Stasera alle 21,05 su Rai Storia L’insostenibile leggerezza dell’essere di Philip Kaufman

  • Anno: 1988
  • Durata: 173'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Philip Kaufman

L’insostenibile leggerezza dell’essere (The Unbearable Lightness of Being) è un film del 1988 diretto dal regista Philip Kaufman, liberamente tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore ceco Milan Kundera. Ambientato nel 1968 a Praga, nell’allora Cecoslovacchia, il film racconta la vita e le vicende degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi durante la cosiddetta Primavera di Praga, interrotta dall’invasione sovietica col proposito di “correggere fraternamente il deviazionismo” dalla buona strada socialista che aveva contagiato l’intera nazione.

Nel 1968 a Praga, Tomas, un brillante neurochirurgo oltre che donnaiolo impenitente, ha sposato Tereza, una dolce e modesta cameriera di paese, incapace di adattarsi ai suoi tradimenti. Nella notte in cui ha deciso di fuggire da lui, arrivano a Praga i carri armati sovietici. Tereza inizia a fotografare scene ed episodi: per aver consegnato un rotolo di negativo a dei turisti olandesi avrà noie con la polizia; anche Tomas, da tempo in odore di intellettuale frondista con velleità letterarie, dovrà vedersela con le Autorità. I due, riusciti ad allontanarsi in automobile saranno esuli a Ginevra, dove li ha preceduti Sabina, una ex innamorata di Tomas e amante del ginevrino Franz. Le due donne si conoscono da molto tempo e, malgrado la presenza del chirurgo, in fondo si vogliono bene. Tomas ha trovato lavoro come medico: il giorno in cui Tereza gli lascia un biglietto per dirgli che è stanca e se ne torna a Praga, egli decide di rimpatriare, poiché tutto sommato è lei che ama. A tutti e due sono stati ritirati alla frontiera i passaporti. Ora l’atmosfera è tetra, la repressione è cominciata. Tomas rifiuta di firmare una ritrattazione per quei suoi vecchi scritti letterari e finirà con il perdere il posto all’ospedale. I due coniugi riparano in campagna, dove un contadino, che fu testimone alle loro nozze, li accoglie cordialmente. Una notte, dopo un’allegra festicciola in una locanda del paese, rientrando nella loro casa immersa nel bosco, in un incidente di macchina Tomas e Tereza perdono la vita. Sabina, che mai ha voluto cedere all’ideologia comunista, né rientrare in Patria, apprenderà la notizia negli Stati Uniti, dove è emigrata e vive ormai sola.

Come trasporre in immagini una storia tutto sommato poco cinematografica, dalla narrazione colloquiale e filosofica al contempo, evitando sia la pedanteria della riproduzione pedissequa che la rivisitazione eccessiva di un testo sacro? Philip Kaufman si approccia al romanzo con rispetto (non si può stravolgere Kundera) ma anche con realismo e sembra voler attualizzare in qualche modo i grandi adattamenti letterari alla David Lean (qualche eco alla Dottor Zivago c’è, specie nelle parti storico-politiche), pure nella chilometrica e densa durata che dilata intenzionalmente l’azione quasi per connotarla di elementi mitici o epici. In primo piano c’è naturalmente il triangolo amoroso che lega l’emblematico e libertino chirurgo Tomas (perfetto Daniel Day Lewis) alla pittrice Sabina (Lena Olin) e all’aspirante fotografa Tereza (Juliette Binoche): lui sposerà la seconda, nonostante continui a mantenere un rapporto con la prima, la quale dal canto suo si unisce al professore Franz.

Il film è una produzione statunitense, ma il cast è europeo e le riprese sono state effettuate in Francia. Le scene dell’invasione dei carri armati sono un montaggio di materiale di repertorio, alternato a scene girate a Lione. Il film ebbe un discreto successo in Nord America e molto seguito e grande popolarità in Europa. Kundera considera i suoi romanzi poco adatti ad essere trasposti in pellicole; a suo parere, essi perdono le loro qualità essenziali nel processo, lasciando il compito di produrre un qualche mistero soltanto alle storie collaterali e/o accessorie. Comunque, sembra che Kundera sia stato un consulente attivo (anche se non menzionato) durante la produzione del film. In effetti, la poesia che Tomáš bisbiglia all’orecchio di Tereza, mentre essa rimane addormentata venne scritta da lui stesso specificamente per il film.

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Utlima modifica: 4 Dicembre, 2016



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