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Film da Vedere

‘Figli di un Dio minore’ con William Hurt Orso d’argento a Berlino

Randa Haines schiva il patetismo con un film sentimentale girato con garbo, con spunti di riflessione non banali e un finale davvero toccante. Marlee Matlin, all'esordio, vince subito l'Oscar e la simpatia del pubblico. Il film ha conquistato l'Orso d'Argento a Berlino nel 1986

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Figli di un Dio minore (Children of a Lesser God), é un film di Randa Haines del 1986. È basato sull’opera teatrale del 1980 Children of a Lesser God di Mark Medoff. Il film ha conquistato l’Orso d’Argento a Berlino del 1986.

Figli di un dio minore la trama

James Leeds, un giovane insegnante specializzato nel recupero di ragazzi sordomuti, arriva in un’istituto gestito in maniera tradizionale. Sulle prime i suoi metodi piuttosto disinvolti sconcertano il preside, ma conquistano subito la simpatia dei ragazzi. Nell’istituto vive anche Sarah Norman, che sembra refrattaria a ogni disciplina di apprendimento. Sarah e James si innamorano, ma il loro rapporto non è facile.

La recensione

La regista schiva il patetismo, anche se non riesce a riprodurre la cattiveria del testo teatrale a cui s’ispira. Marlee Matlin, all’esordio, vince subito l’Oscar, e si notano la simpatia del pubblico e l’amore con William Hurt; il loro matrimonio però non è durato a lungo.

Il film vinse anche l’Orso d’Aphilip boscorgento a Berlino.  Riscosse un buon successo all’epoca. Fu girato con una sensibilità femminile che non manca di produrre esiti interessanti, però rimane un pò troppo vincolato alla storia d’amore, senza approfondire del tutto il discorso relativo alla condizione dei ragazzi sordomuti, che resta un pò sullo sfondo come una cornice. La Matlin recita praticamente per tutto il film utilizzando soltanto il linguaggio dei segni ed è davvero molto espressiva, ma fu piuttosto arbitraria la scelta di far “tradurre” il suo linguaggio dal personaggio di Hurt, che ripete le frasi praticamente a se stesso: la scelta dei sottotitoli, in questo caso, poteva essere più efficace. Comunque, gli attori nel complesso meritano un plauso sincero per l’impegno nel caratterizzare i rispettivi personaggi, dal “sensibile” Hurt alla sofferta Matlin a Piper Laurie, molto incisiva nel ruolo della madre pur comparendo in poche scene. Nel complesso, un film sentimentale girato con garbo, con spunti di riflessione non banali e un finale davvero toccante.

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  • Anno: 1986
  • Durata: 118'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Randa Haines