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I popcorn buckets in America: la nuova moda salverà il cinema?

Il fenonemo che è esploso nelle sale statunitensi potrebbe essere il primo passo per riportare il pubblico in sala

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I secchielli personalizzati in America

Una nuova moda sta prendendo forma nelle sale statunitensi. I “popcorn bucketsovvero i secchielli da popcorn personalizzati che, soprattutto nell’ultimo anno, hanno letteralmente invaso gli store di alcune note catene cinematografiche. Scopriamo nel dettaglio in cosa consiste questo nuovo trend. Perché sta riscuotendo un successo enorme (almeno in America) e perché, secondo molti, potrebbe rivelarsi un’idea vincente per stimolare il ritorno del pubblico in sala?

I secchielli personalizzati in America: come nascono?

Da quando è nato il blockbuster nell’industria hollywoodiana, le uniche iniziative commerciali legate alla sala consistevano nel sostituire i normali contenitori di carta dei popcorn con altri ritraenti i personaggi o il logo stesso del film. Successivamente la pratica si è evoluta e, specie nell’ultimo decennio, si è passati ai secchielli in metallo, più grandi, sempre personalizzati a seconda del film. Negli ultimi anni, poi, alcune catene cinematografiche hanno gradualmente iniziato a intendere i secchielli come veri e propri gadget da collezione. Possiamo ricordare ad esempio quello di “Avengers:Endgamea forma di guanto di Thanos, o ancora “Top Gun: Mavericka forma di casco di pilota dell’aeronautica, o quello di “Wonka a forma di cappello del famoso cioccolataio.

Secondo il parere di Steve Granelli, professore di linguaggi dei media e comunicazione della Northaestern University:

‘’Il secchiello ha dato ai fan l’opportunità di godere appieno dell’esperienza in modo da poter dire “Si, io c’ero. Ho pagato un extra ma c’ero e ho vissuto l’esperienza. E ho ancora il secchiello”.

I secchielli personalizzati in America: l’evoluzione del fenomeno

Il fenomeno, dopo aver lentamente preso piede tra il 2022 e il 2023, ha trovato notorietà dopo l’uscita del secchiello di “Dune – Parte 2a marzo 2024. In quell’occasione, il secchiello a forma di verme delle sabbie è stato parecchio chiacchierato per via della somiglianza con un noto sex toy, diventando in poco tempo oggetto di meme e video virali che hanno introdotto il fenomeno su larga scala. Ciò detto, il secchiello ha scalato le classifiche di vendita, finendo a sua volta per essere rivenduto su siti come ebay a cifre impensabili.

Va da se che, tra la metà del 2024 ma in particolare quest’anno, c’è stata un esplosione del fenomeno, con cesti a tema che hanno letteralmente invaso gli store di catene importanti come AMC e Reagal Cinema. In molti di questi casi i cesti sono limitati, hanno un design unico, ricercato, venendo realizzati con materiale qualitativamente superiore alla normale plastica. Spesso, poi, contengono indizi nascosti funzionali alla trama stessa del film, finendo per assurgere a veri e propri cimeli da collezione.

I secchielli personalizzati in America: il processo creativo

Ma come nascono questi secchielli? In un articolo di Pop.Insider viene spiegato che diversi mesi prima dell’uscita, le case cinematografiche contattano i loro designer fornendo loro spunti di trama, illustrazioni, mostrando spesso anche intere clip dei film ancora in lavorazione. Si crea così un continuo dialogo tra la produzione e i designer che si traduce nella creazione di oggetti unici nel loro genere, un processo che a volte può richiedere fino a nove mesi ma dai risultati, a ben vedere, davvero notevoli.

Molte di queste compagnie, come Golden Link o Zinc Group 3D, svolgono un lavoro di ricerca costante, nonché di immedesimazione nello spettatore per cercare di intuirne preferenze e interessi. Kathy Hogan, responsabile di Golden Link, descrive così il suo lavoro:

È compito del nostro team essere intelligenti al punto da indovinare cosa il pubblico cerchi e voglia ricevere con questi prodotti. È importante che siano accessori per cui valga la pena spendere quei soldi, e per noi è altrettanto importante preservare l’integrità del brand, essere originali senza andare a modificare l’essenza del film”

Da questi input sono nati alcuni dei “popcorn buckets” più curiosi e interessanti del 2025. Il casco da pilota per F1 con Brad Pitt, la sfera del sonar del Sevastopol di Mission Impossible: The Final Reckoning, apribile solo con l’apposita chiave e approvato da Tom Cruise in persona. Ancora, l’incubatrice di Jurassic World: la Rinascita, l’asse di legno da allenamento di Karate Kid: Legends. L’apice si è raggiunto qualche settimana fa con Fantastici 4: Gli inizi, grazie a un secchiello di Galactus tutto in metallo con occhi a LED. Talmente grande da guadagnarsi un articolo su Repubblica.

Il secchiello a tema di “Mission Impossible: The Final Reckoning”

Popcorn buckets: salveranno i cinema?

L’operazione portata avanti con questi secchielli rientra nel novero delle iniziative volte a riportare il pubblico al cinema, dopo la magra degli anni pandemici. Come per l’introduzione delle sale Imax e 4DX, i “popcorn buckets” proseguono quel percorso di ridefinizione dell’esperienza in sala come occasione unica e irripetibile. Secondo Chad O’Connor, professore di marketing della Northeastern:

È necessario con queste operazioni dare un motivo tangibile alle persone per staccarsi dalla poltrona di casa e dai loro amati televisori acquistati in pandemia. Si offre qualcosa che ognuno di loro considererà speciale, degno di essere acquistato. In questi casi anche la psicologia del consumatore legata al prezzo cambia radicalmente”.

Nel caso dei popcorn buckets fondamentale è stato l’apporto dei social media. Grazie ai creator che sui social hanno raccontato questi gadget in maniera curiosa, ingolosendo il pubblico, c’è stata un’ indiretta promozione alle sale. Questa forma di marketing potrebbe ricordare quella rivoluzionaria che portò “Lo squalo  a diventare il primo blockbuster, per via dell’inusuale promozione spalmata su più fronti.

Ciò detto, basteranno i popcorn buckets a riaffollare le sale? Naturalmente no. Il fenomeno non si è ancora espanso del tutto fuori America e il costo talvota potrebbe risultare proibitivo. Tuttavia, similmente a quanto accadde con l’uscita in contemporanea di Barbie e Oppenheimer, siamo davanti al secondo caso dove il linguaggio dei social contribuisce in maniera determinante all’affermazione dell’esperienza in sala. Chissà che, qualora questa collaborazione dovesse diventare più solida unita a un altro paio di iniziative accattivanti, non potremmo realmente assistere alla rinascita dell’esperienza cinematografica.