Connect with us

Latest News

‘A Year in London’: quando la moda diviene specchio dell’anima

‘A Year in London’ è un film che intreccia moda, sentimenti e ricerca di se in un affresco intimo e al contempo universale

Pubblicato

il

A Year in London

A Year in London è il nuovo film di Flaminia Graziadei e prodotto da Emera Film. L’opera andrà in sala dal 14 aprile e sarà inoltre disponibile in anteprima al Lovers Film Festival.  

A Year in London: un film, una ricerca 

A Year in London è frutto di un lavoro lungo e complesso durato anni. Un percorso in cui la regista Flaminia Graziadei si è interrogata a fondo al fine di trovare il giusto modo per trasmettere la sua visione. La visione, come anche afferma la stessa regista, è la prima scintilla che da origine all’opera d’arte, quale che sia il suo medium. 

La visione che ha permesso la nascita di A Year in London delinea un quadro complesso, profondo ed attuale. Nell’opera di Flaminia Graziadei le esperienze di vita personale si intrecciano con messaggi universali in grado di raggiungere chiunque. La vita sentimentale delle due protagoniste, interpretate da Melanie Liburd e Nina Pons, si muove su un delicato equilibrio che racconta la potenza dell’amore e le sfumature di avere una relazione romantica omosessuale. 

Un amore travagliato 

In A Year in London Olivia (Nina Pons) è una giovane stilista che si reca a Londra per studiare moda. Qui Olivia fa la conoscenza di Nina Clark (Melanie Liburd), designer affermata e sua mentore. Il rapporto tra le due si farà presto più complesso di una semplice relazione studente ed alieva. A seguito di un evento traumatico, infatti, le due donne si avvicineranno molto, e pian piano intraprenderanno una travagliata relazione sentimentale. Questo evento in A Year in London poterà Olivia e Nina a fare i conti con i propri sentimenti. Olivia e Nina dovranno superare  esitazioni, paure e confini all’apparenza insuperabili. 

A Year in London: un film, una visione della moda 

Nella visione di Flaminia Graziadei, A Year in London è un film che parla del superamento di barriere, ma non si limita a farlo esclusivamente nel lato più propriamente umano. Oltre alla relazione LGBTQ+, che è il vero cardine emotivo e narrativo del film, Graziadei costruisce una riflessione più profonda che auspica la nascita di un mondo della moda più inclusivo e sostenibile. La moda, inoltre, è molto di più che un semplice nucleo tematico del film. Grazia dei inserisce la moda all’interno dell’orditura narrativa come un vero e proprio strumento funzionale a quest’ultima. 

In A Year in London, la moda diventa uno specchio delle emozioni dei personaggi e l’occasione per sviluppare linee narrative connesse tematicamente alla storyline principale del film.  La moda, inoltre, è un elemento che la regista inserisce in A Year in London  per creare ritmo, scandendo il film in modo da orchestrare al meglio le sue parti.  

La distanza come sfida 

A Year in London è un film che si trova attraversato da numerose dualità. Oltre all’equilibrio tra il personale e l’ universale, tra il se e l’altro, abbiamo anche  la distanza fra due luoghi profondamente diversi a livello narrativo e strutturale, proprio come Londra e il Sud Italia. Questi due luoghi sono dapprima in antitesi a livello narrativo. Londra infatti  è la città del cambiamento in cui i personaggi evolvono e scoprono nuovi lati di se, crescendo e maturando. il Sud invece rappresenta l’equilibrio, la sicurezza, il luogo dei legami familiari. 

Più avanti in A Year in London, Londra e il Sud Italia diventeranno molto più che due luoghi narrativamente antitetici. Questi due luoghi già profondamente simbolici diverranno parte integrante del conflitto drammatico. Olivia dovrà tornare in Italia, e la distanza con la sua amata si costituirà a tutti gli effetti come un ostacolo alla relazione fra le due donne. Entrambe dovranno affrontare pesanti interrogativi sulla natura dei loro sentimenti e sulla stabilità della loro relazione. 

A Year in London è un film attuale e necessario che supera confini e pone le giuste domande al pubblico contemporaneo. Proprio questo suo sguardo sincero e indagatore sarà una delle caratteristiche che consentirà all’opera di lasciare il segno.