Il serial killer di TikTok, il nuovo film uscito su Netflix lo scorso 6 marzo, ha un grande pregio. Incorporando i video registrati da Josè “Dinamita” JuradoMontilla sul social più incisivo degli ultimi anni, ci rende partecipe di una narrazione multipla. Sin da subito abbiamo il punto di vista del presunto colpevole, quello della famiglia della vittima e quello dei vari testimoni e amici.
Il serial killer di Tik Tok Un documentario che usa la lingua dei social
Il documentario in due parti spagnolo monta insieme video condivisi su TikTok, sovraimpressioni di chat su WhatsApp e fotografie scattate in vari momenti e condivise tra i social più disparati. Una vera e propria operazione di riscrittura del documentario classico, che per capire meglio il suo soggetto usa il suo stesso linguaggio. In questo modo, inoltre, ci rende ancora più accessibili i protagonisti di una storia sin da subito sinistra.
La mini-serie segue la storia di Esther Estepa, 42enne scomparsaimprovvisamente nell’agosto del 2023 a Gandia. Quando la famiglia si rivolge alla polizia si rende subito conto che ben poco si può fare. In loro aiuto, inaspettatamente, arriva proprio Dinamita Montilla. 62enne vagabondo, ha fatto del viaggiare a piedi per la Spagna la sua missione e condivide ogni momento su TikTok. Presentandosi come amico e amante di Esther, Montilla conversa con la madre Pepa per molto tempo, proponendosi di ritornare sul luogo della scomparsa. Tutto cambia quando Pepa, il marito e la figlia Raquel scoprono che Montilla è stato per 26 anni in carcere per l’assassinio di quattro persone.
Il serial killer di TikTok: una storia inquietante e dolorosa
Il serial killer di TikTok funziona come un buon thriller, creando prima empatia per i personaggi e non dando sin da subito risposte semplici. Persino questo primo turning point non distanzia il pubblico: Montilla ha parlato delle condanne, ammettendo solo uno degli omicidi e per legittima difesa.
Alla regia, Héctor Muniente si sofferma molto sui commenti positivi sotto i video di TikTok. In un mondo dove ciascuno ha la possibilità di dire la sua, il velo del dubbio impedisce a molti di vedere chiaramente come stanno le cose. Così, un uomo che si crederebbe dover volere l’anonimato rende pubblica la totalità della sua vita e molti plaudono la sua scelta.
Per scoprire se effettivamente Montilla Jurado sia responsabile della scomparsa di Esther e se la donna sia stata ritrovata dovrete vedere la docu-serie nella sua interezza. Il serial killer di TikTok non annoierà, mostrandovi quanto sia complicato, persino in una società panottica, scoprire la verità.
Attraverso le coraggiose testimonianze della famiglia, inoltre, la rabbia e il dolore che montano dentro rendono possibile parlare di un problema sociale gravissimo. Solo nel 2025 sono state più di 6700 le denunce per la scomparsa di una donna. Più di 16mila in Italia. La violenza sulle donne è costante in modo allarmante e, per quanto ci sia sempre il rischio di sconfinare nel voyeurismo, film come questo servono a fare luce. A far parlare, a sottolineare che il problema c’è. Che le dimensioni di questa violenza sono enormi.