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‘La mano di Dante’, alla (fallimentare) ricerca del divino

Quello che avrebbe voluto essere un film monumentale su arte, vita e fede nelle mani di Julian Schnabel si trasforma in un pasticcio folle e confusionario dove a colpire è soprattutto l'ambizione smodata del suo autore

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Presentato fuori concorso a Venezia 82 e ora disponibile su Netflix, La mano di Dante (In the Hand of Dante) è l’ultima fatica del regista statunitense Julian Schnabel (Lo scafandro e la farfalla, Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità). Un progetto ambizioso, fuori norma e formato, che sfida qualsiasi buon gusto e buon senso mettendo in scena un bizzarro thriller esistenziale ambientato tra due mondi e due epoche differenti.

Tratto dall’omonimo romanzo di Nick Tosches, il film segue infatti uno scrittore (Oscar Isaac) alla ricerca del manoscritto originale della ‘Commedia’, mischiando la sua storia a quella di Dante stesso (sempre Isaac), in uno scombinato e improbabile gioco di rimandi tra arte e vita, fede e peccato. Un anti-biopic dove la cura formale (l’uso del bianco e nero per il presente, dei colori per il passato) e il cast stellare (da Gal Gadot a Jason Momoa, da John Malkovich ad Al Pacino, passando per Gerard Butler e Martin Scorsese) non fanno che rendere più straniante un film che, come il suo autore, pare aver perso qualsiasi senso della misura.

È stata la mano di Dante

2001. New York. Lo scrittore Nick Tosches (Oscar Isaac), da anni ossessionato dalla ‘Divina Commedia’, viene incaricato dal boss mafioso Joe Black (John Malkovich) di recuperare, in Italia, il presunto e inestimabile manoscritto originale del capolavoro di Dante. Accompagnato dal sicario Louie (Gerard Butler), Nick finirà così per essere coinvolto in una lunga serie di delitti mentre, nella sua mente, cominceranno a emergere i ricordi di una vita passata, legata proprio a quella del Sommo Poeta.

Un film a suo modo unico

Chissà se, quando nel 2008, si cominciò a parlare per la prima volta di un adattamento de La mano di Dante con Johnny Depp come protagonista, qualcuno avrebbe mai immaginato che quel film, dopo essere passato nelle mani di Schnabel per poi restare fermo più di un decennio, sarebbe diventato, oggi, qualcosa anche solo lontanamente simile a questo adattamento targato Netflix.

Perché l’ultima fatica del regista di Miral è qualcosa che difficilmente si può trovare nell’offerta media di qualsiasi piattaforma. Un guazzabuglio di generi, situazioni e sotto trame che si accumulano alla rinfusa (c’è spazio per qualsiasi cosa: dalla reincarnazione al delitto Sindona, dalla Torah al gangster movie). Un insieme di personaggi improbabili e sopra le righe, monologhi su Dio e sull’amore, che finisce per fare di questo film folle quasi una involontaria parodia di sé stesso.

Puntare (troppo) in alto

Non c’è nulla, non una scena, in La mano di Dante, che non sembri infatti appesantita da qualcos’altro, da un sovraccarico di senso, da un accumulo di intuizioni anche interessanti ma che nel film finiscono per ammassarsi senza criterio, seguendo la logica di un’opera accecata dalla sua stessa ambizione e sempre a un passo dal ridicolo (i villain macchiettistici interpretati da Momoa e Sabrina Impacciatore, il romanticismo stucchevole della coppia di innamorati reincarnati, quasi una goffa versione del Dracula coppoliano).

È così che, tra omicidi efferati, inserti storici, umorismo macabro e personaggi tormentati va in scena l’epopea derivativa e manieristica di un personaggio scisso tra fede e peccato, passato e presente. Un individuo ossessionato da un divino sempre e comunque precluso all’uomo ma che l’arte, nelle sue forme più alte (come la ‘Commedia’, appunto), vorrebbe almeno toccare. È questo, in fondo, il punto de La mano di Dante. La tensione verso un Altrove che il film però non sa raccontare se non attraverso tutto l’armamentario del già visto, tra soluzioni stucchevoli (la corrispondenza tra amore divino e amore romantico) e un senso del racconto (e del cinema) quasi inesistente.

La mano di Dante

  • Anno: 2025
  • Durata: 153 minuti
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Sentimentale, storico, gangster
  • Nazionalita: USA, Italia
  • Regia: Julian Schnabel
  • Data di uscita: 24-June-2026