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FILM DA VEDERE

Killer Joe di William Friedkin, con Matthew McConaughey

Friedkin costruisce una lettura insolita e autoironica sulla malvagità dell’essere umano. Non si creda di riuscire facilmente a digerire un film dove la scena che rimane più impressa è una lode al sesso orale con una coscia di pollo fritto

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Killer Joe è un film del 2011 diretto da William Friedkin, basato sull’omonimo lavoro teatrale del premio Pulitzer Tracy Letts, che ha curato anche la sceneggiatura. Il film è stato presentato in concorso alla 68ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Oppresso dai debiti, contratti con i suoi fornitori di droga e che mettono in pericolo la sua stessa vita, il giovane Chris (Emile Hirsch) decide di approfittare delle precarie condizioni di salute dell’insopportabile e mostruosa madre – responsabile della sparizione di una scorta di sostanze stupefacenti – e di intascare il cospicuo premio che l’assicurazione pagherebbe in caso di morte della donna. E così, in combutta con l’intera famiglia, ne pianifica il diabolico omicidio e, per portarlo a termine, ingaggia Joe Cooper (Matthew McConaughey), un poliziotto che su commissione si trasforma in spietato assassino, con alle spalle una scia di numerosi delitti. Per portare a termine la missione, Joe chiede però i favori della sorella minore di Chris (Juno Temple), nell’attesa che arrivino i soldi necessari per pagare il suo onorario.

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William Friedkin rappresenta la malvagità nel modo più spassoso possibile, raccontando le vicende di una famiglia del Texas, imbruttita dall’alcool e dai tradimenti, che si mette in un serio pasticcio per via di un grosso debito. È Emile Hirsch, che interpreta Chris Smith, a dare l’avvio ad una torbida catena di avvenimenti, ben lungi dai ritmi placidi che aveva vissuto in Into the wild.

Chris Smith ha un pericoloso debito con dei “poco di buono” texani e per risolvere la questione decide di pianificare l’assassinio della madre con il benestare della famiglia, ed incassare così l’assicurazione sulla vita tramite la sorella. Dottie, infatti, (una angelica Juno Temple) pare essere l’intestataria di questa eredità. Per risolvere il lavoro sporco, viene ingaggiato un poliziotto doppiogiochista, Joe Cooper, che nel tempo libero è un sicario a pagamento fidato e pulito, così com’è la recitazione di Matthew McConaughey. Purtroppo però, quasi al verde, Chris non riesce ad affrontare la spesa del lavoretto, perciò in pagamento Joe chiede gli venga “donata” la bella e innocente Dottie. La questione, poi, andrà complicandosi in una somma delirante di errori e piccoli colpi di scena, fino ad una memorabile escalation di terrore e umiliazione, sangue e strilli nevrotici, in un quadretto familiare laccato di finto benessere.

Friedkin costruisce una lettura insolita e autoironica sulla malvagità dell’essere umano, una malvagità segretamente nascosta in ogni individuo, che nei suoi personaggi però risulta essere facilmente esprimibile. Non ci sono santi, ma solo peccatori, e l’entità del peccato non ha importanza: nel Texas friedkiniano è una routine sociale quella di valutare la morte come sistema di risoluzione dei conflitti o i funerali come un appuntamento scomodo a cui arrivare in ritardo. Ma non si creda di riuscire facilmente a digerire un film dove la scena che rimane più impressa è una lode al sesso orale con una coscia di pollo fritto. Ci si riderà, a posteriori, ripensando alla follia quasi demenziale di quelle scene, all’esplosione finale, osservando anzi il lavoro di sceneggiatura magistrale che sta alla base del climax dei personaggi, dell’assurdo, dell’orrore. Ma lì per lì, al buio, in sala, aspettandosi un revival cruento de L’esorcista o la sottogliezza di The French Connection, si rimarrà a bocca aperta, trascinati dritti verso l’esplosione, cruda, ruspante, anche se rappresentata da un killer signorile e sempre ingelatinato.

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  • Anno: 2011
  • Durata: 103'
  • Distribuzione: Bolero Film, CG Entertainment
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: William Friedkin
  • Data di uscita: 11-October-2012