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FILM DA VEDERE

Il momento della verità: quando Francesco Rosi andò in Spagna per ritrarre il sadismo di una società soffocata dal franchismo

Con Il momento della verità Rosi volle restituire il vero volto della Spagna dell’epoca, soffocata da un regime che impediva ogni libertà individuale e per questo costretta, anche a causa di un clericalismo esasperato, a sfogare i propri istinti in espressioni che rasentavano il sadismo, in particolare con l’isteria collettiva della corrida

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Dopo due film di impegno civile particolarmente significativi, quali Salvatore Giuliano (1962) e Le mani sulla città (Leone d’Oro al XXIV Festival di Venezia), Francesco Rosi nel 1964 realizzò un lungometraggio atipico, in cui, fondendo felicemente stile documentaristico e messa in scena, dava corpo a un interessante affresco della Spagna di quegli anni, descrivendo la parabola umana di un giovane che, abbondonate le campagne e la vita rurale, giunge in città per tentare la fortuna con le corride. Ovviamente, incagliarsi sulla messa alla berlina della tauromachia non renderebbe giustizia all’ampio respiro che attraversa l’opera, perché ne Il momento della verità Rosi, probabilmente folgorato dalla narrazione dell’Hemingway di Morte nel pomeriggio, volle restituire il vero volto della Spagna dell’epoca, soffocata da un regime che impediva ogni libertà individuale e per questo costretta, anche a causa di un clericalismo esasperato, a sfogare i propri istinti in espressioni che rasentavano il sadismo, in particolare con l’isteria collettiva della corrida.

Non a caso il film comincia con una processione religiosa e il regista, senza cincischiare, mostra il rapido passaggio dal fanatismo dei fedeli a quello di un popolo invasato per il macabro spettacolo delle corride. Successivamente, l’azione si sposta nella terra d’origine del protagonista, il vero torero Miguel Mateo Salcedo, il quale, per sfuggire alla miseria e alla mancanza di stimoli della vita contadina, si dirige a Barcellona in cerca di un lavoro “urbano” e qualche soldo in più. Molto interessante è, in questa transizione, l’immagine che il regista restituisce della città: si vedono fatiscenti quartieri-dormitorio in cui i giovani lavoratori vengono sistematicamente sfruttati dai caporioni locali che li “subappaltano” alle fabbriche che hanno bisogno di mano d’opera, parassitando una quota del loro salario. Insomma, una situazione di precariato economico e umano totale. A Miguel, dunque, non resta che provare la carta della corrida, diventando un esperto matador.

È a questo punto che Il momento della verità vira verso uno stile smaccatamente documentaristico, ovvero quando Rosi segue con la macchina da presa le corride che Miguel affronta fino a diventare uno dei più apprezzati toreri di Spagna. Se, da un lato, non si può non rimanere affascinati dalla ritualità quasi sacra di un evento comunitario (la corrida), con le sue regole e le sue atmosfere mitiche, dall’altro vedere un animale esposto a un’inusitata e gratuita violenza, solo per intrattenere le masse (frustrate), provoca una certa repulsione. Probabilmente è proprio questa sensazione che provò Rosi portando sul grande schermo un fenomeno culturale radicato e crudele, prodotto da una situazione politica, sociale ed economica assai depressa.

L’epilogo, che non sveliamo, conferma questa ipotesi, a dimostrazione di quanto il cineasta non smarrì mai quella lucidità critica che ha sempre ed efficacemente caratterizzato il suo cinema. Scritto e diretto da Rosi, fotografato da Gianni Di Venanzo, Pasqualino De Santis e Aiace Parolin (ottimo davvero il loro lavoro), montato da Mario Serandrei, musicato dal veterano Piero Piccioni e, infine, prodotto dal grande Angelo Rizzoli, Il momento della verità, presentato in concorso al 18º Festival di Cannes, è un film che affascina dalla prima all’ultima sequenza, coinvolgendo intimamente lo spettatore che segue il percorso intrapreso dal giovane protagonista. Un’opera ingiustamente meno nota del grande regista che dev’essere senz’altro recuperata o prontamente rivisitata.

Pubblicato da Mustang e distribuito da CG Entertainment, Il momento della verità è disponibile in dvd in formato 2.35:1, con audio Dolby Digitale 2.0 e sottotitoli per non udenti opzionabili.

Trova Il momento della verità su CG Entertainment

  • Anno: 1964
  • Durata: 102'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia, Spagna
  • Regia: Francesco Rosi