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‘Leonesse’: una serie pulp che racconta la precarietà moderna

'Leonesse' è un mix di genere che diverte e che fa riflettere la precarietà dei nostri tempi.

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Leonesse

Gli ultimi anni si stanno rivelando precari per la generazione millennial e Z, complici le difficoltà legate alla sostenibilità economica e sociale, e ne sa qualcosa anche la Francia. Il governo Macron non ha mai risolto completamente le problematiche della parte più popolare del Paese, ed è proprio questo il tema alla base della serie Leonesse, in uscita su Netflix.

La serie, creata da Olivier Rosemberg e Carine Prevot, è un mix di generi, in particolare una commedia pulp con l’heist movie alla Michael Mann, condito da un cast femminile azzeccato, e si rivela essere un ottimo prodotto televisivo.

Leonesse: un genere che “rapisce” lo spettatore

Quello del genere dei film “da rapina” è sempre stato di grande fascino per il pubblico, fin dai racconti del Vecchio West, con le famose gesta di Butch Cassidy e Sundance Kid, per non parlare di Jesse James. Sono personaggi dal grande carisma e dalla forte componente romantica, degli antieroi che avevano un codice d’onore, che non si rispecchiavano nel mondo in cui vivevano e che avevano imboccato una via “controcorrente” alla legge, derubando quella moneta che la loro patria aveva loro rimosso.

Quando la frontiera è finita, l’immaginario delle “rapine rocambolesche” è proseguito con l’arrivo degli anni Venti del Novecento e con la Grande Depressione, periodo in cui fanno la comparsa personaggi entrati nell’immaginario collettivo come Bonnie & Clyde e John Dillinger.

Poi il cinema ha ripreso in mano questi racconti, narrando più volte le gesta di tali personaggi e proponendo nuovi punti di vista sulle loro azioni, spesso rispecchiando un malessere sociale e una precarietà che portano al verificarsi di questi eventi.

Leonesse: un riscatto femminile

Leonesse

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Da qui arriviamo a Leonesse, dove le protagoniste sono giovani madri o semplici trentenni che vivono in condizioni precarie, fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, hanno compagni che o non pagano gli alimenti o sono in prigione e che hanno lasciato loro solo debiti con la mala e con la legge. Quando arrivano al limite, senza alcuna soluzione “pulita”, decidono di fare l’impensabile: rapinare una banca.

Sicuramente non sono delle assi pistolere e non saranno addestrate come Robert De Niro e Val Kilmer in Heat – La sfida o Ben Affleck nel sottovalutato The Town (2010), ma sono temerarie e non hanno paura di nulla, perché spinte da una condizione sociale turbolenta. Sono personaggi nei quali ci si immedesima fin da subito: si prova empatia e compassione per loro, si percepisce l’ingiustizia che subiscono e si desidera una loro rivincita personale.

Quella vaga “somiglianza” con Sydney Sibilia

In un certo senso Leonesse può ricordare la trilogia di successo Smetto quando voglio di Sydney Sibilia: entrambi raccontano un “riscatto” da parte di un gruppo di trentenni, con una regia cinetica e una fotografia dai colori saturi, oltre a un’idea di rivalsa sociale dalla propria situazione economica.

Entrambi i prodotti, nonostante le ovvie differenze culturali, raccontano perfettamente i problemi sociali del proprio paese, realizzando un’opera che usa il genere per coinvolgere di più lo spettatore.

Leonesse si conferma essere una serie molto divertente, ad alto tasso di intrattenimento, oltre a raccontare una storia di riscatto e a proporre una riflessione sulle condizioni precarie delle giovani madri in questi anni.

Leonesse

  • Anno: 2025
  • Distribuzione: Netflix
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Francia
  • Regia: Olivier Rosemberg e Carine Prevot
  • Data di uscita: 04-February-2026