Il cortometraggio non è un esercizio di stile né un prologo al “cinema dei grandi”, ma un’arte autonoma che a Bolzano trova un terreno di scontro e crescita unico. MASO – Short Film Training Programme, nato dalla sinergia tra IDM Film & Music Commission e il Bolzano Film Festival Bozen, si ripresenta con la forza di chi vuole scardinare la narrazione classica del settore. Mentre si apre ufficialmente il bando per la terza edizione che rimarrà attiva fino al 30 giugno 2026, gli Industry Days diventano il ring dove otto team internazionali hanno dato corpo a visioni che vanno ben oltre il semplice racconto. Vincenzo Bugno, direttore artistico del festival, ha definito chiaramente la missione:
“I film sono molto importanti come formato per la cultura e la storia del cinema. Non si tratta soltanto di preparazione per il futuro di un film più lungo. Dobbiamo considerare il film come un’arte indipendente, considerarne il profilo artistico e il potenziale narrativo”.
Il cuore pulsante di questa rivoluzione è stato il primo workshop svoltosi a novembre nel nord della Norvegia, presso il Film Camp Norway a Överbygd. Sette giorni immersi in un ambiente isolato che Enrico Vannucci, guida creativa di MASO, ha descritto come
“un posto perfetto dove abbiamo potuto concentrarci sulla creazione delle linee di storia, dei personaggi e delle idee come base per i film che saranno reali nel futuro”
In questo campus, i team hanno lavorato con i tutor Ivan Batratz ed Ela Shiznitsky per trasformare le intuizioni in sceneggiature tangibili, proseguendo poi lo sviluppo per quattro mesi fino all’approdo a Bolzano. Non è stata solo formazione, ma la costruzione di un vero “filmstandart” (o ecosistema cinematografico), dove il talento locale ha avuto l’accesso diretto all’arena internazionale, con due progetti su otto provenienti proprio dal territorio.
Uno sguardo sui singoli progetti di Maso #2
UNICORN CARRIER BAG (Austria)
Regia: Matteo Sanders | Autori e Produttori: Julia Haugeneder, Matteo Sanders
Cosa resta di una famiglia quando il trauma del passato viaggia seduto sul sedile posteriore? Julia Haugeneder e Matteo Sanders lanciano un “Pink Van” contro le pareti di vetro della storia austriaca, cercando di frantumare i silenzi ereditati dall’era nazista. Julia decide dunque di entrare nel vivo del dolore:
“Mi interessa come passiamo il trauma da una generazione all’altra semplicemente a causa dell’amore. Mia nonna è stata segnata dal nazismo, che l’ha resa una persona difficile; è una ferita tipica della nostra terra”
Il film vuole giocare con il simbolismo attraverso gli occhi di Eno, una bambina di sei anni:
“Eno vuole distruggere l’antelmo di Stefan, quell’orgoglio maschile che domina la casa senza essere presente, usando la paura dell’esclusione come arma di controllo”
Il team ora punta a partner distributivi pronti a scommettere su un’opera che trasforma la scultura in cinema radicale.
STILL (Italia)
Regia e Autore: Gabriele Fusaro | Produttore: Francesco Biscaglia
Può un parassita che divora i boschi essere lo specchio di una famiglia che non sa più toccarsi? Gabriele Fusaro porta lo spettatore nel cuore ferito dell’Alto Adige, dove il Bostrico diventa la scusa perfetta per non guardarsi. Gabriele rivendica un ritorno all’essenziale:
“Sento il bisogno di scappare nelle montagne, dove tutto è più onesto. Prima della logica deve esserci l’empatia”
Il dramma si sfoga nel rapporto tra un padre autoritario e i figli:
“Il padre Marco vuole solo tagliare ciò che è infetto, spingendo Emanuele a vedere il fratello minore come un problema da eliminare velocemente”
Francesco Biscaglia sta ora tessendo la rete locale per blindare la produzione, cercando partner tecnici che sappiano restituire la potenza visiva e disturbante di una natura che reclama giustizia.
CHERRIES (Grecia)
Regia: Alexandros Tsilifonis | Autrice: Anastasia Galerou Vlassi | Produttrice: Katerina Kaskanioti
In un’Atene distopica, Zoe e Sophia si muovono tra casse di ciliegie e speranze soffocate dal pragmatismo. Anastasia Galerou Vlassi attrice, oltre che sceneggiatrice, decide di mettere a nudo la pressione sociale che giace in questo universo:
“In Grecia ci spingono verso la sicurezza appena la vita morde. Cherries mostra come l’amore possa diventare controllo: Sophia vede il sogno di Zoe come un lusso pericoloso per la loro stabilità”
Alexandros Tsilifonis non concede sconti:
“Nulla è cambiato in dieci anni, ma la verità tra loro emerge violentemente durante una giornata di lavoro ordinario”
La produttrice Katerina Kaskanioti è ora alla ricerca di partner europei che vogliano investire in un cinema capace di trasformare la critica sociale in una tensione narrativa vibrante e necessaria.
HOW YOU TOUCH ME (Malesia/Singapore)
Regia: Mickey Lai | Produttrice: Sam Weishi Chua
In una cabina di pietra immersa nell’inverno, Mickey Lai mette in scena un cortocircuito emotivo tra un giovane cinese e un vecchio europeo. Mickey descrive un cinema fatto di incontri casuali, che a volte ci permettono di connettere come non mai:
“Non usano la lingua, comunicano attraverso il cibo, lo spazio, il silenzio. C’è una distanza enorme che però lentamente si sposta”
Il momento della verità è una richiesta di contatto che rompe ogni difesa:
“Quando Stefano chiede ‘Can you touch me?’, Dong ha paura del rifiuto, ma decide di restare, mostrando la sua vulnerabilità”
Sam Weishi Chua, forte di un co-produzione francese, cerca ora un partner italiano solido, specialmente in Alto Adige:
“Abbiamo bisogno di qualcuno che gestisca location e casting per girare il prossimo inverno; vogliamo un alleato che creda in questa nudità emotiva”
La sfida produttiva è ora trovare la giusta location in Alto Adige che possa simulare l’isolamento europeo cercato dalla regia, integrando maestranze locali in un team asiatico-francese.
ALHAMRAA (Germania/Siria)
Regia e Autore: Waref Abu Quba | Produttore: Khaled Homsi
Si può racchiudere un intero Paese nel fumo di una sigaretta o nel sapore di un frutto dimenticato? Waref Abu Quba usa il realismo magico per dare voce a un bambino che cerca di decifrare il dolore degli adulti in esilio. Waref scende nel dettaglio della memoria:
“Il concetto di patria si riduce a piccoli oggetti quotidiani. Scelgo gli occhi di un bambino perché sono loro a soffrire di più nel conflitto, assorbendo tutto senza poterlo spiegare”
Il produttore Khaled Homsi aggiunge una nota politica:
“Sognavo di fare un film sull’identità siriana oltre la guerra; oggi porsi queste domande è un atto vitale”
Il team sta ora assemblando la squadra per la post-produzione, cercando distributori coraggiosi che vogliano portare sullo schermo il trauma della perdita trattato con pura poesia visiva. Il progetto mescola riprese live-action con inserti di animazione per visualizzare i ricordi d’infanzia, creando un ponte visivo tra la Siria del passato e la Germania del presente.
LACKINGS – LE CARENZE (Italia/Norvegia)
Regia e Autrice: Federica Poiana | Produttore: Muhammad Hannan Hamza
Federica Poiana e Muhammad Hannan Hamza indagano il vuoto esistenziale di Andrea, un uomo che ha perso la capacità di essere presente per chi ama. Il film segue Andrea, un operaio talmente prosciugato dalla routine della fabbrica da non riuscire a offrire supporto alla nipote Lucia nel momento del suo primo, devastante, lutto amoroso. Andrea si ritrova a fissare il vuoto della sua esistenza, incapace di trovare le parole per consolarla perché la fabbrica gli ha sottratto anche il linguaggio dei sentimenti. Federica descrive così il collasso dei legami:
“Le carenze sono buchi neri affettivi. Andrea non riesce a sostenere la nipote Lucia nel suo momento di massimo dolore perché è prosciugato dalla routine produttiva”
E Muhammad Hannan Hamza ne è il motore che sta spingendo il progetto verso l’arena internazionale:
“Cerchiamo partner e broadcaster che abbiano il coraggio di guardare in faccia lo stress del lavoro moderno. Vogliamo dare voce a chi è diventato un ingranaggio invisibile, portando questo film su mercati globali che ne valorizzino l’urgenza sociale e l’impatto psicologico”
ST. EGEDES ISLANDS (Norvegia)
Regia e Autrice: Amalie Magdalena With Vedelsby | Produttrice: Iggy Augunset
Nell’Artico speculativo di Amalie Magdalena With Vedelsby e Iggy Augunset, il corpo umano diventa l’ultima risorsa estraibile in un ambiente dove la sopravvivenza ha cancellato ogni etica. Al centro della trama ci sono le sex workers, figure che incarnano la riduzione dell’essere umano a pura merce di scambio in un contesto geopolitico estremo. Il film interroga la possibilità stessa dell’amore in un mondo dove ogni interazione è mediata dal bisogno primordiale. Amalie lancia una sfida che scuote il presente:
“Ciò che sembrava sci-fi è oggi una realtà plausibile. Siamo forzati a esplorare l’altro solo per sopravvivere, ma è ancora possibile amare quando l’altro è ridotto a una risorsa?”
La produttrice Iggy Augunset sta cercando specialisti VFX per ricostruire la desolazione di questo nord ghiacciato:
“Vogliamo distributori che non temano una narrazione disturbante, capace di trasformare la crisi politica in una crisi profonda dell’anima e del corpo”
WINTER JOURNEY / VOYAGE D’HIVER (Francia)
Regia e Autore: Antoine Stehlé | Produttore: Jérémie Palanque
Antoine Stehlé segue la fuga di Jack dall’ospedale, un addio silenzioso accompagnato da una tassista che diventa testimone della sua paura. La storia si sviluppa come un dialogo intimo tra due sconosciuti in fuga, dove il taxi diventa una ‘capsula del tempo’ sospesa tra la vita che Jack sta lasciando e il freddo paesaggio rurale francese. Antoine definisce il tono dell’opera:
“È un film di sguardi e parole trattenute; Jack confessa la sua angoscia mentre Carole si concentra sulla strada. È un viaggio glaciale ma protettivo”
Il produttore Jérémie Palanque sottolinea la maturità del progetto:
“Con una protagonista del calibro di Dominique Raymond, siamo pronti per il mercato. Cerchiamo festival e distributori che sappiano apprezzare la dignità di un racconto invernale che non cerca facili consolazioni”
La forza del film risiede nella sua sceneggiatura essenziale, pronta a lasciare un segno profondo nel panorama del cinema d’autore europeo.
Quali sono i propositi per Maso #3?
La mattinata si è chiusa con il momento più atteso: la giuria ha assegnato il MASO Award, un premio da 5.000 euro destinato al miglior progetto presentato, che è andato a How You Touch Me di Mickey Lai e Sam Weishi Chua. Il riconoscimento premia la capacità del team di tradurre una tensione emotiva universale in un linguaggio cinematografico puro, capace di superare ogni barriera linguistica.
Ma non c’è tempo per le celebrazioni lunghe: il testimone passa ufficialmente a MASO #3, che vede l’ingresso di Susanna Lotz nel ruolo di creative advisor al posto di Enrico Vannucci. Susanna ha accolto questa nuova sfida con grande curiosità e rispetto per il lavoro svolto finora, definendo il programma una rara risorsa:
“Con il supporto di IDM Film and Music Commission e della Provincia autonoma di Bolzano, un workshop per cortometraggi come MASO è davvero un gioiello raro e prezioso su scala internazionale”
Il bando per la terza edizione è già aperto e rimarrà attivo fino al 30 giugno 2026, confermando nuovamente l’impegno di Bolzano nel costruire un ecosistema dove l’arte viene concretamente prodotta.