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‘Ella Enchanted’: Disney riesuma un altro cadavere anni 2000

Ella Enchanted diventa una serie per Disney+ con Anne Hathaway produttrice esecutiva. Meno favola romantica, più trauma adolescenziale confezionato per TikTok e nostalgia generazionale.

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Ella Enchanted

Disney ha finalmente completato il proprio ciclo vitale.

Dopo remake, reboot, sequel tardivi, prequel inutili e spin-off costruiti attorno al cane del cooprotagonista, l’industria è ufficialmente entrata nella fase “resuscitiamo i cult che la gente guardava su DVD portatile durante le lezioni di matematica”.

L’ultimo candidato al rituale necromantico è Ella Enchanted, fantasy con Anne Hathaway e Hugh Dancy (che tutti ci ricordiamo per la sua magistrale interpretazione in Hannibal) che nel 2004 cercò disperatamente di convincere il mondo che mettere Queen e Kelly Clarkson dentro una favola medievale fosse una scelta narrativa lodevole.

E la cosa incredibile è che, col tempo, ci siamo quasi affezionati.

Disney+ starebbe sviluppando una nuova serie basata sul film Miramax del 2004, con la stessa Anne Hathaway coinvolta come produttrice esecutiva.

Stavolta meno “Cenerentola pop”

La nuova versione manterrà il concept centrale della storia: Ella, ragazza maledetta fin dalla nascita con il “dono” dell’obbedienza assoluta, costretta quindi a eseguire qualsiasi comando ricevuto.

Solo che questa volta l’atmosfera cambierà parecchio.

Secondo le prime informazioni, la serie abbandonerà gran parte dell’estetica da fiaba romantica del film originale per spostarsi verso un racconto coming-of-age ambientato in una boarding school. Una scelta che molti stanno già paragonando apertamente al modello Wednesday: adolescenti problematici, istituti isolati, identità in costruzione e trauma emotivo confezionato in modo abbastanza elegante da diventare immediatamente virale su TikTok.

Il che, paradossalmente, potrebbe persino funzionare meglio del film originale.

Perché il romanzo di Gail Carson Levine aveva sempre avuto dentro di sé elementi molto più cupi e psicologici rispetto all’adattamento del 2004, che preferiva invece inseguire il tono da commedia fantasy iperattiva dei primi anni Duemila.

Anne Hathaway resta. Ma probabilmente non davanti alla camera

Per ora Hathaway dovrebbe limitarsi al ruolo di produttrice esecutiva, senza tornare nei panni di Ella. Una scelta abbastanza comprensibile considerando che oggi vedere Anne Hathaway reinterpretare una sedicenne maledetta rischierebbe di trasformare la serie in un esperimento di body horror involontario…ma non poniamo limiti alla creatività della produzione; già abituata a resuscitare i morti, quelli veri, chissà cosa potrebbe fare.

Eppure la sua presenza dietro il progetto racconta qualcosa di interessante.

Negli ultimi anni Hathaway sembra infatti aver sviluppato un rapporto molto più consapevole con la propria immagine da icona pop anni 2000. Non cerca più di scappare dai film che l’hanno resa celebre. Li sta lentamente trasformando in patrimonio culturale generazionale. Un po’ operazione nostalgia, un po’ gestione intelligente del proprio mito personale.

E va detto: è meno problematico di quanto sembri.

Perché Ella Enchanted, nonostante all’epoca fu un flop commerciale abbastanza clamoroso, col tempo si è trasformato in uno di quei film che internet continua ostinatamente a ritirare fuori dal cappello ciclicamente.

Hollywood sa da tempo che la nostalgia è più sicura dell’immaginazione

La notizia però conferma soprattutto un’altra cosa:
gli studios contemporanei si fidano sempre meno delle idee nuove.

Negli ultimi anni piattaforme e major stanno scavando con la delicatezza di archeologi impazziti dentro il catalogo anni ’90 e 2000 alla ricerca di qualsiasi proprietà intellettuale dotata anche solo di un minimo valore nostalgico residuale.

Il vantaggio è evidente:
non devi convincere il pubblico a interessarsi a qualcosa di sconosciuto. Devi soltanto riattivare un ricordo.

Ed è esattamente quello che Ella Enchanted rappresenta per moltissimi spettatori cresciuti nei primi Duemila: non necessariamente un capolavoro, ma un oggetto emotivo. Una capsula temporale fatta di DVD consumati, fantasy adolescenziale, MTV e Anne Hathaway prima che diventasse premio Oscar.

La vera domanda adesso è un’altra: questa nuova serie avrà davvero qualcosa da dire?
Ma ancora più importante: Serviva? Dalla fine degli anni 60 fino ai primi 2000 quel di L.A. ci hanno regalato opere che hanno costruito l’immaginario collettivo forgiandolo nella meraviglia che solo il grande schermo può produrre. Come è possibile che da oltre 20 anni questo fenomeno si sia andato progressivamente ad estinguere arrivando fin’anco ad assumere fenomeni, come questo Ella Enchanted, con una tiepida alzata di spalle?

Questo dovrebbe farci riflettere.