Ogni maledetto Cinepanettone

 

In tempi di vacche grasse come in tempi di vacche magre, una certezza c’è: l’uscita puntuale del cinepanettone prima del 25 dicembre. Un prodotto “usa e getta”, confezionato per essere consumato nei giorni in cui la gente ha più tempo libero e voglia di regalarsi un pomeriggio o una serata da trascorrere al cinema.

Se non viene rispettata la tradizione dei canditi all’arancio e al cedro, che simboleggiano rispettivamente amore e salute, in compenso i cinepanettoni devono essere ricolmi di uvetta porta-soldi, visto che al botteghino hanno registrato duecento milioni di euro solo nei primi dieci anni del terzo millennio.

Parliamo quindi di un fenomeno che, spesso più apprezzato dal pubblico che dalla critica e con i suoi alti e bassi, è entrato comunque (di prepotenza?) a far parte da oltre tre decenni dell’attuale panorama cinematografico tricolore; ed è per questo che abbiamo deciso di pubblicare questo piccolo vademecum compilato da Francesco Lomuscio, che ha selezionato e recensito l’epopea Filmauro dei titoli “natalizi” italiani.

Buona (in)digestione!

 

 



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