Connect with us

Magazine

Cinema da brivido: i dieci film più avvincenti di sempre

I pesi massimi della suspense

Pubblicato

il

La suspense è la forma d’arte cinematografica più antica e democratica: non richiede gusti particolari, né una conoscenza approfondita del genere, né pazienza per i film che si sviluppano lentamente o sensibilità da cinema d’autore. Richiede solo un battito cardiaco.

I dieci film che seguono rappresentano l’apice del genere in sette decenni, raggruppati per epoca, uniti da un’unica, irriducibile qualità: l’insopportabile, squisita, a tratti nauseante sensazione di non sapere cosa succederà dopo.

Gli anni ’50: dove tutto ebbe inizio

Il salario della paura (1953)

Il capolavoro di Henri-Georges Clouzot, un’opera di lenta e crescente angoscia, segue le vicende di quattro uomini disperati ingaggiati per guidare due camion carichi di nitroglicerina lungo le insidiose strade di montagna del Sud America.

Ogni sobbalzo, ogni svolta sbagliata, potrebbe porre fine a tutto. Clouzot trae la tensione dal paesaggio stesso: ogni roccia, ogni buca diventa una minaccia esistenziale. Questa è la suspense nella sua forma più pura e fisica.

Gli anni ’60: il maestro all’opera

Psycho (1960)

Psycho - colpo di scena

Il trucco più audace di Hitchcock fu quello di uccidere il suo protagonista dopo quarantacinque minuti. Da quella scena della doccia in poi, Psycho mantiene lo spettatore in uno stato di profondo disorientamento, incerto su chi seguire, di chi fidarsi, chi potrebbe essere la prossima vittima.

Norman Bates rimane il personaggio più inquietante della storia del cinema. A cinquant’anni di distanza, il film non ha perso un briciolo della sua forza.

Gli anni ’90: l’ossessione come terrore

Misery (1990)

L’incubo claustrofobico di Stephen King, diretto da Rob Reiner, riduce la suspense all’essenziale: due persone in una casa isolata dalla neve. Uno scrittore di successo, una gamba rotta e la sua autoproclamata “fan numero uno”.

Annie Wilkes è uno dei personaggi più terrificanti mai portati sul grande schermo proprio perché la sua minaccia è intima, domestica e assolutamente plausibile. Kathy Bates si è meritata appieno quell’Oscar.

Gli anni 2000: un decennio d’oro per l’angoscia

Non è un paese per vecchi (2007)

L’adattamento dei fratelli Coen del romanzo di Cormac McCarthy ci presenta Anton Chigurh: un assassino che agisce con la calma e la logica metodica della legge naturale.

Il rifiuto del film di risolversi in modo convenzionale – la sua determinazione a lasciare le cose in sospeso, i destini incerti – è la fonte stessa del suo terrificante potere. Il male, suggerisce, non ha bisogno di un finale.

Zodiac (2007)

L’epopea procedurale di David Fincher sulla caccia al vero Zodiac Killer è un film sull’ossessione che divora le persone vive. L’assassino non viene mai catturato; il caso non viene mai chiuso.

Ciò che lo rende insopportabile non è la violenza, ma la spalancata assenza di una risoluzione: un mistero che sopravvive a carriere, matrimoni e sanità mentale. La cosa più spaventosa del film è il silenzio dopo che gli indizi si esauriscono.

The Departed – Il bene e il male (2006)

The Departed Martin Scorsese

L’epopea criminale di Scorsese ambientata a Boston è una lezione magistrale di paranoia costante. Un poliziotto sotto copertura nella mafia, un mafioso sotto copertura nella polizia: due uomini che cercano freneticamente di scoprire l’identità dell’altro mentre il tempo e la fiducia si esauriscono.

Ogni scena sembra una miccia accesa. La domanda non è mai se esploderà, ma solo quando.

Bastardi senza gloria (2009)

Il thriller revisionista di Tarantino sulla Seconda Guerra Mondiale si sviluppa attraverso scene elaborate di minaccia sociale. Un bicchiere di latte. Una partita a carte in cantina. Un cinema in fiamme.

Il genio del film sta nell’uso strumentale dei dialoghi: ogni conversazione sembra un duello, ogni convenevole un potenziale detonatore.

Gli anni 2010: Nuovi maestri dell’inquietudine

Whiplash (2014)

La guida ai film dove la musica è protagonista: con il ritmo di "Whiplash" il rock di "Bohemian Rhapsody", il groove di "The Blues Brothers".

Damien Chazelle reinterpreta il conservatorio di musica come una zona di guerra. Un giovane batterista e il suo direttore d’orchestra si impegnano in una battaglia psicologica di volontà che si intensifica, passando da un confronto violento a una situazione di reale pericolo.

La sequenza finale dell’esibizione è tra i momenti più tesi e carichi di tensione visti di recente al cinema, e non viene sparato un solo colpo.

Parasite (2019)

Il film vincitore della Palma d’Oro di Bong Joon-ho cela la suspense all’interno di una satira sociale. Una povera famiglia di Seoul si infiltra in una casa ricca, e poi qualcosa di inaspettato accade nel seminterrato.

Parasite è un film di botole: proprio quando pensi di aver capito il genere che stai guardando, il pavimento cede.

Uncut Gems (2019)

uncut gems

L’urlo di ansia dei fratelli Safdie segue un gioielliere newyorkese ossessionato dai debiti, da decisioni ancora peggiori e da una scommessa che potrebbe salvarlo o distruggerlo.

Uncut Gems è più un attacco di panico a ritmo di musica che un film: implacabile, estenuante e impossibile da ignorare.

I pesi massimi della suspense

Da un camion carico di nitroglicerina che si fa strada tra le montagne sudamericane nel 1953 a un orologio tempestato di diamanti che tintinna in una gioielleria di New York nel 2019, la suspense è sempre stata l’emozione più autentica del cinema: quella che non si può simulare, non si può razionalizzare e non si può ignorare. Trascende gusti e cultura e arriva direttamente al sistema nervoso.

Ciò che accomuna tutti i film di questa lista, attraverso decenni, continenti e stili diversissimi, è un regista che ha capito che la cosa più potente che si possa fare a un pubblico è fargli provare un’attrazione disperata per qualcosa e poi farlo aspettare. Questi dieci film fanno esattamente questo, e lo fanno meglio di quasi qualsiasi altra cosa il mezzo abbia mai prodotto. Guardateli al buio.

 

Fonte: Collider