Il Rome International Documentary Festival (RIDF) 2026 annuncia quella che rischia di essere la sua ultima edizione.
Senza un reale sostegno economico alle iniziative culturali indipendenti, quale futuro può avere la cultura nel nostro Paese? Dopo quattro edizioni che hanno contribuito a fare di Roma un punto di riferimento internazionale per il cinema documentario, il Rome International Documentary Festival (RIDF) potrebbe essere costretto a interrompere il proprio percorso per l’assenza di un adeguato sostegno economico da parte delle istituzioni.
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La qualità del RIDF
In questi anni il festival ha ospitato alcuni dei più importanti protagonisti del documentario internazionale, proponendo una selezione cinematografica di altissimo livello. Un dato testimonia la qualità del lavoro svolto: i film di apertura delle ultime tre edizioni sono stati successivamente premiati con l’Oscar come Miglior Documentario.
Il RIDF ha inoltre registrato una crescita costante del pubblico ed è diventato un luogo di formazione per centinaia di giovani, attraverso masterclass, incontri e laboratori realizzati insieme alle università romane, contribuendo alla nascita di nuove professionalità nel settore audiovisivo. Nonostante questi risultati, il festival non ha mai ricevuto un sostegno economico proporzionato al proprio valore culturale.
Perché il Rome International Documentary Festival rischia di chiudere
L’assessorato alla Cultura del Comune di Roma ha concesso il patrocinio senza un contributo economico, il Ministero della Cultura ha destinato nelle ultime due edizioni un finanziamento di soli 10.000 euro, mentre la Regione Lazio semplicemente ha respinto la richiesta di sostegno per “mancanza di fondi”. Non è possibile costruire e consolidare un progetto culturale di questa portata contando quasi esclusivamente sul lavoro volontario, sul sostegno di poche fondazioni private, sulla passione degli organizzatori e sulla disponibilità di partner e collaboratori.
La chiusura del RIDF non sarebbe il risultato della mancanza di pubblico o della scarsa qualità della proposta culturale, sarebbe la conseguenza dell’incapacità delle istituzioni pubbliche di riconoscere e sostenere progetti che hanno dimostrato concretamente il proprio valore.
RIDF 2026 sarà comunque realizzata
Con questo annuncio il festival rivolge dunque un appello al Governo, al Ministero della Cultura, al Comune di Roma, alla Regione Lazio e a tutte le istituzioni affinché si apra una riflessione sul futuro delle iniziative culturali indipendenti come la nostra. Se anche un festival che ha dimostrato qualità, visione internazionale, capacità di formare nuove generazioni e di conquistare il proprio pubblico fosse costretto a chiudere, allora il problema non riguarderebbe soltanto il RIDF, riguarderebbe il modello con cui questo Paese sceglie di sostenere la cultura.
L’edizione 2026 potrebbe essere quindi l’ultima del Rome International Documentary Festival ma sarà realizzata comunque con la stessa ambizione e lo stesso livello qualitativo che hanno contraddistinto tutte le edizioni precedenti. C’è ancora il tempo per invertire questa rotta. Se le istituzioni sceglieranno di investire realmente in questo progetto, il RIDF è pronto a continuare il proprio percorso e a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo culturale. La cultura non si difende con le parole. Si difende scegliendo di sostenerla.