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IN SALA

AMY – La tormentata storia della Winehouse al cinema ancora per due giorni

Dopo la première di Cannes, AMY è arrivato in Italia distribuito da Nexo Digital e Good Films il 15 settembre, e sarà ancora in sala oggi 16 e domani 17 settembre, per celebrare quello che sarebbe stato il compleanno della cantante, nata il 14 settembre del 1983. Guarda il trailer

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“Questo è un film su una persona che desidera amore e non sempre ne riceve.  AMY è un film sull’amore” (Asif Kapadia).

Due anni dopo l’uscita nelle sale di SENNA, il regista inglese Asif Kapadia – affiancato da James Gay-Rees (producer) e da Chris King (editor) – torna a raccontare la storia di un’icona assoluta dei nostri tempi.

Presentato Fuori Concorso al 68° Festival di Cannes, AMY – The girl behind the name è il film dedicato alla tormentata voce di Back to black, Amy Winehouse, e include immagini e filmati d’archivio inediti sull’intensa e carismatica artista, scomparsa nel 2011 a soli 27 anni per cause ancora non completamente accertate. AMY restituisce così aspetti meno noti della vita della cantante, tutti raccontati attraverso le sue stesse parole e la sua musica. Dopo la première di Cannes, AMY è arrivato in Italia distribuito da Nexo Digital e Good Films il 15 settembre, e sarà ancora in sala oggi 16 e domani 17 settembre, per celebrare quello che sarebbe stato il compleanno della cantante, nata il 14 settembre del 1983. (Elenco sale su www.nexodigital.it)

Il regista Asif Kapadia, già vincitore del BAFTA con Senna (il film dedicato al celebre pilota di Formula Uno), ha dichiarato “E’ successo qualcosa con Amy Winehouse. E io volevo capire come questo qualcosa potesse essere accaduto proprio davanti ai nostri occhi. Come può una persona morire così al giorno d’oggi? Non si è trattato di un episodio improvviso: in qualche modo sapevamo che sarebbe potuto accadere perché Amy stava percorrendo quella strada”.

Per realizzare il suo film Kapadia è partito dall’intuizione che potessero essere proprio le canzoni di Amy a creare la trama narrativa del suo lavoro. Del resto i testi della Winehouse erano sempre estremamente personali. Amy usava la scrittura in forma catartica, quasi fosse una terapia attraverso cui elaborare le emozioni più difficili. Continua Kapadia “Tutto quello che dovevamo fare era svelare quei testi. Questa per me è stata la vera rivelazione: la scrittura di Amy. Tutti sanno come cantava, ma forse solo pochi si rendono conto di quanto scrivesse bene. Ha scritto testi e musica: tutto era suo”

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