70 Festival di Cannes: Wonderstruck di Todd Haynes con Julianne Moore e Michelle Williams (Concorso)

  • Anno: 2017
  • Durata: 120'
  • Genere: Avventura
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Todd Haynes

Apprezzato a Cannes appena due anni fa con Carol, una storia d’amore scandalo tra Cate Blanchett Rooney Mara, Todd Haynes ritorna in concorso sulla croisette con Wonderstruck, un film ispirato al romanzo di Brian Selznick e ambientato in due periodi storici diversi che ha per protagonisti due bambini.

Il lavoro di Selznick, autore di The Invention of Hugo Cabret che nel 2011 arriva al cinema con il titolo di Hugo Cabret per mano di Martin Scorsese, offre spunti nuovi al regista statunitense avvezzo a trattare tematiche scomode (l’omosessualità, la discriminazione razziale, la differenza di classe) in film in costume. Julianne Moore, già protagonista di Lontano dal Paradiso con cui Haynes rivisita in chiave moderna il melodramma degli anni ’50 di Douglas Sirk (All That Heaven Allows fra tutti), ritorna a lavorare con il regista ma questa volta non nel ruolo principale.

Due bambini, Rose (Millicent Simmonds) e Ben (Oakes Fegley), sono i protagonisti delle due storie che si dipanano su linee simmetriche e in momenti temporali diversi, rispettivamente nel 1927 e nel 1977. In Wonderstruck il sonoro – e la sua assenza – è elemento trattato al pari delle immagini: la fuga verso New York di Rose, bambina sordomuta con una forte fascinazione per il cinema muto e le sue stelle, lascia casa e inizia un percorso di auto-conoscimento e determinazione spinta dall’ossessione per l’attrice Lillian Mayhew (Julianne Moore).

Ben, dopo un incidente che gli ha portato via la madre (Michelle Williams), trova un indizio sul padre mai conosciuto che lo porta a New York, avventura che inizia con la perdita dell’udito a causa di un fulmine. Il cinema – muto e in bianco e nero – nel cinema identifica temporalmente l’avventura di Rose, che Haynes prolunga nella realtà fittizia del film con il linguaggio dei segni di Rose e la scrittura di Ben. Interessante sovrapposizione tra finzione e finzione nella finzione che Haynes estende alla realtà scegliendo un’attrice non udente per il ruolo di Rose. Le note di Space Oddity di David Bowie, invece, oltre ad accompagnare la breve interpretazione della Williams, sono una guida temporale alla vita e fuga di Ben, accompagnata da scelte registiche pregevoli come lo stupore dei suoi occhi alla vista di New York per la prima volta o l’uso del New York Panorama realizzato nel 1964 e custodito nel museo di Queens per annodare la sua storia con quella di Rose.70 festival di cannes

Gli spazi nel cinema di Haynes sono senz’altro elementi di fascinazione, oltre ad essere emblematici al disvelamento. L’American Museum of Natural History è teatro d’azione e ulteriore connettore tra Ben e Rose, luogo d’accoglienza e incontro con alleati e con se stessi, con le proprie paure e radici.

Francesca Vantaggiato

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