Quasi trent’anni dopo aver ridefinito l’epopea del crimine moderno, Michael Mann è pronto a tornare nella città delle ombre blu e degli incubi.
Heat 2, l’attesissimo seguito del suo capolavoro del 1995, sta finalmente tornando in vita, con la divisione United Artists di Amazon MGM Studios in trattative finali per aggiudicarsi il progetto.
Il ritorno di un titano
Heat 2 aleggia a Hollywood da anni. Basato sul romanzo bestseller di Mann (scritto a quattro mani con Meg Gardiner), il film è stato uno dei progetti più ambiti e sfuggenti in fase di sviluppo.
Ora, con Scott Stuber, ex responsabile cinematografico di Netflix, alla guida della United Artists, il film ha trovato uno studio disposto a garantirgli la massiccia distribuzione cinematografica che Mann richiede.
Un nuovo cast per una nuova era
Il sequel presenterà un cast completamente nuovo, con Mann che, a quanto pare, starebbe tenendo d’occhio alcuni dei più grandi nomi di Hollywood. Adam Driver, da tempo in lizza per il progetto, è stato affiancato nella presunta rosa dei candidati da Austin Butler,
Bradley Cooper e, più di recente, Leonardo DiCaprio, che si dice stia valutando il progetto, sebbene non siano state avanzate offerte ufficiali.
Se firmerà, segnerà il primo sequel della carriera di DiCaprio, un ponte simbolico tra due generazioni di icone del cinema poliziesco.
Trattative, budget e la visione instancabile di Mann
The Hollywood Reporter osserva che inizialmente Mann aveva immaginato Heat 2 come una produzione da 230 milioni di dollari – una cifra audace quanto la sua narrazione – prima di ridurla a una cifra comunque considerevole di 170 milioni di dollari.
La Warner Bros., che aveva mostrato un interesse iniziale, si è rifiutata di accettare quella cifra, offrendo una fascia più conservativa di 135-140 milioni di dollari. Amazon, tuttavia, sembra pronta a incontrare Mann proprio dove risiedono le sue ambizioni: in alto, sopra la città, dove i neon ronzano e la posta in gioco è mitica.
Mann dirigerà il film da una sua sceneggiatura, adattata dal romanzo, con Jerry Bruckheimer come produttore insieme allo stesso Mann, Stuber e Nick Nesbitt. I pesi massimi Eric Roth e Shane Salerno saranno i produttori esecutivi.
Prima e dopo l’incendio
Il romanzo su cui si basa Heat 2 espande il mondo dell’originale sia indietro che avanti nel tempo. La storia fa un salto indietro al 1988, seguendo Neil McCauley (interpretato da Robert De Niro nell’originale) mentre affronta una violenta esistenza post-Vietnam e la disciplina del codice penale su cui ha costruito la sua vita.
Allo stesso tempo, fa un balzo in avanti fino alle conseguenze della sparatoria culminante del film in centro, con Chris Shiherlis (Val Kilmer) in fuga nel labirinto urbano di Los Angeles, tormentato dalla perdita e braccato dalla legge.
Ha una struttura operistica, in parte prequel, in parte sequel, interamente di Mann.
L’eredità dell’originale
Quando Heat – La sfida uscì nelle sale nel 1995, non era solo l’ennesimo film di poliziotti e ladri: era una sintesi fragorosa di atmosfera, metodo e moralità. Il suo gioco del gatto e del topo tra McCauley (Robert De Niro) e Vincent Hanna (Al Pacino) stabilì un nuovo punto di riferimento per il cinema poliziesco, influenzando generazioni di registi da Christopher Nolan a Denis Villeneuve.
Con un incasso di 187 milioni di dollari in tutto il mondo (circa 400 milioni di dollari di oggi), Heat – La sfida ha anche dimostrato che i thriller per adulti potevano ancora dominare il botteghino. In un panorama cinematografico dominato da franchise e riciclo di proprietà intellettuali, il ritorno di Mann appare al tempo stesso nostalgico e radicale: una resurrezione del cinema che si prende sul serio.
Mann, Stuber e il ritorno dell’azione di prestigio
Per la United Artists di Amazon, Heat 2 rappresenta più di un’opera di prestigio: è una dichiarazione d’intenti.
Stuber ha già riportato in auge titoli inattivi come Highlander (con Henry Cavill) e una rivisitazione di Basic Instinct, segnando un passo avanti verso la rinascita di generi classici con autori al timone.
Un’altra battaglia sotto i riflettori
Se DiCaprio dovesse unirsi al cast, entrerebbe per la prima volta nel mondo fuso di Mann – una collaborazione che sembra inevitabile, come due placche tettoniche cinematografiche che finalmente si scontrano.
Nel frattempo, Mann è pronto a dimostrare che, per quanto l’industria cinematografica cambi, c’è ancora spazio per un cinema adulto e su larga scala – il tipo in cui gli uomini parlano a bassa voce, sparano a voce alta e fissano a lungo la notte di Los Angeles.
Fonte: IndieWire