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Netflix Film

‘Io sono Rosa Ricci’ solido Spin-Off di Mare fuori

Sviluppo del personaggio secondario già visto e apprezzato nella serie Tv Mare Fuori. Un film che rispetta l'originale e sa offrire spettacolo cinematografico

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Dopo l’ottimo successo di Mare Fuori (da fenomeno televisivo è divenuto un caso culturale transgenerazionale) ecco uno spin-off per il cinema. Personaggio scelto per divenire protagonista è Rosa Ricci (Maria Esposito) figura emblematica femminile. Con Io sono Rosa Ricci la coralità diviene un racconto focalizzato soltanto su un personaggio.

Distribuito nei cinema da 01 Distribuition, ora è disponibile sulla piattaforma di Netflix.

Io sono Rosa Ricci, la trama

Di ritorno da una visita in carcere al fratello Ciro, Rosa Ricci e suo padre Don Salvatore si allontanano dall’Ipm di Napoli. Per distrarla, il padre decide di portarla alla festa del narcotrafficante sudamericano Augusthín, per farle conoscere sua figlia Angelica.

È solo una trappola, Rosa verrà rapita e portata in una località remota e isolata da tutto. In attesa che arrivi il riscatto di venti milioni di euro la rampolla dei Ricci dovrà salvarsi da sola, mentre è controllata a vista dai suoi carcerieri.

Prodotto solido nella messinscena e nello storytelling

La regia è di Lyda Patitucci, che aveva realizzato Come pecore in mezzo ai lupi e alcuni episodi di Curon. La messinscena è uno dei veri punti d’interesse del film. La Patitucci lavora con precisione sull’immagine e sulle luci, cerca sempre di restituire al volto della protagonista una dimensione tragica e poetica, in un mondo che invece la riduce a mito pop. Questa solidità formale fa risaltare il contesto narrativo. È un racconto duro e realistico, che evita l’artificiosità che spesso si riscontra in opere simili.

Pregevole è la costruzione del mondo criminale che la circonda. Le due fazioni rivali – camorristi e narcotrafficanti ispanici – sono quasi stilizzate. Anche la scelta di ambientare la storia interamente su un’isola, che dovrebbe rappresentare un microcosmo chiuso come il carcere di Nisida dove è ambientata la serie Tv, si rivela esatta, perché rende tutto più drammatico e teso. Dal punto di vista tematico, Io sono Rosa Ricci tenta di approfondire l’identità della protagonista, mostrandone la fragilità, quel senso di colpa latente che poi caratterizzerà il suo personaggio nella serie.

La sceneggiatura, a firma di Maurizio Careddu (creatore di Mare Fuori) e Luca Infascelli (L’arte della gioia), approfondiscono il percorso emotivo di Rosa, dando maggior spessore a questo personaggio che, appunto, nella serie era solo secondario. E questa riuscita è anche merito di Maria Esposito, che conferma di essere una delle giovani attrici italiane più promettenti. La sua Rosa è rabbiosa, istintiva, ma anche malinconica, un personaggio che vive di sguardi e silenzi più che di parole.

Tra i comprimari, spicca Andrea Arcangeli, nel ruolo del giovane carceriere che ama Rosa. L’attore imprime al personaggio un’umanità dolente, un misto di tenerezza e ingenuità che regala al film alcuni dei suoi momenti migliori. Al contrario, Raiz, nel ruolo del boss papà di Rosa offre una interpretazione sopra le corde ma funzionale.

In poche parole Io sono Rosa Ricci è un prodotto di comprovata professionalità. Una regia curata e due protagonisti capaci di dare spessore ai loro ruoli, oltre a una sceneggiatura che offre dettagli maggiori utili anche per gli appassionati della serie.

Io sono Rosa Ricci

  • Anno: 2025
  • Durata: 90 minuti
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Lyda Patitucci