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FILM DA VEDERE

Desideria – La vita interiore, ovvero l’adattamento cinematografico del celebre romanzo di Alberto Moravia realizzato da Gianni Barcelloni Corte

Desideria - La vita interiore è un film indubbiamente interessante, per tutte le circostante sullo sfondo delle quali prese corpo in quanto progetto e a partire da cui poi venne realizzato. Un cinefilo degno di questo nome non può lasciarsi sfuggire l’occasione di recuperarlo

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Mentre lavorava a La vita interiore, romanzo pubblicato nel 1978, Alberto Moravia firmò l’introduzione al volume di opere scelte che l’editore Mondadori aveva realizzato per il Marchese De Sade. All’inizio dell’ultimo capoverso c’è un passaggio che costituisce una chiave concettuale per capire la tesi di fondo del suo libro, che indubbiamente esibisce influenze sadiane: «Ora il rivoluzionario che viene tutt’intero dal popolo, nella sua purezza univoca, equivale al reazionario che viene tutto intero dall’aristocrazia».

Nel romanzo, infatti, benché Moravia sembri simpatizzare con il progetto di dissacrazione dei valori borghesi, i cosiddetti rivoluzionari sono ritratti con toni chiaramente caricaturali, che ne mettono in luce l’ottusità, spesso speculare a quella che dominava il mondo sociale che intendevano rovesciare. Da questo punto di vista, La vita interiore è una sorta di pietra tombale posta sopra ogni velleitaria ambizione di ottenere la liberazione della classe operaia attraverso una strategia terroristica.

Autore e regista di documentari, reportages, inchieste, docufilm, e soprattutto illuminato produttore cinematografico – non si può omettere di citare gli straordinari autori da lui finanziati: Carmelo Bene (Capricci), Franco Brocani (Necropolis), Jean Luc Godard (Vento dell’estLotte in Italia), Pier Paolo Pasolini (Appunti per un film sull’India, Porcile, Appunti per un’Orestiade africana), Glauber Rocha (Il leone a sette teste, Claro, Cancer) -, Gianni Barcelloni Corte nel 1980 realizzava il suo unico, vero film, destinato alle sale, quel  Desideria – La vita interiore, tratto, per l’appunto, dall’omonimo romanzo di Moravia. Desideria, la giovane protagonista della storia, interpretata da un’opportuna Lara Wendel, attrice tedesca attiva soprattutto tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta in Italia nel cinema di genere e non (Fellini, Antonioni, Di Leo, Lenzi, Bolognini, Samperi, Vancini), è un’adolescente che si rivolta contro il marciume familiare e sociale in cui vive; la sua è una rivoluzione innanzitutto e per lo più individuale, che trova nella trasgressione erotica la modalità preferita per contestare il fasullo ordine morale di un mondo ipocrita e corrotto fino al midollo. Viola, sua madre (una Stefania Sandrelli che di lì a poco avrebbe virato verso il genere erotico), è una donna combattuta tra il desiderio di essere amata dalla figlia, come se fosse la vera genitrice (in realtà l’aveva adottata), e una pulsione saffica verso la ragazza. Insomma, è chiaro che Moravia calcò da un lato la mano, criticando ferocemente la degenerazione dell’alta borghesia romana; dall’altro ridusse fino ad annullare, ridicolizzandole, quelle forze che, in quegli anni, si dicevano antagoniste, ma che in realtà non erano assolutamente in grado, secondo lo scrittore, di rovesciare i rapporti di potere imperanti. Il film di Barcelloni Corte non riesce, per quei motivi di sintesi che le riduzioni cinematografiche inevitabilmente impongono, a rendere conto dell’ampiezza delle questioni toccate dal romanzo; alcuni personaggi (in particolare Emilio, il ragazzo che inizia Desideria alle teorie marxiste) sono appena abbozzati; eppure, lo spettatore non manca di cogliere il senso generale del movimento che informa la messa in scena, in cui tutti sono drammaticamente risucchiati da un vortice che li conduce alla deriva, senza che alcuno possa davvero salvarsi.

Ciò che Barcelloni Corte ed Enzo Ungari (co-sceneggiatore del film) misero maggiormente a fuoco fu, e non poteva essere altrimenti, il tormentato e contradditorio rapporto tra Viole e Desideria, che, almeno seguendo le suggestioni evocate dagli autori, sembrerebbe alla fine trovare un modo per ricomporsi, fornendo alla ragazza il più sicuro degli approdi che la vita gli potesse concedere. Lara Wendel, all’epoca delle riprese era una quindicenne, esattamente come Desideria, e forse oggi l’esibizione di alcuni suoi nudi potrebbe far storcere il naso ai taluni puritani dell’ultima ora. Chi scrive, invece, è persuaso del fatto che mettere il corpo della ragazza sotto i riflettori non solo non sia stato eccessivo, ma anzi che tale avvenimento abbia potuto costituirei per lei un’occasione di crescita, laddove l’immersione in un mondo di adulti, filtrato attraverso la messa in scena della finzione cinematografica, non può che averle fatto prendere coscienza di molte questioni e dinamiche utili ai fini di una maturazione consapevole (sempre tenendo conto, comunque, che tutte le scene più esplicite furono in realtà interpretate da Lory Del Santo, la quale ebbe anche un piccolo ruolo, quello della cameriera che viene licenziata da Viola).

Insomma, al netto delle molte considerazioni che si potrebbero ancora fare, e al di là dell’effettivo risultato ottenuto da Barcelloni Corte, Desideria – La vita interiore è un film indubbiamente interessante, per tutte le circostante sullo sfondo delle quali prese corpo in quanto progetto e a partire da cui poi venne realizzato. Un cinefilo degno di questo nome non può lasciarsi sfuggire l’occasione di recuperare un’opera di evidente valore filologico, politico, storico e antropologico.

Pubblicato da Mustang Entertainment e distribuito da CG Entertaiment, Desideria – La vita interiore è disponibile in dvd, in formato 1.85:1 con audio Dolby Digital 2.0 Dual Mono e sottotitoli per non udenti opzionabili.

Trova Desideria – La vita interiore su CG Entertaiment

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  • Anno: 1980
  • Durata: 100'
  • Distribuzione: CG Entertainment
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Gianni Barcelloni Corte