Dal 12 febbraio, su Netflix, potremo godere di bellissimi titoli di Wes Anderson come I Tenenbaum, Grand Budapest Hotel, The french Dispatch, Il treno per il Darjeeling, oltre ai suoi corti già presenti: Veleno, Il cigno, il derattizzatore. I tre corti condividono una riflessione sulla violenza latente e normalizzata, in cui l’infanzia o la quotidianità diventano luoghi di crudeltà silenziosa, e la forma rigorosa di Wes Anderson amplifica il disagio invece di attenuarlo.
Wes Anderson, nato il 1° maggio 1969 a Houston, in Texas (USA). È regista, sceneggiatore e produttore ormai da 30 anni. La sua carriera come regista di lungometraggi è iniziata ufficialmente nel 1996 con il film Bottle Rocket, insieme a Owen Wilson, attore che si riconfermerà suo fedele seguace anche nei progetti futuri. Consacra la sua grande bravura e maestria filmografica negli anni 1998 e 2001, rispettivamente con Rushmore e I Tenenbaum, ma soprattutto grazie a quest’ultimo.
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Lo stile e la regia iconici di Wes Anderson
Lo stile di Wes Anderson è immediatamente riconoscibile e fortemente autoriale. Il suo magnifico tratto distintivo è la simmetria dell’inquadratura, spesso centrata, che trasforma ogni frame in una sorta di quadro o diorama. È magistralmente maniacale anche con i colori, per lo più pastello, con palette cromatiche coerenti all’interno di ogni film (rosa e viola in The Grand Budapest Hotel, gialli e verdi in Moonrise Kingdom, blu marini in The Life Aquatic, e così via). Anderson predilige scenografie dettagliatissime, oggetti vintage, costumi iconici.
Dal punto di vista registico, Wes Anderson utilizza movimenti di macchina precisi e geometrici: carrellate laterali, panoramiche orizzontali, zoom improvvisi e campi medi statici. Il montaggio ritmato, è spesso guidato dalla musica, che ha un ruolo strutturale e narrativo. Gli attori recitano con un tono volutamente piatto, controllato, anti-naturalistico. Anche la suddivisione in capitoli, l’uso di voice over e titoli scritti rafforza l’idea di racconto “letterario”.
Le trame e i cast dei film di Wes Anderson su Netflix
I Tenenbaum (The royal Tenenbaums, 2001)
Il film racconta la storia della famiglia Tenenbaum, un tempo composta da tre figli prodigio e due genitori eccentrici, ormai adulti e profondamente disfunzionali. Chas, Margot e Richie Tenenbaum hanno conosciuto il successo in giovane età, ma da grandi vivono il fallimento, il rancore e la frustrazione. Il padre Royal, cinico e assente, tenta di rientrare nella vita dei figli fingendo di essere gravemente malato. Il ritorno di Royal riapre vecchie ferite, tra rivalità
irrisolte, amori impossibili e un profondo senso di perdita che attraversa l’intera famiglia.
Troveremo Gene Hackman nel ruolo di Royal Tenenbaum; Anjelica Huston (Etheline Tenenbaum); Ben Stiller (Chas Tenenbaum); Gwyneth Paltrow (Margot Tenenbaum); Owen Wilson (Eli Cash) e Bill Murray (Raleigh St. Clair).
The Grand Budapest Hotel (2014)
Ambientato nella fittizia Repubblica di Zubrowka, il film segue le avventure di Monsieur Gustave H., leggendario concierge del Grand Budapest Hotel, e del suo giovane apprendista Zero Moustafa. Dopo la morte di una ricca cliente, Gustave viene accusato dell’omicidio e coinvolto in una complessa vicenda che comprende un’eredità contesa, una preziosa opera d’arte e l’ascesa di un regime autoritario. Il racconto è strutturato come una storia nella storia, che riflette sulla memoria, sulla fine di un’epoca e sulla fragilità della civiltà europea.
Il grandissimo cast è composto da Ralph Fiennes (Monsieur Gustave H.); Tony Revolori (Zero Moustafa giovane); F. Murray Abraham (Zero Moustafa anziano); Saoirse Ronan (Agatha); Tilda Swinton (Madame D.); Adrien Brody (Dmitri); Willem Dafoe (Jopling); Jeff Goldblum (Deputy Kovacs); Edward Norton (Ispettore Henckels).
The French Dispatch (2021)
E’ un film corale strutturato come l’ultimo numero di una rivista americana pubblicata in una città immaginaria della Francia, Ennui-sur-Blasé. Il film è suddiviso in tre grandi storie, precedute da un prologo e seguite da un epilogo, che raccontano episodi legati all’arte, alla politica e alla cronaca. Attraverso lo sguardo dei giornalisti della redazione, Anderson costruisce un omaggio al giornalismo culturale, alla scrittura e alla memoria, mescolando satira, malinconia e sperimentazione formale.
Nel cast troviamo Bill Murray (Arthur Howitzer Jr.); Frances McDormand (Lucinda Krementz); Benicio del Toro (Moses Rosenthaler); Léa Seydoux (Simone); Adrien Brody (Julien Cadazio); Timothée Chalamet (Zeffirelli); Owen Wilson (Herbsaint Sazerac); Jeffrey Wright (Roebuck Wright).

Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited, 2007)
Tre fratelli americani – Francis, Peter e Jack Whitman – si ritrovano in India per un viaggio in treno attraverso il paese, con l’intento dichiarato di ritrovare un legame spirituale e familiare dopo la morte del padre. Il viaggio, inizialmente pianificato nei minimi dettagli, si trasforma in una serie di incomprensioni, conflitti e rivelazioni emotive. Tra spiritualità, lutto e ironia, il percorso fisico diventa un viaggio interiore che porta i protagonisti a confrontarsi con il dolore e con il rapporto irrisolto con la madre.
Il cast è composto ancora una volta da Owen Wilson (Francis Whitman); Adrien Brody (Peter Whitman); Jason Schwartzman (Jack Whitman); Anjelica Huston (Patricia Whitman); Amara Karan (Rita).
L’universo di Wes Anderson continua a catturare gli spettatori
Wes Anderson, unico nel suo genere, costruisce un cinema pregno di linguaggio emotivo e politico. Dietro l’ordine così maniacale delle inquadrature e l’ironia, si nasconde un mondo fatto di debolezze, solitudini, lotte con sé stessi e con il mondo circostante. Continuare a vedere i suoi film e cortometraggi significa contribuire a rendere il cinema un tempio che emani stile, memoria e sentimento.