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SHORT FILM

‘Kismet’, il destino è scritto ma non esiste

Žiga Virc in un campo rom della Slovenia, la tradizione che mette a ferro e fuoco un terreno già bruciato. Presentato allo ShorTS International Film Festival Maremetraggio di Trieste

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'Kismet' di Žiga Virc allo ShorTS International Film Festival Maremetraggio è un'undicenne alla quale hanno tolto la libertà di scegliere

Sono le regole ferree, le coperte macchiate di sangue dopo la prima notte di nozze e la violenza mascherata da tradizione in un campo rom a scandire le giornate della piccola undicenne Milena. Non certo il destino, dice lei, che è un mito.

Eppure era stato proprio il destino nel 2024 a portare il regista Žiga Virc (Trieste is ours! e Houston, we have a problem!) e i suoi collaboratori, tutti nati in regioni popolate anche da rom, a conoscere da vicino la realtà della cultura rom musulmana, facendone un film dalla rara crudezza. Kismet è il risultato presentato a diversi festival internazionali (compreso l’International Short Film Festival di Oberhausen) e arrivato a Trieste quest’anno per lo ShorTS International Film Festival Maremetraggio nella categoria Focus Slovenia.

Leggi tutti gli articoli, le recensioni e le interviste del festival su Taxi Drivers.

Kismet, ma quale destino?

Più si avvicina il giorno del matrimonio della sorella, più per Milena (Jador Delić) il tempo sembra rallentare, portandola davanti a un precipizio in cui potrà lasciarsi cadere o trattenersi dal farlo. Milena non vuole sposarsi come farà la sorella più grande (Severina Lajtman). Lei ha solo undici anni e nasconde il primo ciclo per paura di dover così abbandonare libri e zaino e prendere marito. Una possibilità inconcepibile per la piccola scolara che vorrebbe autodeterminarsi.

Milena non può innamorarsi di un uomo che è trent’anni più grande di lei. Allora dà della “stupida” alla sorellona per non aver capito il suo punto di vista. La tradizione, però, “va portata avanti” secondo la nonna anziana delle due, di molto vecchio stampo. Milena si trova davanti un muro altissimo, che è uguale per tutta la comunità Romaní, anche se qui la ragazzina riesce ad andare fuori bolla prendendo a due mani le redini del proprio destino, al quale aveva smesso di credere.

Dio, marito e padre

Le immagini verosimili rubate dal cortometraggio a una famiglia parlano da sole sulla realtà che Žiga Virc e la sceneggiatrice Iza Strehar hanno imparato a conoscere. Dove zittire la libertà dell’altro è quasi un rituale, che va rispettato senza sconti (per la donna soprattutto).

“Quando ti sposerai, entrerai con tuo marito in camera da letto, e lui ti chiederà: ‘A chi appartieni?’. Devi rispondere per tre volte: ‘A Dio, a te e a mio padre’. Poi, lo sposo ti darà uno schiaffo. Così te lo ricorderai per sempre. Non te ne andrai via viva da casa sua”

dice la nonna alla piccola Milena, che la guarda paralizzata, ma solo perché forse è sull’orlo di scoppiare. La violenza ritualizzata in cantilene, gesti e minacce che sembrano obblighi morali non lasciano spazio alla giovane di essere se stessa, e al regista di esprimere i colori della sua protagonista.

Solo alla fine, un colore su tutti è acceso. Il blu del cielo che sta sopra Milena, alla sua famiglia, alla sua casa e a un destino che non accetta. Il cielo sta sopra tutto queste cose, che perdono importanza, mentre la ragazza cammina verso la propria fuga.

Crudo e splendido, Kismet stringe il cuore a chi lo guarda per l’ineluttabilità e la quasi ferocia delle azioni compiute dai suoi personaggi. Il destino è già scritto, niente di mitologico.

Kismet

  • Anno: 2024
  • Durata: 15'
  • Distribuzione: Radiator IP Sales
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Slovenia, Croazia
  • Regia: Žiga Virc