiano, tutti insieme, pregiudizi, prevaricazioni, arroganza e irragionevolezza.

Ed è da questo punto di vista che Fuga per la vittoria va considerato un gran film. Il meglio non sta difatti nell’incontro di Parigi, bensì nella sua preparazione e nel valore semantico di quanto questo significhi. Non a caso, la “fuga” del titolo sarebbe potuta essere molto più agevole. Ma tale agevolezza non avrebbe fatto rima con dignità; anzi, si sarebbe potuta addirittura spacciare per codardia. Per questo Hatch, Colby (un magnifico Michael Caine) e tutta la truppa evaderanno con orgoglio: l’orgoglio di aver calpestato la boria di un nemico imbattibile, che risulta però fragile quando si combatte faccia a faccia e ad armi pari; per di più col consenso della folla, che porta in trionfo la squadra non verso una coppa, ma incontro alla ben più nobile e inestimabile libertà.

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  • Anno: 1981
  • Durata: 113'
  • Genere: Azione, Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: John Huston