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The yes men fix the world (Tekfestival 2010)

“Gli ‘Yes men’ sono due geniali guitti che, da anni, portano avanti una battaglia contro gli abusi e i profitti illeciti delle multinazionali statunitensi”.

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TheYesManFixTheWorld

Andy Bichlbaum e Mike Bonanno sono gli “Yes men”, due geniali guitti che da anni portano avanti una battaglia, a suon di beffe, contro gli abusi e i profitti illeciti delle multinazionali statunitensi.

Presentato nella sezione ‘Eventi Speciali’ del Tekfestival 2010, The yes men fix the world è un divertentissimo e, al tempo stesso, inquietante documentario, in cui assistiamo alle spassose gesta di due super attivisti che, per condurre la loro crociata contro il liberismo selvaggio, hanno escogitato una strategia originalissima: travestendosi da capitani d’industria, e creando falsi siti web di importantissime corporation, Andy e Mike si sono infiltrati nelle fortezze dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, di Exxon, Mobil, Dow Chemical, Mc Donalds e Halliburton,  contrabbandando storie su cosa accade dietro le quinte del mondo degli affari.

Si comincia con la Dow Chemical, per denunciare il disastro ecologico causato a Bhopal, in India, dove cinquemila persone hanno perso la vita, e altre migliaia hanno subito danni permanenti alla salute. Dopo aver creato un falso sito, ed essere stato contattato niente meno che dalla BBC per un’intervista, Andy si spaccia per amministratore delegato della nota casa di prodotti chimici e annuncia in diretta mondiale, davanti a trecento milioni di telespettatori, l’intenzione di destinare dodici miliardi di dollari per il risarcimento delle vittime in India. Subito dopo la comunicazione, la Dow subisce una flessione in borsa di tre punti.

Si continua con i disastrosi effetti dell’uragano Katrina a New Orleans, dove la ricostruzione è stata completamente affidata all’iniziativa privata che, fino ad oggi, non ha fatto alcunché di consistente per ridare alloggi e speranze alle persone. Gli “Yes men”, stavolta, volendo denunciare l’inerzia del governo, si presentano in veste di funzionari di stato, proclamando in una conferenza la decisone di non voler abbattere le case popolari rimaste in piedi dopo l’urugano, dato che, in precedenza, ne era stato prevista la demolizione, per agevolare i guadagni di disinvolti speculatori edili.

Per finire, un tocco di poesia: Andy e Mike, avvalendosi dell’aiuto di un folto gruppo di sostenitori, pubblicano, in centomila copie, una versione alternativa del ‘New York Times’, in cui si annuncia il ritiro delle truppe dall’Iraq e l’intenzione del governo di investire una cospicua somma nello sviluppo delle energie alternative. Le persone cui viene distribuito il giornale leggono incredule.

La fine della guerra e una politica finalmente ambientalista: un sogno davvero.

Aspettiamo le nuove gesta degli ‘Yes men” che, siamo sicuri, non tarderanno a ripresentarsi, e all’esanime alfiere dell’ordine imperiale (USA) consigliamo di dotarsi di un’abbondante dose di buon senso.

Luca Biscontini

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