Rustblade mette a segno un vero e proprio colpo eccezionale rendendo finalmente disponibile nell’home video italiano Nekromantik, diretto nel 1988 dal tedesco Jörg Buttgereit. Realizzata praticamente a budget zero, stiamo parlando di quella che, a quasi quarant’anni dalla sua realizzazione, rimane ancora oggi una delle più oltraggiose opere della Settima arte. Già a cominciare dall’apertura con incidente d’auto e conseguente immagine di vittime divise a metà e corpi privi di vita. Il tutto per introdurre la vicenda del Rob interpretato da Daktari Lorenz, lavorante per un’impresa che si occupa del pronto intervento, appunto, in incidenti stradali. Il Rob che è solito rubare in queste circostanze resti umani, nei confronti dei quali nutre una malsana passione condivisa con la compagna Betty. Quest’ultima dal volto della Beatrice Manowski che nello stesso periodo recitò anche ne Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders. I due, dunque, collezionano sotto formalina organi e altre parti anatomiche assortite.
Fino al giorno in cui lui porta a casa un cadavere in via di putrefazione con il quale si cimentano in un rapporto sessuale a tre.
Nel corso di una sequenza destinata a mettere a durissima prova perfino gli stomaci più forti, ma che racchiude la forza innovativa di Nekromantik. Perché si tratta sì di un momento decisamente disgustoso, ma che, girato con un certo effetto di sdoppiamento d’immagine, trasuda al contempo non poca poesia. Per merito soprattutto della bellissima e dolce colonna sonora, in pieno contrasto con la ributtante situazione. Colonna sonora a firma del citato Lorenz insieme a Hermann Kopp e John Boy Walton. Al servizio quindi del primo film destinato ad affrontare in maniera esplicita la tematica della necrofilia, anticipata perfino da pellicole nostrane. Vi dicono nulla L’orribile segreto del dr. Hichcock di Riccardo Freda e Buio omega di Joe D’Amato? E il resto della quasi ora e dieci di visione prosegue in maniera inaspettatamente bizzarra. Con il protagonista che sprofonda nella follia perché la sua dolce metà, innamoratasi della salma, fugge via insieme a questa.
Il tutto per portare in scena un racconto intriso di non poco pessimismo in un’epoca in cui lo spettatore era abituato alla spettacolarità dell’horror americano. La spettacolarità carica di splatter ma al contempo liberatoria di saghe quali Venerdì 13 e Nightmare. Caratterizzato da immagini sporche e mai allegre, invece, Nekromantik s’immerge in una deprimente atmosfera fino allo shockante e insostenibile epilogo. Rasentando in più di un’occasione l’hard e riducendo all’osso i dialoghi, in modo che a parlare sia soprattutto ciò che la macchina da presa immortala. Da un bagno in vasca con tanto di sangue di gatto morto ad un sanguinoso omicidio tramite vanga in stile Peter Jackson anni Ottanta. Mentre una certa venatura di humour nero attraversa l’operazione e viene sfruttata a mo’ di metafora la vera uccisione di un coniglio. A quanto pare ripresa in una fattoria e che può rappresentare per molti (giustamente) l’unico motivo per storcere il naso dinanzi a Nekromantik.
Produzione underground che non ha avuto regolare circolazione distributiva e che per tanti anni è andata in giro più o meno clandestinamente tra i collezionisti.
Produzione che, insieme a quelle gore di Andreas Schnaas e Olaf Ittenbach, ha provveduto negli anni Novanta a far nascere una corrente splatter indipendente teutonica. Ora disponibile in una deluxe limited edition cartonata che la dispensa sia su supporto dvd che in blu-ray in versione originale sottotitolata in italiano. Entrambi corredati di diversi contenuti speciali. Dal breve filmato della premiere berlinese del 1988 a dodici minuti di making of. Passando per quasi tredici di approfondimento a cura dello youtuber Federico Frusciante, circa dodici di intervista al regista e i trailer dei suoi lungometraggi. Quindi Nekromantik, Nekromantik 2, Der todesking e Schramm. Inoltre, all’interno della confezione abbiamo un booklet fotografico, diverse card da collezione e il cd della citata colonna sonora, costituito da quattordici tracce.