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‘Gary’ , l’antipasto nostalgico in attesa della fine

A sorpresa viene rilasciato l’episodio speciale di ‘The Bear’ ad un mese esatto dalla stagione conclusiva. Un prequel che non aggiunge niente ad eccezione del suo colpo di scena finale

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Gary

È ormai noto che The Bear, l’iconica serie Hulu/Disney+ sulle ambizioni (e i disastri) culinarie della famiglia Berzatto, arriverà a conclusione quest’estate con un’attesissima quinta stagione. Per l’occasione il dramedy è stato anticipato da un episodio speciale dal titolo Gary che vede Richie e Michael in un prequel road movie esistenziale e caotico nel segno del tradizionale The Bear. Ebon Moss-Bachrach e Jon Bernthal, protagonisti dello speciale, hanno curato la sceneggiatura mentre la regia è sempre affidata a Christopher Storer creatore della serie d’origine. Nel cast oltre a “Michael” e “Richie” anche Gillian Jacobs e Marin Ireland.

Scena tratta da Gary

Gary , andata e ritorno     

                                                                       Richie (Ebon Moss-Bachrach) e Michael (Jon Bernthal) arrivano a Gary, Indiana, per svolgere un lavoro per conto dello Zio Jimmy con umori diversi; Michael ha un atteggiamento scontroso e sbrigativo, mentre Richie è euforico e impaziente di tornare a casa perché sua moglie Tiff (Gillian Jacobs) è in attesa di partorire. Nel tragitto, in una delle loro soste, i due si aggregano in un bar ad una comitiva di viaggiatori come loro; Michael istaura un rapporto semi-sentimentale con una donna chiamata Sherri (Marin Ireland), invece Richie è sempre più il centro del caos e del divertimento. I due “cugini” mostrano il lato più emotivo ma anche conflittuale del loro rapporto, in un episodio pieno di crepe e nostalgia.

Gary , un viaggio che è soprattutto interiore

In Gary, inaspettato antipasto di The Bear 5, non succede quasi nulla di così interessante almeno a livello di narrazione e composizione dei personaggi. Quello che fa invece questo episodio speciale è sussurrare all’emotività dei due protagonisti, il fratello suicida di Carmy e il “cugino” sempre bastian contrario dello chef , e quindi anche al cuore dello spettatore. Gary è in primis un’operazione furba, messa lì come attesa del gran finale di serie.

Lo vediamo anche dalla composizione di questo mini film: calma piatta per la maggior parte della storia, poi improvviso scossone tra Micky e Richie, e colpo di scena sul personaggio di Moss-Bachrach. Tutto è servito per tenere alta l’attesa sulla fine di una delle serie che più ha influenzato la critica e il pubblico non solo americano. Eppure anche in questa operazione argutamente pensata a tavolino da Hulu e Disney, si possono riscontrare delle caratteristiche che inquadrano comunque Gary come un prodotto non totalmente da buttare.

Gary

Un episodio ponte tra i due “cugini”

Uno dei punti cruciali di questo antipasto è puntare tutto sulla coppia Moss-Bachrach/Bernthal, visti poche volte in The Bear se non in qualche spezzone prequel. I due, inseriti in un contesto diverso, in un episodio che è autoconclusivo ma di molto slegato dalla serie madre, che è un road movie ma funziona come un film da camera o d’atmosfera, vengono amalgamati bene in questo massiccio plot interiore di cui si occupa Gary.

Mikey e Richie fanno diverse soste, nelle quali la più permanente per l’economia dell’episodio è la scena del bar che si trasforma in un festino a base di alcol e battutacce goliardiche; uno spazio materiale fondamentale ai due personaggi nell’aprirsi l’uno verso l’altro, permettendo così allo spettatore di capire qualcosa di più di due personaggi molto amati, e rendere finalmente l’universo di The Bear  visibilmente empatico. Non che la serie cult d’origine non lo fosse e non lo sia, ma la “gang” di Carmy ha sempre avuto una certa difficoltà a manifestare i propri sentimenti, non riuscendo quasi mai ad uscire, ad eccezione della quarta stagione, da una continua e senza uscita prigione sentimentale. Questo è un merito indubbio di Gary, rendere i protagonisti finalmente fragili, e non solo apparentemente, ma complessi e sfaccettati in modo quasi realistico.

La pausa anti caos da The Bear

Un secondo punto estremamente interessante dell’episodio speciale, è il conflitto tra i due “cugini”; uno scontro che non appare subito, in un percorso senza eccezionali scossoni per la maggior parte dei quasi sessanta minuti dello speciale. Gary sembra essere volutamente condizionato della strana calma del personaggio di Mikey. Se in The Bear  il suo fantasma ricompariva in precisi flashback con una rappresentazione burbera e a molti tratti tossica, nell’episodio speciale assistiamo ad un Michael mai visto. Il suo personaggio è introspettivo quasi timido, oscurato dall’adrenalinica personalità dell’amico Richie e anche per questo invogliato, attraverso l’incontro nel bar col personaggio di Sherri, ad aprirsi in qualche modo alla vita, alle sue problematiche interiori e alla propria fragilità mentale. Un cortocircuito interiore che trova il suo apice nel pre finale di Gary dove Michael ritorna Mikey distruggendo tutta l’atmosfera di pacificazione che il viaggio in Indiana aveva creato.

Gary

Cosa non convince di Gary?

Il pro è sicuramente aver mostrato due personaggi finalmente sentimentalmente rilavanti e legati al cambio di rotta inserito da Storer nella quarta stagione di The Bear. Il grande contro, però, di Gary è non aggiungere davvero nulla alla serie madre. Non che dovesse farlo, ma ci si sarebbe aspettato da uno speciale su una serie cult una dinamicità e autonomia molto maggiore. In questo Gary assomiglia molto ai due episodi speciali natalizi di Euphoria in attesa della seconda stagione, due sequel series che a parte delineare il caos emotivo dei personaggi non andavano a creare nulla di drammaturgicamente rilevante. È questo un po’ la grossa problematica di Gary, uno standalone ad uso e consumo della serie principale. E il cliffhanger finale sui destini di Richie risponde proprio all’esigenza da parte di Disney di creare un hype pre estivo sul finale di The Bear.

Gary

Gary, in un certo qual modo, esaudisce la nostra attesa e nostalgia su una delle serie più amate dal pubblico mondiale, The Bear, non aggiungendo poi molto al suo universo con un episodio speciale abbastanza anonimo. Si ha la sensazione che Gary più che un prequel autoconclusivo sia un’attenta operazione di marketing mediale per favorire il mondo d’origine di Carmy Berzatto. Bisognerà attendere giugno e The Bear 5  per capire quanto possa pesare o meno Gary sui destini del cult Disney.

Gary

  • Anno: 2026
  • Durata: 60'
  • Distribuzione: Disney+
  • Genere: dramedy
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Christopher Storer