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Non macchine, ma uomini: un secolo di cinema antifascista

Il proiettore contro il potere: ecco 11 film di stampo antifascista da vedere assolutamente

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Mentre le truppe della Guardia Nazionale e la polizia di Los Angeles si scontravano con i manifestanti per i diritti degli immigrati nel centro di Los Angeles questa settimana, i manifestanti gridavano “Vergogna!” mentre gli agenti utilizzavano fumogeni e munizioni per il controllo della folla, attirando critiche a livello nazionale per le tattiche pesanti usate contro famiglie e membri della comunità.

Questo momento difficile nei disordini civili statunitensi sottolinea perché l’arte, e in particolare il cinema antifascista, sia oggi più importante che mai.

1. Il grande dittatore (1940)

Il capolavoro satirico di Charlie Chaplin rimane una potente accusa al totalitarismo e alla xenofobia.

Il suo appassionato discorso conclusivo, che invoca umanità, unità e democrazia, trova profonda risonanza nelle famiglie di immigrati che oggi si trovano ad affrontare la polizia militarizzata. Visionario ed antifascista.

2. L’uomo che ho sposato (1941)

Un ritratto agghiacciante della complicità domestica nel fascismo, mentre una donna americana scopre le allarmanti simpatie naziste del marito.

Un toccante promemoria del fatto che l’ideologia si insinua nella vita quotidiana e che il silenzio può essere suo alleato.

3. Caccia all’uomo (1941) e 4. Agente nazista (1942)

Questi thriller ambientati in tempo di guerra illustrano la presa di posizione antifascista dell’individuo contro il totalitarismo.

Il pubblico assiste a protagonisti coraggiosi che affrontano un potere insidioso, un’eco cinematografica degli attivisti di oggi che difendono le vite degli immigrati clandestini da leggi oppressive.

5. Nessun rimpianto per la nostra gioventù (1946)

Il dramma postbellico di Akira Kurosawa esplora la resistenza antifascista a costo della vita.

Quando la coscienza esige un’azione, il film mostra come preferire i principi alla comodità diventi l’essenza del coraggio.

6. Lo spirito dell’alveare (1973)

Ambientato nella Spagna del dopoguerra civile, questo film usa gli occhi di un bambino per riflettere la silenziosa disperazione e la silenziosa oppressione sotto Franco.

Come i giovani immigrati di oggi, i bambini del film si muovono in un paesaggio silenzioso e cupo di paura.

7. Guerre Stellari (1977)

La saga spaziale di George Lucas offre un’allegoria sull’autoritarismo: una ribellione ispirata da speranza, empatia e solidarietà.

I ​​suoi temi senza tempo si allineano con la posizione odierna contro il controllo statale oppressivo.

8. Brasile (1985)

Il sogno febbrile distopico di Terry Gilliam illustra la burocrazia dilagante, la sorveglianza e la violenza statale.

La sua assurdità riecheggia la surreale militarizzazione delle proteste pacifiche – gas lacrimogeni, gabbie, posti di blocco – che segnalano un controllo sistemico.

9. Come and See (1985)

Questo brutale ritratto del Fronte Orientale cattura l’orrore dell’occupazione fascista.

Il suo realismo incrollabile invita il pubblico ad assistere alle atrocità, rispecchiando l’importanza di riconoscere e affrontare gli abusi attuali.

10. Porco Rosso (1992)

La favola celeste di Hayao Miyazaki esplora le conseguenze persistenti della guerra e del fascismo in un formato apparentemente delicato.

Il richiamo del film alla memoria, alla compassione e alla riconciliazione lo rende ideale per i giovani spettatori.

11. The Zone of Interest (2023)

L’agghiacciante studio di Jonathan Glazer su Auschwitz attraverso la normalità domestica trasmette l’orrore per omissione.

La giustapposizione di una vita familiare serena con un genocidio invisibile offre un potente parallelo con la violenza nascosta di oggi: comunità trattate come nemiche all’interno del proprio paese.

Perché questo è importante ora

Questi film vanno oltre il semplice intrattenimento: affrontano l’autoritarismo, documentano l’indifferenza e sottolineano il coraggio. Sulla scia delle aggressive tattiche delle forze dell’ordine che prendono di mira selettivamente gli immigrati vulnerabili, il messaggio è chiaro: la passività è complicità, il silenzio è resa. Il cinema offre sia uno specchio che una mappa per la resistenza.

Raccolti in narrazioni avvincenti e poesia visiva, questi film antifascisti vanno anche oltre la rappresentazione della lotta: esigono empatia e azione. Mentre le strade di Los Angeles si riempiono di proteste e il potere statale incombe, l’arte diventa un grido di battaglia essenziale: resistere, perseverare e, soprattutto, ricordare.

 

 

Fonte: IndieWire