Connect with us

FILM DA VEDERE

Atomica Bionda: Charlize Theron si muove negli spazi sconnessi di Berlino, a ridosso della caduta del muro

Atomica Bionda, interpretato da una muscolare e malinconica Charlize Theron, è un intelligente film che, cavalcando astutamente un’iconografia e un genere assai accattivanti, offre quasi due ore di amabilissimo intrattenimento, fornendo numerosi spunti di riflessione

Publicato

il

Lorraine Broughton, una spia dell’MI6m britannico, si scontra, a suon di calci e pugni, con un agente del KGB russo, mentre alle loro spalle, sullo schermo del cinema in cui si trovano, viene proiettata una delle sequenze più significative di Stalker, uno dei capolavori di Andrej Tarkovskij (la scena è quella ambientata in un paesaggio lunare, fatto di dune, dove i tre protagonisti del film del 1979 si ritrovavano durante il loro cammino verso la fantomatica zona).

Senza cadere in superflue e non utili elucubrazioni, non si può fare a meno di segnalare quanto la Berlino del 1989, a ridosso della caduta del muro, fosse, un po’ alla stregua del fantasmatico luogo descritto dal regista russo, un luogo sospeso, in cui la soglia che separava i due termini in conflitto dialettico stava riducendosi fino a svanire. Al di là delle ben note conseguenze politiche di quell’epocale Evento, è interessante notare che, sebbene fossero mosse da premesse antagoniste e opposte, nonché da un evidente desiderio di egemonia, le due parti in lotta perseguivano, in un certo senso, la rispettiva idea di Bene. Insomma, il Bene, ci ricorda esemplarmente il film di David Leitch, sceneggiato da Kurt Johnstad, a partire dalla graphic novel di Antony Johnston e Sam Hart, non è un ‘valore’ già dato, che, quindi, possa essere ricercato e, infine, eventualmente, trovato: anch’esso è il prodotto di taluni rapporti di forza a seguito dei quali viene imposta quella che definiamo Legge; la quale stabilisce ciò che è giusto (Bene) e ciò che, invece, dev’essere censurato. C’è sempre un atto di violenza originario che stabilisce l’ordine etico, il quale è, in definitiva, arbitrario, poiché, per natura, non può essere verificato attraverso la prova dell’esperienza.

Atomica Bionda, interpretato da una muscolare e malinconica, quanto superba, Charlize Theron, nonché da uno degli attori più significativi degli ultimi anni, il James McAvoy protagonista dell’ottimo Split di M. Night Shyamalan, è un intelligente film che, cavalcando astutamente un’iconografia e un genere assai accattivanti, offre quasi due ore di amabilissimo intrattenimento, fornendo – e questo è il suo valore aggiunto – numerosi spunti allo spettatore per tornare a riflettere su questioni troppo presto archiviate nella rimessa della Storia (e della memoria) e che, invece, necessitano di una rinnovata meditazione.

La fine della contrapposizione dei due blocchi ideologici diviene in Atomica Bionda la metafora della decadenza di una retorica dialettica ormai divenuta completamente inefficace. I continui cambi di casacca dei vari agenti segreti segnalano inequivocabilmente l’impossibilità di tracciare una linea divisoria che marchi con chiarezza le distinzioni tra soggetti diversi: tutti si perdono in un’indiscernibilità che costituisce la premessa per l’avvento di un piano d’immanenza che riposiziona completamente la topologia dei rapporti. Il fatto che lo spazio, per dirla mutuando il gergo di Gilles Deleuze, sia diventato liscio, uniforme, e che su di esso si possa circolare fluidamente, senza attrito, ha senza dubbio, di primo acchito, spalancato le porte all’invasione delle merci del sistema capitalista, decretandone l’incontrastata vittoria. Tant’è che nel finale, che ovviamente non sveliamo, a spuntarla sono coloro che a tutt’oggi dominano i rapporti planetari. Ma se ciò è senz’altro vero, verosimile è anche l’ipotesi per la quale il crollo della dialettica non abbia dissolto l’antagonismo, ma sensibilmente riformato le coordinate dello scontro: il nemico non è più fuori di noi, è interno, e allora si tratta di attuare un movimento che detronizzi coloro che, ancora oggi mossi da un decadente e ripetitivo istinto finalizzato a massimizzare i profitti, in vista di un sempre maggiore accumulo di capitali, impongono il loro dominio.

Tutto ciò è quanto è contenuto nel decisivo fuori campo cui Atomica Bionda non cessa di rimandare. In questo senso, il film di David Leitch mostra un raro equilibrio, barcamenandosi con maestria tra intrattenimento e capacità di porre al pubblico interrogativi stimolanti. Per questi motivi, nonché per la spettacolarità, se consiglia vivamente la visione.

Distribuito da Universal Pictures, Atomica Bionda è disponibile in blu ray, in formato 2.40:1 con audio (DTS-HD Master Audio 5.1) e sottotitoli in varie lingue. Nei contenuti speciali: scene tagliate; benvenuti a Berlino; blondes have more guns; un maestro di spionaggio; anatomia di una scena di lotta; la storia in azione: l’agente Broughton; la storia in azione: la caccia.

  • Anno: 2017
  • Durata: 115'
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Genere: Azione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: David Leitch