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Prime Video Film

‘In the Lost Lands’: luci e ombre di un mondo vuoto

Su Prime Video il nuovo film di Paul W.S. Anderson. Un fantasy originale, ma che fatica a convincere fuori dalle immagini.

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In The Lost Lands

In The Lost Lands è un film d’azione del 2025 diretto da Paul W.S. Anderson, tratto dall’omonimo racconto di George R.R. Martin e distribuito in Italia da Eagle Pictures, ora disponibile in streaming su Prime Video. Un’avventura in un mondo fantasy… ma cosa succederebbe se quel mondo fatato fosse il nostro?

In The Lost Lands, viaggio nelle Terre Perdute

In un mondo devastato da una guerra nucleare, la strega Gray Alys (Milla Jovovich) sfugge a un’impiccagione. La regina le chiede però un modo per trasformarsi in lupo mannaro. Con l’aiuto del cacciatore Boyce (Dave Bautista), intraprende un viaggio lontano dal regno, nelle Terre Perdute devastate dalla guerra, alla ricerca di un lupo mannaro da cui trarre i poteri di mutaforma.

La visione

Un viaggio on the road in un mondo che, di strade, non ne ha più. Il rimando alla Divina Commedia è esplicito. Una progressiva discesa negli inferi, accompagnata da personaggi che richiamano Dante, Virgilio e persino una fugace apparizione di Caronte.

L’intento di gestire il fantasy in modo creativo è encomiabile. Tra riferimenti religiosi e mitologici, il film costruisce un universo visivamente intrigante: una società postapocalittica medievalizzata, abitata però da cowboy e cacciatori di taglie. L’ambiente cambia progressivamente, rispecchiando la lenta discesa attraverso i gironi infernali.

Un art style coerente e un solido worldbuilding danno forma a un mondo insieme feudalpunk, dieselpunk e western. Un immaginario che richiama ambientazioni tipiche dei giochi di ruolo fantasy e di alcune pellicole affini, come Mutant Chronicles.

Con la conclusione della seconda stagione di Fallout, In the Lost Lands offre quantomeno un universo narrativo visivamente appariscente, capace di colmare la sete di distopia post-nucleare.

Una coppia imperfetta

La componente estetica, tuttavia, non è sufficiente a sostenere l’intero film. A partire dai due protagonisti, Milla Jovovich e Dave Bautista, l’opera appare raffazzonata e stantia. Per certi versi richiama i film d’azione dei primi anni Duemila e Jovovich, ormai beniamina di Paul W. S. Anderson, riprende il ruolo dell’eroina forte già interpretato nelle precedenti collaborazioni con il regista. Tra lei e Bautista, compagni di ventura e potenziali partner romantici, manca però qualsiasi chimica.

Nonostante i recenti e lodevoli tentativi di emanciparsi dalla carriera di wrestler attraverso un percorso attoriale più strutturato, Bautista resta per gran parte del film silenzioso e poco espressivo.

Il viaggio compiuto dai protagonisti finisce così per diventare fine a sé stesso, privo di reale incisività. Il racconto on the road si rivela eccessivamente episodico. Eventi e personaggi incontrati lungo il cammino si trasformano in voci di una lista da spuntare, prive di conseguenze sulla trama. Un’amica e interesse romantico di Boyce, ad esempio, muore senza che la sua scomparsa produca effetti significativi né sul personaggio né sull’intreccio.

Non è tutto oro quel che luccica

Al di là della ricercata direzione artistica, ciò che risulta immediatamente evidente è la presenza costante di un filtro giallastro, che richiama certa estetica cinematografica degli anni 2010. Si tratta di una scelta fotografica deliberata, volta ad accentuare il carattere postapocalittico delle immagini. In precedenza, film come Codice Genesi hanno adottato una color correction sbiadita, tendente al verde-giallo, per enfatizzare l’aridità dei luoghi di ripresa.

La differenza sostanziale è che Codice Genesi utilizza in larga parte spazi reali, mentre In the Lost Lands ricorre massicciamente al green e blue screen. I panorami artificiali sono mostrati con un effetto bokeh altrettanto artificioso, simulando una ridotta profondità di campo. La CGI, di qualità modesta, trasforma personaggi e ambienti in figurine inserite in un mondo cartoonesco, quasi plastificato.

Non aiutano di certo lens flare innaturali, verosimilmente inseriti in postproduzione, che invadono costantemente le inquadrature. In alcuni casi occupano quasi l’intero quadro, rendendo l’immagine difficilmente leggibile, soprattutto quando la luccicante testa di Dave Bautista è in primo piano.

In The Lost Lands

Bautista in una scena del film

Tutto fumo…

Non è un film interamente da scartare. Alcune sequenze d’azione risultano intriganti e offrono set pieces visivamente suggestivi: dal parco eolico abbandonato, illuminato da un cielo rosso di fiamme, fino alla battaglia su uno scuolabus sorretto da due cavi che traghetta i protagonisti sopra un cratere nucleare dagli echi acherontici.

Le idee non mancano e una visione sembra esserci, ma non tutto trova una giustificazione narrativa compiuta. Il mondo postapocalittico non legittima la presenza della magia e, allo stesso tempo, la componente magica non spiega l’esistenza di quell’universo devastato. Sono scelte interessanti, ma puramente estetiche. Finiscono lì.

In definitiva, In the Lost Lands resta un racconto fine a sé stesso: immagine senza profondità.

In the Lost Lands è su Prime Video. Clicca qui per attivare la prova gratuita di 30 giorni e guardarlo adesso.

In the Lost Lands

  • Anno: 2025
  • Durata: 101'
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Genere: Azione, Fantasy, Distopico
  • Nazionalita: Germania, USA, Svizzera, Polonia, Canada
  • Regia: Paul W.S. Anderson
  • Data di uscita: 27-February-2025