‘Hopper – Il Segreto della Marmotta’: un film per tutta la famiglia
'Hopper - Il Segreto della Marmotta' arriva nei cinema italiani. Benjamin Mousquet dirige una storia avvincente ed emozionante assolutamente da non perdere
Notorious Pictures porta in sala un’altra avventura dell’intrepido Hopper, un’instancabile esploratore sempre in viaggio insieme ai suoi inseparabili compagni Abe e Meg. Nonostante l’esperienza del giovane con le spedizioni epiche alla scoperta di nuovi e affascinanti mondi, la sfida che dovrà affrontare in Hopper – Il Segreto della Marmotta si rivelerà più ardua del previsto.
In questo nuovo capitolo della sua vita avventurosa, Hopper scoprirà di non essere l’unico pollo-lepre esistente. In Hopper – Il Segreto della Marmotta, il nostro eroe conoscerà Gina, sua sorella, la quale gli rivelerà la storia dietro le sue origini. A seguito di questa rivelazione, Hopper sarà diviso tra la lealtà verso il suo padre adottivo e il desiderio di aiutare i suoi simili. Alla fine, Hopper si ritroverà a dover seguire il suo cuore e partire per un nuovo entusiasmante viaggio.
In Hopper – Il Segreto della Marmotta, lui e i suoi amici dovranno andare alla ricerca di un misterioso manufatto magico. Questo manufatto sarà in grado di salvare il popolo di Hopper da una terribile minaccia.
Hopper – Il Segreto della Marmotta: molto più che un film d’avventura
L’opera di Benjamin Mousquet affronta il suo genere di riferimento con freschezza ed ironia, dosando l’azione più sfrenata con momenti introspettivi che sviluppano le psicologie dei personaggi. L’animazione fluida e una regia sempre sul pezzo rendono Hopper – Il Segreto della Marmotta una gioia per gli occhi.
Questa sapiente messa in scena è arricchita da una finezza introspettiva che alza significativamente il livello dell’opera. Il messaggio di Hopper – Il Segreto della Marmotta è quanto mai importante per i giorni nostri, e il film riesce ad affrontarlo in modo ottimale.
La narrazioneè orchestrata in modo tale da non risultare mai pesante o scontata nello sviluppo della tesi che porta. L’accettazione di se stessi è un tema che ha trovato ampio spazio nella produzione audiovisiva contemporanea. Mai tuttavia, tralasciando qualche rara eccezione, c’è stato un così grande rispetto per il pubblico da parte di un team creativo.
Lo spettatore, infatti, non va al cinema per farsi fare la predica, ci va perché vuole emozionarsi. Il pubblico vuole immergersi in una storia che alla fine sia in grado di lasciare qualcosa nel cuore di chi l’ha vista.Hopper – il Segreto della Marmotta fa esattamente questo. Non spiega, non insegna, non fa la predica, ma emoziona nel profondo con la potenza e la forza evocativa della sua coinvolgente narrazione.
Una storia divisa fra presente e passato
La storia di Hopper – Il Segreto della Marmotta si sviluppa in un elaborato intreccio di presente e passato. Nel film, questi due momenti cosi distinti vengono raccontati con due diversi stili grafici. Soprassedendo sull’evidente accuratezza storica nell’affidare il passato a uno stile che ricorda il tradizionale disegno a mano, questa scelta da al film una marcia in più sul piano visivo. C’è una grande differenza rispetto a trovate più ibride, sperimentate, per esempio, in film come Troppo Cattivi. In quel caso l’animazione bidimensionale ha una natura più “di servizio”, poiché facilita la gestione di animazione complesse in uno spazio tridimensionale.
In Hopper – Il Segreto della Marmotta la pluralità stilistica è dovuta a una scelta interna alla dimensione narrativa della storia. La scelta di due stili distinti funziona ottimamente per rendere tangibile le sensazioni di distanza e di alterità che un momento lontano del passato suscita in chi lo rivive.
Hopper – Il Segreto della Marmotta: un buon uso dei dialoghi
Nel filmc’è anche spazio per il tema delle relazioni interpersonali. Questa seconda direttrice tematica viene brillantemente sviluppata durante il secondo atto, attraverso un acceso confronto dialogico fra gli attanti coinvolti.
Una gestione dialogica del conflitto, in questo caso, fa guadagnare punti alla coerenza interna della sceneggiatura di Hopper – Il Segreto della Marmotta. Questa strategia è stata adoperata per preparare gli schieramenti in vista del principale conflitto drammatico. Quando la storia giunge a quest’ultimo snodo, invece, adotta una gestione più propriamente cinematografica che vede l’azione come vettore principale dello sviluppo narrativo.
La sceneggiatura ha dimostrato di saper dosare le sue risorse in modo opportuno sulla base delle sue esigenze strutturali, in modo da mantenere l’esperienza serrata e coinvolgente sul piano ritmico e diegetico.
Hopper – Il Segreto della Marmotta: un grande film per tutti
L’opera di Benjamin Mousquet riesce complessivamente in una serie di intenti fra loro diversissimi. Hopper – Il Segreto della Marmotta sa essere un film d’animazione divertente, commovente, adrenalinico e profondo, e proprio per questa sua qualità saprà regalare un’esperienza indimenticabile a chi sceglierà di andare a vederlo al cinema.