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VISTI AI FESTIVAL

Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido (Venezia 67esima edizione)

«Scritto malissimo, montato peggio, il film di Michele Placido dimostra quanto in Italia sia un’utopia fare cinema di genere senza fare la figura dei deficienti. Fanno finta di omaggiare il cinema poliziesco nostrano che fu ma, in realtà, è una presa per il culo, un insulto al modo stesso di fare il cinema. Guardiamo il francese “Nemico Pubblico N.1”, facciamo i dovuti confronti, e rendiamoci conto di quanto siamo piccoli».

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Sapete qual è la più grossa presa per il culo per chi ama il cinema di genere, o quantomeno il cinema con le palle in Italia? E’ vedere gente come Michele Placido e la sua cricca di incapaci tentare di farsi belli, giocando con armi che non sanno nemmeno come sono fatte.
Vallanzasca, storia biografica di un criminale con le palle (ma manco tanto, un meneghino violento, un po’ rimbambito), mette in scena la storia di un figlio di papà che, siccome c’ha i soldi, crede di poter fare lo sbruffone. Poi arriva in mezzo a quelli che sono cresciuti sulla strada e si fa sfasciare la faccia, perdendo almeno tre denti.
Scritto malissimo, montato peggio, il film di Michele Placido dimostra quanto in Italia sia un’utopia fare cinema di genere senza fare la figura dei deficienti. Fanno finta di omaggiare il cinema poliziesco nostrano che fu ma, in realtà, è una presa per il culo, un insulto al modo stesso di fare il cinema. Guardiamo il francese Nemico Pubblico N.1, facciamo i dovuti confronti, e rendiamoci conto di quanto siamo piccoli.
Quando si decideranno a estirpare questa gramigna dal cinema italiano sarà comunque troppo tardi. Oramai all’estero ci ridono dietro. Speriamo che questo “coso” non lo guardi nessuno. Almeno fuori dal Bel Paese.

Gianluigi Perrone

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