Il filone dei film a tema piratesco non è mai stato sinonimo di successo al botteghino, nonostante abbia sempre esercitato un grande fascino su grandi e piccini. Da qualche anno, in televisione e sui servizi di streaming sono nati diversi prodotti sui bucanieri dei sette mari, come Black Sails e Our Flag Means Death, che hanno ottenuto un discreto successo. Ora arriva su Prime Video The Bluff, diretto da Frank E. Flowers, che ha il difficile compito di riportare l’interesse del pubblico. Ma la nuova produzione dei fratelli Russo ci sarà riuscita oppure si è rivelata un altro buco nell’acqua?
The Bluff: i Russo assalgono i sette mari
Quello dei fratelli Russo è un cinema che, a modo suo, ha fatto “scuola”. Dopo aver esordito con un “remake”, incredibile ma vero, de I soliti ignoti di Mario Monicelli, con protagonista George Clooney, si sono fatti conoscere in tutto il mondo grazie ai due capitoli di Captain America, ovvero The Winter Soldier e Civil War, tra i migliori cinecomic di sempre.
Il successo definitivo è poi arrivato con Avengers: Infinity War ed Avengers: Endgame, i due più grandi manifesti cinematografici del panorama blockbuster moderno, ancora simbolo di un evento collettivo che difficilmente, dopo il Covid, potrà essere ripetuto.
Dopo l’esperienza Marvel, i due si sono cimentati nella produzione di diverse opere dal tocco più “personale”, come Cherry (2021) e City of Crimes (2019), oltre a film che avrebbero dovuto fare da apripista a nuovi franchise, come The Gray Man (2022), Tyler Rake (2020) e The Electric State (2025): tutti titoli appartenenti a un genere ben preciso e ben codificato.
Fratelli che non colpiscono
In questo percorso i due fratelli infondono la loro visione del cinema action moderno, come nei due Tyler Rake, soprattutto nelle scene d’azione, ricche di tecniche raffinate e caratterizzate da uno stile di movimento ricercato. Tuttavia, come hanno dimostrato le precedenti produzioni, anche questo The Bluff non offre nulla di nuovo al filone, con una trama avviata da un incipit privo di mordente che si sviluppa senza vero carisma.
L’intera sceneggiatura sembra essere solo un pretesto per mettere in moto il mondo narrativo; peccato che manchi di incisività, con eventi, situazioni e, come analizzeremo più avanti, personaggi che non conquistano per tutta la durata del film.
Dal punto di vista tecnico si attesta sulla soglia della sufficienza: le ambizioni di ricostruzione storica del periodo piratesco si fermano a due ambientazioni discrete, che spesso non colpiscono (anzi, sembrano ai livelli di una rappresentazione scolastica) e la regia, allo stesso modo, è su livelli modesti. A colpire maggiormente sono le scene di combattimento, con uno stile che riprende pienamente quello dei già citati Tyler Rake.
The Bluff: due protagonisti poco carismatici
Ciò che colpisce, ma allo stesso tempo delude, sono i due protagonisti, simili per origini ma distanti nelle rispettive visioni del mondo: Ercell “Bloody Mary” Bodden è una donna che ha deciso di abbandonare il mondo piratesco per dedicarsi alla famiglia e a una vita più tranquilla; il capitano Francisco Connor, invece, è ancora legato a quell’universo, che però vede dissolversi lentamente, e cerca inutilmente di riviverlo.
Priyanka Chopra Jonas, alla sua seconda collaborazione con i fratelli Russo dopo la serie Citadel, interpreta un personaggio tosto, un incrocio tra Nikita di Luc Besson ed Elizabeth Swann della già citata saga dei Pirati dei Caraibi, dimostrando un arsenale tecnico di combattimento che Ballerina con Ana de Armas può solo invidiare. Peccato che lo spettatore non riesca ad affezionarsi come ci si aspetterebbe, soprattutto nella parte finale del film, quando il personaggio assume un comportamento fastidioso e irritante.
Karl Urban è sempre un attore capace di catturare lo schermo grazie al suo carisma, ma presenta un problema non trascurabile: il suo personaggio è fin troppo simile a Butcher della serie The Boys. Entrambi sono figure oltre il limite della moralità, due “spacconi” tenebrosi e ambigui. Di per sé non sarebbe un problema, ma qui sembra quasi un copia e incolla della serie.
A ciò si aggiunge il fatto che tutti i personaggi di contorno non possiedono alcun carisma e non danno slancio alla narrazione. Li si guarda e li si dimentica immediatamente.
Conclusioni
The Bluff rappresenta un’ulteriore conferma: i Russo provano a rinnovare i generi cinematografici inserendo elementi d’azione per coinvolgere il pubblico moderno, ma i loro prodotti finiscono per mancare di mordente e non riescono a conquistare completamente. I loro incipit risultano spesso più interessanti dell’esito finale.
Peccato, perché i valori produttivi ci sono e anche il cast è sempre azzeccato, ma non si può dire che il risultato sia pienamente soddisfacente. Sicuramente, il loro colpo di cannone ha fatto solo un buco nell’acqua.